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“Secretati è sinonimo di riservati”: l’incredibile iperbole della vice capo di gabinetto del Ministero della Salute sui documenti del Cts

Prima "secretati", poi "riservati": le contraddizioni del ministero della Salute sugli atti del Comitato Tecnico Scientifico

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 17 Apr. 2020 alle 18:03
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Immagine di copertina

Secretati è un sinonimo di riservati è stato frainteso il mio italiano. Chiaramente i documenti del Comitato tecnico scientifico hanno un trattamento particolare per la loro importanza e sensibilità, ma che questo voglia dire “segreto di Stato” non l’ho mai affermato”. A dirlo a TPI è la vice capo Gabinetto del ministero della Salute, Tiziana Coccoluto. 

Segreto o non segreto?

Il chiarimento sulla questione della segretezza o meno degli atti, fondamentali per comprendere in modo approfondito la gestione dell’emergenza Coronavirus, deriva dai dubbi sollevati dopo la pubblicazione di un documento firmato dal Gabinetto del ministero della Salute e consegnato all’Associazione dei consumatori Codacons in cui si afferma che gli atti siano “secretati”. In pratica, in una nota del 13 aprile, il Codacons accusava il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli di aver mentito alla stampa sulla trasparenza degli atti, precisamente nella conferenza stampa dell’11 aprile. Si legge nella nota che “lo scorso marzo, quando gli ospedali del nord Italia si trovavano allo stremo, l’associazione, dopo alcuni contatti con una azienda cinese, aveva segnalato alla Protezione civile 350 ventilatori disponibili ad arrivare in pochi giorni in Italia”. 

La pec inviata dal Codacons rimase tuttavia senza alcuna risposta, se non per un messaggio del dott. Giusto Tagarro che informava come i ventilatori in questione fossero stati ritenuti non idonei dalla Commissione tecnico-scientifica. A questo punto il Codacons presentava formale istanza d’accesso in cui chiedeva le ragioni di tale rifiuto, e l’incredibile risposta a firma del Vice Capo di Gabinetto del Ministero della salute, Tiziana Coccoluto, nella quale si legge: “I verbali contenenti il parere del Comitato Tecnico Scientifico, di cui all’art. 2 dell’Ordinanza della Protezione Civile 3.02.2020 n. 630, sono secretati”. Ecco la risposta del Vice Capo di Gabinetto del Ministero della salute, Tiziana Coccoluto:

La versione della vice Capo di Gabinetto

Tiziana Coccoluto ha dichiarato a TPI anche di “aver visionato uno, al massimo due degli atti tra 1 e 8 marzo 2020”, quelli delle sedute del CTS alle quali era presente. E ribadisce che i documenti “non sono secretati ma riservati”. Una versione dei fatti in cui sostanzialmente la Coccoluto contraddice se stessa.

Cosa ne sa il ministero della Salute

Altro punto di vista quello del viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, che nonostante sia la seconda carica per la Sanità dopo il ministro Speranza, quegli atti non li ha mai potuti leggere e, contattato telefonicamente, spiega a TPI: “Confermiamo che quei documenti siano sotto cassaforte e inaccessibili. Sono stati blindati e né io, né la sottosegretaria Sandra Zampa abbiamo potuto vederli. Gli atti del CTS sono secretati”.

Cosa dice la Protezione Civile

Da ordinanza numero 630, le riunioni del CTS non sono “soggette a obbligo di trasparenza” e hanno una gestione particolare. Ma che significa? Per capire meglio, noi di TPI abbiamo chiesto una risposta anche alla Protezione Civile, che a sua volta smentisce il Ministero: “I documenti sono riservati – spiega Pier Francesco Demilito, capo ufficio stampa della Protezione Civile – Coccoluto ha dato una definizione sbagliata. Quegli atti non sono certo sul sito consultabili da tutti, ma per la stampa basta fare una richiesta di accesso agli atti per poterli visionare”.

Sappiamo che il decreto-legge Cura Italia del 17 marzo 2020 sospende il FOIA (Freedom of Information Act) e specifica che le amministrazioni pubbliche sospenderanno anche le risposte a richieste di accesso documentale (legge 241/1990), civico e civico generalizzato (d.lgs. 33/2013) che non hanno carattere di “indifferibilità e urgenza” fino al 31 maggio 2020 (art. 67.3) ma in questo caso non si tratta di Pubblica amministrazione e, inoltre, l’urgenza appare abbastanza evidente.

Perché quegli atti sono importanti

Ogni giorno, dall’inizio dell’emergenza, il governo si avvale del Comitato tecnico scientifico (CTS) che produce pareri, report e raccoglie note tecniche che passano dalle mani del capo dipartimento Angelo Borrelli direttamente al presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Tra questi atti ci sono anche quelli della settimana che va dal 1 marzo all’8 marzo, periodo cruciale per la mancata chiusura dei due comuni della Bergamasca Alzano Lombardo e Nembro, diventati poi il peggiore focolaio d’Europa. Tra quelle pagine c’è la nota dell’Istituto Superiore di Sanità in cui si chiedeva l’isolamento della Val Seriana già il 2 marzo, ci sono le ragioni del CTS per cui quest’ultima è stata ignorata, c’è insomma la cronologia di un pezzo di storia italiana.

Allora fateci vedere i documenti

Come sta succedendo per moltissime altre sfaccettature riguardanti questa pandemia, non ci sono due parti concordi tra loro. Sembra un’assurda diatriba: sono secretati o no questi atti? Se sono solo riservati, beh allora noi di TPI (come tanti cittadini) vogliamo poterli leggere e studiare. Perché tra tutti i segreti, solo uno è diventato “di Pulcinella”, cioè visibile agli occhi dell’Italia intera: come abbiamo raccontato nell’inchiesta in più parti a firma di Francesca Nava, la mancata chiusura di Alzano e Nembro è stata tra le cause del disastro sanitario nazionale (lo dicono i dati Istat) e in quei documenti del Comitato scientifico potrebbero esserci delle risposte a questi gravi errori. Per questo abbiamo avanzato richiesta di accesso agli atti alla Protezione Civile. Richiesta che ad oggi ancora non ci è stata accordata.

L’inchiesta di TPI sulla mancata chiusura della Val Seriana per punti:

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