L’allarme della virologa Gismondo: “Troppi morti in Lombardia, il Coronavirus potrebbe essere mutato”

Di Redazione TPI
Pubblicato il 21 Mar. 2020 alle 18:04 Aggiornato il 21 Mar. 2020 alle 19:28
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La virologa Gismondo: “Coronavirus potrebbe essere mutato”

Il Coronavirus potrebbe essere mutato. A sostenerlo è Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell’ospedale Sacco di Milano, centro di riferimento contro il Covid-19 in Lombardia. Per la Gismondo è possibile che il virus si stia adattando alle prime contromisure del corpo umano. “In Lombardia c’è qualcosa che non comprendiamo. Si sono superati i morti della Cina in un’area infinitesimamente più piccola e in un tempo minore – ha detto la virologa -. Sta succedendo qualcosa di strano”.

“In Lombardia c’è un’aggressività che non si spiega. Le ipotesi possono essere tutte valide”, ha precisato la Gismondo, ma “una è che il virus sia forse mutato. Lancio un appello alla comunità scientifica: uniamoci per capire. Se tutti ci mettiamo insieme e ne studiamo un pezzetto, probabilmente riusciremo a comprendere”, le sue parole.

In serata è poi arrivata la risposta dell’Istituto superiore di sanità. “Dai dati di studio virologico degli isolati a oggi non abbiamo evidenze che ci siano mutazioni del virus né da noi né negli altri paesi europei”. Lo ha detto il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro durante il punto stampa in Protezione Civile.

“Conte dì qualcosa”. Dov’è finito il Governo? Il Presidente del Consiglio deve parlare agli italiani, non solo Borrelli (di Giulio Gambino) Leggi qui l’editoriale del direttore di TPI Giulio Gambino  

Il popolo è confuso. Il Governo spieghi quello che sta accadendo. Nessuno chiede garanzie e risposte certe, ma un confronto costruttivo e consapevole di quanto avviene, qualcosa che difficilmente dimenticheremo. E, a vederla cinicamente, è tra l’altro una grande opportunità politica per i governanti di oggi. Un biglietto politico assicurato per il futuro, se riusciranno a venire fuori non dico come statisti ma come bravi leader. La crisi è portatrice di momenti catastrofici, ma è anche un’opportunità per costruire una nuova narrativa.

Ad oggi Conte non parla da giorni agli italiani. Dovrebbe farlo, spiegando lo spiegabile. Parlando agli italiani. Oltre i bollettini della Protezione civile, l’unico che parla agli italiani è il buon Borrelli. Questo non è possibile, non può accadere. Certo, di tanto in tanto parla Boccia, parla questo, parla quello. Ma deve parlare Conte. E con lui il ministro Speranza. Nel giorno più buio di questa crisi, il Governo dov’era?

Nel delirio dei virologi che in questo mese e mezzo hanno detto tutto e il contrario di tutto, la voce pacata dell’Avvocato del Popolo – che stando ai sondaggi non dispiace agli italiani – sarebbe cruciale nel dirimere dubbi, sensazioni, fake news. Dia un segnale e faccia qualcosa, imponga persino la bandiera a mezz’asta per i 4.032 caduti. Leggi qui l’editoriale del direttore di TPI Giulio Gambino  

Cosa è successo quella domenica di fine febbraio nell’ospedale di Alazano Lombardo? Come ha ben documentato Francesca Nava, quel pomeriggio, due giorni dopo lo scoppio del primo focolaio di Codogno, vengono accertati due casi positivi di Covid19 all’ospedale “Pesenti Fenaroli” di Alzano Lombardo. La struttura viene immediatamente “chiusa”, per poi riaprire – inspiegabilmente – alcune ore dopo. Nei giorni successivi si apprende che diversi medici e infermieri risultano contagiati. Ecco come è partito il focolaio di Bergamo, diventata lazzaretto d’Italia. Leggi la ricostruzione completa.

Nel frattempo succede più o meno di tutto e iniziano a emergere scene che documentano la tragedia in cui ci troviamo. Come in questo pronto soccorso di Bergamo, nel pezzo di Selvaggia Lucarelli sul nostro giornale: “così vengono curati i pazienti, sistemati anche nei corridoi” (qui il video).

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Coronavirus Italia, bollettino Protezione civile oggi 21 marzo: morti, contagi, guariti

Come ogni giorno anche oggi, sabato 21 marzo 2020, il capo della Protezione civile Angelo Borrelli ha fornito – nella consueta conferenza stampa delle ore 18 – i dati relativi all’epidemia di Coronavirus in Italia contenuti nell’ultimo bollettino.

Secondo i dati raccolti oggi, in Italia ci sono 42.681 contagiati (ieri erano 37.860, + 4.821), 4.825 morti (+793) 6.072 guariti (ieri 5.129 + 943 persone). I casi totali, quindi, sono arrivati a 53.578. Il totale dei ricoverati con sintomi è di 17.708, mentre i pazienti in terapia intensiva sono attualmente 2.865 (ieri 2.655). In isolamento domiciliare ci sono invece 22.116 persone (ieri erano 19.185).

Guardando ai numeri di oggi, si può notare un triste record: mai, finora, c’erano stati così tanti morti (793) in un solo giorno. L’aumento dei contagi (+13,9 per cento) segna un incremento record di 6.557 casi in un solo giorno. A preoccupare è soprattutto il dato della Lombardia da dove arrivano più dei due terzi dei decessi registrati a livello nazionale. Nel corso della conferenza stampa della Protezione Civile è addirittura emerso che il 2 per cento dei contagi mondiali provengono da Bergamo, mentre l’11 per cento dei casi italiani sono stati registrati nella provincia di Bergamo.

coronavirus bollettino oggi

Numeri dunque sempre più preoccupanti per l’Italia, che già ieri – superando quota 3mila morti – è diventata il Paese con il più alto numero di vittime al mondo a causa del Coronavirus. Anche più della Cina, che ha invece il doppio dei contagi e soprattutto una popolazione molto più ampia. Proprio a causa dell’avanzata apparentemente inarrestabile dell’epidemia in Italia – e soprattutto in Lombardia – oggi il governatore lombardo Attilio Fontana ha annunciato di aver chiesto al governo una ulteriore stretta sulle limitazioni imposte ai cittadini.

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