Covid ultime 24h
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tamponi +257.034
terapie intensive -49

Coronavirus in Italia, ultime notizie. Superati i 200mila casi, ancora 382 morti. Conte: “Rischio concreto di contagio di ritorno”. Il Cts: “Con tutto aperto, picco 151mila pazienti in terapia intensiva”

Tutte le ultime news sul Covid-19 in Italia

Di Giulia Angeletti
Pubblicato il 28 Apr. 2020 alle 06:40 Aggiornato il 28 Apr. 2020 alle 22:22
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Coronavirus in Italia: le ultime notizie di oggi in tempo reale

CORONAVIRUS ITALIA ULTIME NOTIZIE – L’emergenza Coronavirus in Italia è il fase di miglioramento, anche se continuano a esserci nuovi contagi e nuove vittime a causa del Covid-19. È di 105.205 persone attualmente positive, 27.359 morti e 68.941 guariti per un totale di 201.505 casi il bilancio aggiornato dell’epidemia secondo l’ultimo bollettino diramato dalla Protezione Civile; il premier Giuseppe Conte, arrivato a Milano nel pomeriggio di ieri, dopo la conferenza stampa di domenica sera ha confermato che “non ci sono ancora le condizioni per tornare alla normalità”. Qui le ultime notizie sul Coronavirus nel mondo. Di seguito le ultime notizie dall’Italia sul Coronavirus, aggiornate in tempo reale, di oggi, martedì 28 aprile 2020:

Ore 21:29 – Sileri, “chi abita al mare può fare il bagno” – Il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri nel corso del programma “Fuori dal coro”, in onda su Rete 4, ha chiarito che, per quanto riguarda gli spostamenti sulle spiagge, “si può passeggiare e chi abita al mare può fare il bagno” secondo le disposizioni contenute nell’ultimo Dpcm.

Ore 19.10 – Sindaco Codogno, da Conte ci aspettavamo di più – “Ci aspettavamo di più, soprattutto per quelli che erano i quesiti principali posti da noi sindaci dell’ex zona rossa”: è quanto ha detto Francesco Passerini, sindaco di Codogno, a nome di tutti i primi cittadini dei 10 Comuni del lodigiano messi in quarantena il 24 febbraio

Ore 18,30 – Conte: “Rischio di contagio di ritorno molto concreto” – “Il rischio di un contagio di ritorno è molto concreto. Questa è la ragione che ci spinge ad un allentamento delle misure, ma con prudenza”: sono le parole del premier Giuseppe Conte, al termine dell’incontro in prefettura a Lodi. “Avvieremo il metodo dei rubinetti – ha spiegato il presidente del Consiglio – ovvero una sorta di algoritmo matematico che ci consentirà di tenere sempre sotto controllo l’andamento del virus, e se ci saranno ritorni potremo intervenire in modo mirato chiudendo il rubinetto”. Sulla Fase 2, inoltre, Conte ha detto che sarà caratterizzata da “un approccio anche più scientifico sul tracciamento dei contatti” che avverrà attraverso l’ormai “famosa app”, che sarà su “base volontaria”, perché “non possiamo obbligare nessuno a scaricarla”. Ancora sul possibile ritorno dei contagi, il premier ha concluso: “Abbiamo visto in altri Paesi cosa significa cambiare strategia. Noi stiamo già affrontando un rischio: dal 4 maggio 4,5 milioni di lavoratori torneranno a lavorare, prenderanno i mezzi pubblici ma anche il mezzo privato può essere un rischio. Le scuole devono rimanere chiuse e non possiamo allentare sulle relazioni sociali: per qualcuno non è sufficiente ma non possiamo fare di più. Affrontiamo un rischio calcolato, su base scientifica: il documento dell’Iss è stato alla base delle nostre decisioni, che sono tutte nostre. Le rivendichiamo”.

Ore 18,00 – Il bollettino della Protezione civile – Questi i numeri della pandemia da Coronavirus in Italia, diffusi oggi sul sito della Protezione civile: il bilancio odierno è di 105.205 attualmente positivi (ieri erano 105.813, -608), 27.359 morti (ieri 26.977, +382) e 68.941 guariti (ieri 66.624, +2.317). Il numero dei casi totali ammonta dunque a 201.505 (ieri 199.414, +2.091). In isolamento domiciliare ci sono invece 83.619 persone (ieri 83.504, +115); in terapia intensiva ci sono oggi 1.863 pazienti (ieri 1.956, -93); i ricoverati con sintomi sono invece 19.723 (ieri 20.353, -630). I tamponi effettuati oggi sono stati 57.272 (ieri 32.003, quindi oggi più di 25mila test effettuati in più). I morti, ieri, erano aumentati di 333, mentre oggi di 382. I guariti erano aumentati di 1.696, oggi di 2.091 (Qui il bollettino completo).

Il rapporto tra tamponi positivi e tamponi effettuati è del 3,65 per cento. Un numero, questo, che abbassa la media degli ultimi giorni (del 4,4 per cento) e soprattutto che rincuora rispetto al dato di ieri (quando il 5,4 per cento dei tamponi effettuati era stato positivo). Dimostrazione, questa, che in generale la situazione continua a migliorare, seppur lentamente. In numeri assoluti, ieri i tamponi positivi erano stati 1.739 (a fronte di 32.003 test), oggi sono 2.091 (con tuttavia 57.272 test effettuati). Continua a calare, inoltre, il numero di pazienti in terapia intensiva (-93, ormai siamo a meno della metà del picco massimo di 4.068 raggiunto durante la pandemia) e dei ricoveri ospedalieri (-630). Sono 115 in più invece i pazienti in isolamento domiciliare.

Coronavirus Italia | Ore 17,00 – Le stime del Comitato tecnico scientifico: “Se venisse aperto tutto ci sarebbe nuovo picco con 151mila pazienti in terapia intensiva” – Se tutte le attività di tutta Italia venissero riaperte, il nuovo aumento dei contagi da Coronavirus sarebbe tale che da qui a fine anno verrebbero ricoverate in terapia intensiva 430mila persone, con un picco di 151mila l’8 giugno 2020. Sono numeri impressionanti – e nettamente al di sopra della capacità del servizio sanitario nazionale – quelli contenuti in una stima del Comitato tecnico scientifico, consegnata al presidente del Consiglio Giuseppe Conte in queste ore. Sulla base delle proiezioni degli esperti, già soltanto mantenere le scuole chiuse garantisce che quel picco si abbassi a 110mila (e si sposti all’8 agosto), mentre il totale annuo di posti occupati in rianimazione arriverebbe a 397mila. Nella loro relazione, gli esperti del Comitato hanno immaginato diversi scenari di riapertura e per ognuno di essi hanno provato a stimare il numero di persone che verrebbero ricoverate in terapia intensiva a causa del Covid-19. C’è anche lo scenario in cui vengano riaperte solo le scuole, mantenendo chiuse tutte le altre attività: il picco sarebbe di 7.600 letti in terapia intensiva (ricordiamo che il picco raggiunto nel pieno dell’emergenza, qualche settimana fa, è stato di poco superiore a 4mila) e oltre 48mila ricoveri fino alla fine dell’anno. E’ proprio sulla base di questo documento del Comitato tecnico scientifico, che presenta ben 46 ipotesi legate alle riaperture, che il premier ha firmato poi l’ultimo Dpcm che regola l’inizio della Fase 2 dal 4 maggio prossimo (Qui tutti i dettagli).

Ore 16,45 – In Abruzzo 2899 positivi, + 25 casi rispetto a ieri – In Abruzzo, dall’inizio dell’emergenza, sono stati registrati 2899 casi positivi al Covid 19, diagnosticati dai test eseguiti nel laboratorio di riferimento regionale di Pescara, dall’Istituto Zooprofilattico di Teramo e dall’Università di Chieti. Rispetto a ieri si registra un aumento di 25 casi su un totale di 823 tamponi analizzati (3 per cento di positivi sul totale). Nella giornata di ieri (27 aprile) i positivi erano stati 15 su un totale di 647 tamponi (2.3 per cento). 312 pazienti (-16 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva (40 in provincia dell’Aquila, 101 in provincia di Chieti, 129 in provincia di Pescara e 42 in provincia di Teramo), 21 (-2 rispetto a ieri) in terapia intensiva (6 in provincia dell’Aquila, 3 in provincia di Chieti, 5 in provincia di Pescara e 7 in provincia di Teramo), mentre gli altri 1657 (-23 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl (108 in provincia dell’Aquila, 497 in provincia di Chieti, 773 in provincia di Pescara e 279 in provincia di Teramo).

Ore 16,00 –  Istat: a marzo +44 per cento mortalità per ultra 65enni – A marzo i decessi sono stati superiori del 44 per cento tra gli ultra 65 enni, +11 per cento per le restanti età. I maschi – con almeno 65 anni – hanno registrato un +56 per cento di mortallità rispetto al +34 per cento delle donne. Lo riferisce l’Istat in audizione sul Def alla Camera.

Coronavirus Italia | Ore 14,50 – Dl aprile: Gualtieri: “Auspico ok in settimana”. “Auspico che il dl aprile si possa approvare questa settimana, personalmente sono impegnato per questo, ovviamente la cifra è cresciuta, la mole di interventi è molto ampia, faremo il massimo e cercheremo di conciliare rapidità e qualità delle misure”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, rispondendo alle domande dei parlamentari in audizione. “​Non è esclusa la possibile distinzione tra provvedimenti ma stiamo lavorando intensamente e saremo in grado di dare risposta oggettiva entro un paio di giorni”, ha aggiunto il ministro.

Ore 14,45 – Coronavirus, Conte a una giornalista di TPI: “Se avrà responsabilità di governo, scriverà lei decreti migliori”. “Se un domani avrà responsabilità di governo, scriverà lei i decreti e assumerà lei le decisioni”. Così ha risposto il presidente del Consiglio Giuseppe Contealla giornalista di TPI Francesca Nava, che lo stava incalzando sulla mancata istituzione della zona rossa a Nembro e Alzano Lombardo. Il premier era proprio a Bergamo, in Prefettura, dove stava rispondendo ai cronisti, quando si è spazientito di fronte all’insistenza delle domande. Qui il video. La replica nell’editoriale di Francesca Nava: No Conte, i giornalisti fanno domande, criticano e controllano, non devono “scrivere decreti meglio dei suoi”

Ore 13,00 – Controlli polizia: ieri sanzionate oltre 5mila persone – Nella giornata di ieri, le forze dell’ordine impegnate a verificare il rispetto delle norme di contenimento del contagio da Covid-19 hanno controllato in tutta Italia 274.396 persone e 101.872 esercizi e attività commerciali. Secondo i dati diffusi dal Viminale, le persone sanzionate amministrativamente sono state 6.504, quelle denunciate per aver attestato il falso 35 e quelle denunciate per aver violato la quarantena 7.

Coronavirus Italia | Ore 12,30 – Il bollettino dello Spallanzani – Sono 112 i pazienti ricoverati per Covid-19 all’ospedale Spallanzani di Roma. Di questi, 17 sono in condizioni più serie e necessitano di supporto respiratorio. Lo rende noto il nosocomio romano nel consueto bollettino quotidiano in cui è specificato che “i pazienti dimessi e trasferiti a domicilio o presso altre strutture territoriali sono a questa mattina 370”.

Ore 11,00 – Arcuri: “Da lunedì 12 milioni di mascherine al giorno” – Il commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 Domenico Arcuri ha dichiarato che “a partire da lunedì saranno distribuite 12 milioni di mascherine al giorno. Tre volte l’attuale fornitura che è superiore alla richiesta. E da giugno ne potremo distribuire 18 milioni, da luglio 25 milioni. A settembre potremo distribuirne almeno 30 milioni al giorno, undici volte di quelle che facevamo all’inizio dell’emergenza”. Arcuri, poi, ha specificato di aver “emanato un’ordinanza che ha fissato il prezzo massimo di vendita al consumo di mascherine nell’esclusivo interesse del cittadino”.

Ore 10,00 – A Nembro 0 decessi in 7 giorni – Zero decessi e quattro bambini nati nell’ultima settimana. Sono i numeri registrati a Nembro, cittadina in provincia di Bergamo e vero e proprio focolaio della Lombardia. “Non possiamo ovviamente pensare di essere tornati alla normalità – ha dichiarato il sindaco Claudio Cancelli – Sappiamo che ci sono ancora persone ammalate e quindi non dobbiamo pensare di essere usciti dall’emergenza. Per questo continueremo ad impegnarci con l’aiuto di tutti”.

Coronavirus Italia | Ore 9,00 – Patuanelli chiarisce chi sono i congiunti – Il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli chiarisce che i congiunti sono “i parenti fino all’ottavo grado, gli affini e i fidanzati”. (Leggi la notizia completa).

Ore 8,00 – Conte replica alle accuse: “Rifarei tutto, rischio ricaduta sarebbe fatale” – Intervistato da La Stampa, il premier Giuseppe Conte ha replicato a chi lo ha accusato di essere stato troppo timido nelle iniziative da prendere per l’avvio della fase 2. “Non sono pentito – ha dichiarato Conte – Io ho una grande responsabilità nei confronti del Paese. Non posso permettermi di seguire il sentiment dell’opinione pubblica che pure comprendo nelle proprie emozioni. Basterebbe pochissimo per perdere il controllo della situazione. Soltanto che questa volta precipiteremmo in una condizione ben peggiore e forse irreversibile. Ecco perché sono convinto, convintissimo, che sia meglio procedere sulla base di un piano ben programmato, per minimizzare al massimo il rischio di una ricaduta che sarebbe fatale”. (Leggi la notizia completa).

Ore 7,00 – Documento dell’Iss: “Se si riapre tutto, terapie intensive al collasso entro l’8 giugno” – È stato un documento dell’Iss, divulgato poi dal Comitato tecnico-scientifico, a convincere il governo a non allentare le misure restrittive già dal 4 maggio. Nel report, infatti, sono stati simulati ben 92 scenari, alcuni dei quali drammatici. Uno di questi, in cui si ipotizzava un ritorno alla normalità con anche la riapertura delle scuole, ipotizzava il collasso delle terapie intensive entro l’8 giugno. (Leggi la notizia completa).

Coronavirus Italia | Ore 6,00 – Dal 10 maggio tornano le messe – Dopo le veementi proteste della Cei, il governo si è messo subito al lavoro per trovare una soluzione che accontenti tutti. Nel nuovo Dpcm, infatti, era stato dato il via libera ai funerali in forma ristretta, con un massimo di 15 persone, mentre non era stata fatta menzione di quando sarebbero potute riprendere le funzioni religiose. Una decisione che aveva indispettito la Cei, la Conferenza episcopale italiana, che aveva attaccato il governo parlando di “violazione della libertà di culto”. Ora l’esecutivo avrebbe deciso di dare il via libera alle funzioni religiose a partire dal 10 maggio o al più tardi dal giorno successivo, l’11 maggio. Le funzioni dovrebbero tenersi perlopiù all’aperto, mentre i fedeli saranno obbligati a indossare le mascherine. Intanto, da indiscrezioni è emerso che la linea del rigore scelta dall’esecutivo è stata dettata dal Comitato tecnico-scientifico che in uno studio avrebbe messo in guardia il governo dai pericolo che la riapertura di alcune attività avrebbe portato. Secondo la ricerca, l’indice di R con 0, con il quale si calcola l’indice di contagiosità del virus e che attualmente si trova allo 0,5 nazionale, potrebbe salire allo 0,69 entro il 18 maggio con il rischio di salire sopra quota 1 con la riapertura di bar e ristoranti prevista il prossimo 1 giugno. Un rischio che il governo al momento ha preferito non correre, scegliendo la linea della prudenza.

CORONAVIRUS ULTIME NOTIZIE: COSA È SUCCESSO IERI

Conte: da lunedì ripartono 4,5 mln lavoratori – “Con queste nuove misure noi manderemo al lavoro altri 4,5 milioni di lavoratori”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte in prefettura a Milano. “Non è questo il momento di mollare. Questo governo non cerca il consenso, ma di fare le cose giuste anche se questo vuol dire scontentare un gran numero di cittadini. Ma i cittadini devono avere fiducia che queste decisioni sono responsabili e nell’interesse di tutti”, ha incluso.

Conte in Lombardia per incontrare i sindaci. I chiarimenti sul nuovo DPCM – “Noi ci accingiamo ad attraversare la fase 2 che è quella di convivenza con il virus, non la fase di liberazione dal virus”. Lo ha sottolineato il premier Giuseppe Conte arrivando in prefettura a Milano per un vertice con Fontana e Sala. Poi il premier ha fatto dei chiarimenti sulla polemica dei congiunti: “Congiunti é una formula un po’ ampia e generica. Per dire che, e lo preciseremo, non significa che si può andare dagli amici in casa altrui e fare delle feste. Si andranno a trovare persone con cui ci sono rapporti di parentela o ci sono stabili relazioni affettive. Ma ricordiamo, un quarto dei contagiati é nelle abitazioni private”. Il premier anticipa anche un piano infanzia: “Per le famiglie stiamo studiando misure, oltre ai congedi straordinari e al bonus baby sitter. Altre misure per cercare di sostenere le famiglie, ci rendiamo conto della difficoltà particolare e cercheremo di dare un sostegno economico”. Oggi di queste cose ha parlato in “due videoconferenze, con l’Osservatrio sulle famiglie e con delegazioni di parlamentari, proprio sul tema dei minori”.

Coronavirus Italia | De Micheli: “Non si possono raggiungere le seconde case” – “​Non si possono raggiungere le seconde case, tranne mi sembra di aver capito ci sia qualche presidente di Regione che lo sta ipotizzando, ma nell’ambito di questo dpcm non è possibile raggiungere le seconde case”. Lo ha sottolineato la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, a ‘La vita in diretta’ su Raiuno. E ha aggiunto: “Bisogna comunque rimanere nella casa di residenza in attesa che i risultati dell’attività di contenimento migliorino la situazione del contagio”.

Conte: “Non ci sono condizioni per tornare alla normalità” – “Ci sono scontenti, ma niente ‘liberi tutti’: non ci sono condizioni per tornare alla normalità”, lo ha detto il presidente del Consiglio rispondendo alle domande dei cronisti in Prefettura a Milano, dove è arrivato per un vertice con il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. Conte ha anche chiarito alcuni dettagli relativi al Dpcm sulla Fase due annunciato in conferenza stampa domenica 26 aprile, assicurando di essere a lavoro per “la sicurezza delle”. Sulle discusse visite ai “congiunti”, Conte ha dichiarato che tra questi rientrano gli “affetti stabili”.

Mes: mozione sfiducia Lega a Gualtieri depositata in Senato – Roberto Gualtieri si è “sottratto” all’esposizione alle Camere della posizione del governo sul Mes, in vista delle trattative con gli altri Paesi europei per definire le misure economiche post emergenza Coronavirus, in sede di Eurogruppo. È quanto si sostiene nella mozione di sfiducia individuale con cui la Lega chiede le dimissioni del ministro dell’Economia. Nella mozione, depositata al Senato, a prima firma Matteo Salvini, si sostiene poi che il titolare del Tesoro ​abbia tenuto una posizione che “non riflette il mandato esplicitamente espresso in numerose occasioni da esponenti di maggioranza e di opposizioni a non includere il Mes tra gli strumenti idonei alla gestione della crisi” e che l’esito della trattativa sia “estremamente insoddisfacente” per l’Italia.

Coronavirus Italia | Burioni: “Quest’estate occhio all’aria condizionata” – “La distanza e l’attenzione ai flussi d’aria saranno i due elementi ai quali ci dovremo affidare per la protezione contro l’infezione quando tenteremo di riprendere la nostra vita normale” con la fase 2 dell’emergenza Coronavirus. Lo afferma il virologo Roberto Burioni, che sul suo portale ‘Medical Facts’ parte da un caso di contagio avvenuto in Cina in un ristorante di Guangzhou, ex Canton, per spiegare “come alcuni semplici dettagli possano fare la differenza” quando inizierà a scorrere l”agenda della ripresa”.

“Nel momento in cui ci accingiamo a riaprire ristoranti, bar e uffici dobbiamo ben tenere presente quanto è successo, che non ha solo aspetti negativi. È vero che persone dei tavoli vicini, colpiti dalla corrente d’aria generata dal condizionatore, sono state infettate a distanze maggiori” e “questo deve portare a particolare cautela nella disposizione dei tavoli e nel loro distanziamento – suggerisce il virologo – specie in presenza di forti correnti d’aria dovute a condizionatori, ventilatori o qualunque altra cosa. Però è vera anche un’altra cosa: in quella sala hanno pranzato insieme al paziente 82 persone: 9 sono state infettate (a riprova che un singolo paziente può essere molto contagioso), ma gli altri 72 commensali e soprattutto gli 8 camerieri, che certamente hanno servito anche il paziente infetto, non hanno contratto il virus”.

Iss, mascherine opportune se no distanziamento – “In luoghi chiusi dove è difficile mantenere il distanziamento sociale, lì è opportuno avere la mascherina, come sui mezzi di trasporto. E anche nei luoghi aperti dove non riusciamo a mantenere il distanziamento. Ma la mascherina non deve dare false sicurezze: è un elemento aggiuntivo ma il lavaggio delle mani, il distanziamento sociale, sono gli elementi più importanti”. ​Lo ha detto il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro al punto stampa in Protezione Civile.

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