Delitto di Garlasco, la difesa di Sempio deposita le consulenze su dna e impronta: “Andrea ha il 44 di piede”
Gli avvocati hanno anche depositato una memoria con produzioni documentali per contestualizzare i soliloqui
Andrea Sempio non è l’autore del delitto di Garlasco: lo dimostrerebbero le consulenze che la difesa dell’indagato per l’omicidio di Chiara Poggi hanno depositato alla procura di Pavia in risposta alle conclusioni dei magistrati che ritengono Sempio autore del delitto. I legali Liborio Cataliotti e Angela Taccia hanno presentato la consulenza dattiloscopica sull’impronta 33, il supplemento genetico sul Dna trovato sulle unghie della vittima di Garlasco, la consulenza sulle impronte di piede e la “memoria con produzioni documentali per contestualizzare i soliloqui. Non depositiamo ancora quella personologica perché riteniamo non utilizzabile ai fini di prova quella del Racis (la depositeremo solo se quella del Racis venisse ritenuta utilizzabile al fine di prova)”.
“Stiamo per depositare le nostre consulenze nell’interesse di Andrea Sempio per confutare le relazioni dei consulenti della procura, in particolare abbiamo predisposto una consulenza sulla Bpa, una sull’impronta 33, una medico-legale, una supplementare di natura genetica, una sulle impronte di scarpa perché noi riteniamo che il piede di Sempio non sia compatibile per larghezza con le impronte rilasciate” spiega l’avvocato Cataliotti. Secondo i difensori, Andrea Sempio calza scarpe 44 e la larghezza della pianta supera quella della suola a pallini ritrovata sul luogo del delitto e che fu attribuita ad Alberto Stasi. L’impronta 33, ritrovata sul muro dove è stata ritrovata morta Chiara Poggi, non è attribuibile secondo Armando Palmegiani, consulente della difesa.
L’esperto, contattato dall’Adnkronos, spiega: “La scarpa è un elemento a discarico di Sempio e la parte più interessante è che lo diciamo partendo dai dati forniti dalla Procura. Il punto non è la lunghezza, il punto non è la taglia 42-43 indicata dalla consulente Cristina Cattaneo, ma la larghezza della pianta di Sempio che differisce, e non di poco, da quella suola insanguinata”. Secondo Palmegiani Sempio “indossa il 44 come scarpa” e “non entrerebbe mai in quella scarpa”. L’impronta 33, inoltre, secondo l’esperto “non è identificabile”. La difesa, inoltre, ha presentato “una memoria con allegati, molti a contestualizzare i soliloqui di Andrea Sempio e renderli spiegabili: essi non contenevano nessuna novità rispetto ai commenti degli utenti dei podcast e delle trasmissioni e non hanno quindi nessuna natura confessoria”.