Omicidio Luca Sacchi, le parole del padre del ragazzo ucciso a Roma: “Mio figlio non c’entra nulla con la droga. Anastasiya? Dice la verità altrimenti è una diva di Hollywood” | VIDEO

Il papà del personal trainer, freddato con un colpo di pistola nel quartiere Appio Latino esattamente una settimana fa, ha parlato con i giornalisti per smentire le tante voci circolate sui giornali e per ribadire che suo figlio "era un ragazzo che nulla aveva a che fare con gli stupefacenti"

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 30 Ott. 2019 alle 20:38 Aggiornato il 30 Ott. 2019 alle 20:58
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Omicidio Luca Sacchi, le parole del padre del ragazzo ucciso a Roma

“Una cosa deve essere chiara, mio figlio con la droga non c’entra niente”: sono le parole che Alfonso Sacchi, il padre di Luca, il ragazzo ucciso a Roma, ha pronunciato nel corso della conferenza stampa convocata dai legali della famiglia per chiarire alcune dinamiche inerenti all’omicidio.

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“Abbiamo deciso di incontrare i giornalisti per chiarire alcuni aspetti raccontati in modo non corretto” esordisce Paolo Salice, uno dei due legali della famiglia Sacchi, presente all’Appia Park Hotel, sede dell’incontro con i reporter, insieme all’altro avvocato, Armida Decina, e al padre di Luca.

Paolo Salice, poi, afferma immediatamente di non aver mai detto che “difendere Anastasiya è immorale” e che allo stato attuale delle cose “la ragazza risulta essere parte offesa” e non “indagata”.

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La famiglia, dunque, non prende le distanze dalla ragazza, nonostante le tante contraddizioni in cui sembrerebbe essere caduta la giovane fidanzata di Luca Sacchi nel suo racconto su come si sono svolti i fatti la sera dell’omicidio.

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“Per me lei è una brava ragazza – conferma Alfonso Sacchi, il padre di Luca, che nel frattempo ha preso la parola – cosa deve fare un genitore? Spero sia sincera o aggiungerebbe dolore su altro dolore”.

Il papà di Luca, poi, rivela di aver visto Anastasiya l’ultima volta sabato scorso quando la ragazza ha dormito nell’abitazione della famiglia Sacchi, in via Vittorio Fiorini, nel quartiere Appio Latino, a pochi metri da dove è stato ucciso Luca.

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“Anastasiya è venuta a casa e io l’ho abbracciata, le ho dato coraggio e abbiamo pianto tutti insieme” dichiara il papà di Luca.

“Ha dormito da noi, poi non l’ho vista più, abbiamo avuto solo contatti telefonici”.

“Per noi è come se fosse una figlia – racconta ancora Alfonso – le ho detto che se voleva la stanza di Luca diventava la sua, se recita così bene, allora è una diva di Hollywood” conclude il padre di Luca singhiozzando.

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Alfonso Sacchi è un uomo devastato e non potrebbe essere altrimenti. Suo figlio di 24 anni è morto, ammazzato da due ragazzi di 21 anni, senza neanche sapere il perché.

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“Forse è mio figlio che mi sta dando il coraggio, mia moglie è devastata e non ce l’ha fatta a essere qui, spero comprendiate il mio dolore” afferma Alfonso Sacchi tra le lacrime.

“Luca era un ragazzo stupendo, cristallino, con una voglia di vivere, che non andava in giro né con la droga né con le pistole in tasca”.

Ed è proprio questo il motivo per cui Alfonso Sacchi, nonostante sia dilaniato dal dolore, si è presentato davanti alla stampa per dire che il suo Luca “con la droga non c’entra niente”.

“Mio figlio era uno sportivo, un salutista. Gli dava persino fastidio che la sua fidanzata Anastasiya fumasse la sigaretta elettronica, figuriamoci se poteva assumere droga o invischiarsi in qualcosa di pericoloso”.

E poi non aveva neanche bisogno di racimolare soldi con la droga: “Io ho un ristorante, lui lavorava come personal trainer e gestiva anche una casa vacanze”.

Omicidio Luca Sacchi: “Forse si è fidato troppo di qualcuno”

Ma allora cosa è successo? Perché Luca è stato ucciso in quel modo? “Non faccio il poliziotto” risponde il padre di Luca, che poi aggiunge “Magari si è fidato troppo di qualcuno, era un ragazzo sincero”.

Magari di quel Giovanni Princi, il contatto con precedenti di droga, in comune tra Luca Sacchi e Valerio Del Grosso, lo spacciatore che poi ha premuto materialmente il grilletto. “Avevano fatto il liceo classico insieme – rivela Alfonso Sacchi – poi si erano persi di vista”.

“So che 5 o 6 mesi fa si erano rincontrati, ma non è mai venuto a casa. Andavano in moto insieme, ma non so di più”.

“Non indagavo suoi suoi amici comunque, mi fidavo di Luca” dichiara anche il papà.

Il padre di Luca Sacchi: “L’ultima volta che l’ho visto prima che gli sparassero”

“La sera in cui è morto, prima che uscisse da casa, gli ho fatto un’iniezione per il mal di schiena. Lui mi ha detto che ero stato bravissimo perché non aveva sentito nulla. Così gli ho dato un bacio e ci siamo abbracciati e mi ha detto che mi voleva bene”.

“È l’ultima volta che l’ho visto prima che gli sparassero”.

“Adesso io mia moglie dobbiamo pensare al nostro figlio più piccolo – il fratello 19enne di Luca – Per questo ho chiesto a Luca di darmi il coraggio”.

“Indosso i suoi slip e ho portato con me i suoi occhiali, la notte io e la madre dormiamo con il suo pigiama in mezzo a noi, mentre suo fratello piange nell’altra stanza”: è l’ultima, toccante, testimonianza di Alfonso Sacchi, che successivamente abbandona la sala, sfinito dal dolore.

I legali della famiglia Sacchi: “Qualcuno mente”

C’è tempo ancora per qualche battuta con i legali della famiglia, i quali attendono novità per i prossimi giorni. “Qualcuno sta mentendo, questo è sicuro” ma quella persona non deve essere necessariamente Anastasiya: “Noi speriamo che Anastasiya non c’entri nulla, che abbia detto la verità” affermano i due avvocati.

“Quello che chiediamo è che non venga accostata la famiglia Sacchi, né Luca, con la vicenda droga” concludono poi i legali.

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