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Omicidio Sacchi, le dichiarazioni dell’amico testimone: “Anastasiya disse a Luca che era tutto a posto”

Le rivelazioni di Domenico Costanzo Marino Munoz su ciò che avvenne il 23 ottobre scorso nel quartiere Appio Latino

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 16 Dic. 2019 alle 16:57
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Immagine di copertina

Omicidio Sacchi: le dichiarazioni del testimone, amico di Luca e Anastasiya

“Ho intuito che stavano facendo qualcosa di poco lecito”: inizia così il racconto di Domenico Costanzo Marino Munoz, amico di Luca Sacchi e Anastasiya, considerato un testimone chiave della vicenda che è sfociata nell’omicidio del giovane personal trainer.

Il verbale con le dichiarazioni di Munoz è stato depositato dalla Procura di Roma al Tribunale del Riesame.

“La sera dell’aggressione ho percepito che Luca (qui il suo profilo), Anastasiya (qui il suo profilo), Giovanni Princi e le persone notate in via Latina stavano facendo qualcosa di poco lecito e, come da mia abitudine, ho preferito farmi i fatti miei” ha affermato Munoz.

Il testimone, poi, racconta nel dettaglio ciò che ha visto prima dell’aggressione mortale nei confronti di Luca Sacchi.

Su quello che diventerà il luogo del delitto, erano presenti Giovanni Princi, Luca Sacchi, la fidanzata di quest’ultimo Anastasiya Kylemnyk, e lo stesso Munoz.

“Giovanni Princi, amico del liceo di Luca con precedenti per droga, ci ha salutato sul marciapiede di via Bartoloni mentre eravamo presenti io, Luca ed Anastasiya”.

Poi, secondo Munoz, “Anastasiya si è allontanata”.

“Non ho visto cosa facesse perché si trovava alle nostre spalle e avrà detto qualcosa a Luca che io non ho percepito. Anastasiya aveva lo zaino in spalla e credo che sia tornata indietro verso via Latina, ma non l’ho vista perché io e Luca avevamo già svoltato l’angolo su via Mommsen. La fidanzata di Luca dopo circa due minuti ci ha raggiunti e ha detto a lui: ‘tutto a posto!'”.

Le dichiarazioni di Munoz, quindi, sembrano confermare le accuse nei confronti di Anastasiya, sospettata di aver ricoperto il ruolo di cassiera del gruppo impegnato nella compravendita della droga: ruolo che, sempre secondo le affermazioni di Munoz, di cui era quantomeno a conoscenza anche Luca Sacchi.

Una trattativa, quella per l’acquisto degli stupefacenti, portata avanti da Giovanni Princi così come affermato anche da Munoz.

“Dopo la morte di Luca ho deciso di allontanarmi dagli amici. La sera dopo, Giovanni Princi mi ha detto di voler passare la serata con me per “soffrire” la morte di Luca insieme, ma io palesando la voglia di stare solo con la mia fidanzata, ho declinato l’invito”.

“La verità – racconta ancora Munoz – è che avevo intenzione di non incontrare Princi perché ho percepito che lui aveva avuto un ruolo nella vicenda criminale che ha portato alla morte di Luca”.

Sul perché sia stato reticente nelle fasi iniziali delle indagini, Munoz afferma: “Temevo una eventuale ritorsione da parte dei criminali che mi avevano visto lì con Luca e che avevano puntato la pistola anche nella mia direzione, sebbene non proprio nei miei confronti”.

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