Coronavirus, il giallo dei documenti riservati del Cts: che fine hanno fatto? Il ministero della Salute si contraddice da solo

I verbali del Comitato tecnico scientifico sono di interesse pubblico rispetto alla gestione dell'emergenza Coronavirus. Protezione Civile e ministero della Salute non hanno una visione chiara sulla segretezza o meno degli atti. Resta comunque difficilissimo l'accesso, tra eterni rinvii e rimpallo di responsabilità

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 17 Apr. 2020 alle 17:09 Aggiornato il 17 Apr. 2020 alle 17:24
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Immagine di copertina

I documenti del Comitato tecnico scientifico sono pubblici o secretati? Il segreto sembra esserci sullo stesso stato delle cose. L’interesse pubblico di quegli atti per comprendere la più grave pandemia dell’ultimo secolo è fuori discussione, ma nessun giornalista né cittadino li ha finora potuti visionare e sull’accessibilità sono diverse le versioni date dalla Protezione Civile e dal ministero della Salute.

Perché quei documenti sono importanti

Ogni giorno, dall’inizio dell’emergenza, il governo si avvale del Comitato tecnico scientifico (CTS) che produce pareri, report e raccoglie note tecniche che passano dalle mani del capo dipartimento Angelo Borrelli direttamente al presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Tra questi atti ci sono anche quelli della settimana che va dal 1 marzo all’8 marzo, periodo cruciale per la mancata chiusura dei due comuni della Bergamasca Alzano Lombardo e Nembro, diventati poi il peggiore focolaio d’Europa, su cui noi di TPI abbiamo pubblicato un’inchiesta in più parti. Tra quelle pagine c’è la nota dell’Istituto Superiore di Sanità in cui si chiedeva l’isolamento della Val Seriana già il 2 marzo, ci sono le ragioni del CTS per cui quest’ultima è stata ignorata, c’è insomma la cronologia di un pezzo di storia italiana.

La denuncia del Codacons

La segretezza o meno di quei documenti torna oggi alla ribalta delle cronache dopo l’attacco frontale dell’associazione dei consumatori Codacons a Angelo Borrelli. In pratica, in una nota del 13 aprile, il Codacons accusa il capo della Protezione Civile di aver mentito alla stampa sulla trasparenza degli atti, precisamente nella conferenza stampa dell’11 aprile. Si legge nella nota che “lo scorso marzo, quando gli ospedali del nord Italia si trovavano allo stremo, l’associazione, dopo alcuni contatti con una azienda cinese, aveva segnalato alla Protezione civile 350 ventilatori disponibili ad arrivare in pochi giorni in Italia”. 

La pec inviata dal Codacons rimase tuttavia senza alcuna risposta, se non per un messaggio del dott. Giusto Tagarro che informava come i ventilatori in questione fossero stati ritenuti non idonei dalla Commissione tecnico-scientifica. A questo punto il Codacons presentava formale istanza d’accesso in cui chiedeva le ragioni di tale rifiuto, e l’incredibile risposta a firma del Vice Capo di Gabinetto del Ministero della salute, Tiziana Coccoluto, nella quale si legge: “I verbali contenenti il parere del Comitato Tecnico Scientifico, di cui all’art. 2 dell’Ordinanza della Protezione Civile 3.02.2020 n. 630, sono secretati”. Ecco la risposta del Vice Capo di Gabinetto del Ministero della salute, Tiziana Coccoluto:

Due versioni diverse per il ministero della Salute

Il ministero della Salute scrive dunque che questi atti sono “secretati”. Ma qui arriva la poca chiarezza all’interno dello stesso ministero: abbiamo così contattato telefonicamente la vice capo Gabinetto Tiziana Coccoluto, che ha firmato la risposta al Codacons, e il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri e dicono due cose molto diverse. “Secretati è un sinonimo di riservati – dice Coccoluto a TPI – è stato frainteso il mio italiano. Chiaramente hanno un trattamento particolare per la loro importanza e sensibilità, ma che questo voglia dire “segreto di Stato” non l’ho mai affermato”. La vice capo Gabinetto ha dichiarato anche di “aver visionato uno, al massimo due degli atti tra 1 e 8 marzo 2020”, quelli delle sedute del CTS alle quali era presente. Una versione dei fatti in cui sostanzialmente la Coccoluto contraddice se stessa.

Altro punto di vista quello di Pierpaolo Sileri, che nonostante sia la seconda carica per la Sanità dopo il ministro Speranza, quegli atti non li ha mai potuti leggere: “Confermiamo che quei documenti siano sotto cassaforte e inaccessibili. Sono stati blindati e né io, né la sottosegretaria Sandra Zampa abbiamo potuto vederli. Gli atti del CTS sono secretati”.

Cosa dice la Protezione Civile

Da ordinanza numero 630, le riunioni del CTS non sono “soggette a obbligo di trasparenza” e hanno una gestione particolare. Ma che significa? Per capire meglio, noi di TPI abbiamo chiesto una risposta anche alla Protezione Civile, che a sua volta smentisce il Ministero: “I documenti sono riservati – spiega Pier Francesco Demilito, capo ufficio stampa della Protezione Civile – Coccoluto ha dato una definizione sbagliata. Quegli atti non sono certo sul sito consultabili da tutti, ma per la stampa basta fare una richiesta di accesso agli atti per poterli visionare”.

Sappiamo che il decreto-legge Cura Italia del 17 marzo 2020 sospende il FOIA (Freedom of Information Act) e specifica che le amministrazioni pubbliche sospenderanno anche le risposte a richieste di accesso documentale (legge 241/1990), civico e civico generalizzato (d.lgs. 33/2013) che non hanno carattere di “indifferibilità e urgenza” fino al 31 maggio 2020 (art. 67.3), ma in questo caso specifico l’urgenza appare abbastanza evidente.

Allora fateci vedere i documenti

Come sta succedendo per moltissime altre sfaccettature riguardanti questa pandemia, non ci sono due parti concordi tra loro. Sembra un’assurda diatriba: sono secretati o no questi atti? Se sono solo riservati, beh allora noi di TPI (come tanti cittadini) vogliamo poterli leggere e studiare. Perché tra tutti i segreti, solo uno è diventato “di Pulcinella”, cioè visibile agli occhi dell’Italia intera: come abbiamo raccontato nell’inchiesta in più parti a firma di Francesca Nava, la mancata chiusura di Alzano e Nembro è stata tra le cause del disastro sanitario nazionale (lo dicono i dati Istat) e in quei documenti del Comitato scientifico potrebbero esserci delle risposte a questi gravi errori. Per questo abbiamo avanzato richiesta di accesso agli atti alla Protezione Civile. Richiesta che ad oggi ancora non ci è stata accordata.

L’inchiesta di TPI sulla mancata chiusura della Val Seriana per punti:

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