Coronavirus in Italia, ultime notizie. Positivi sotto quota 90mila, ancora 274 morti. Tre calciatori della Fiorentina positivi

Tutte le ultime news sul Covid-19 in Italia

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 7 Mag. 2020 alle 07:19 Aggiornato il 7 Mag. 2020 alle 20:29
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Coronavirus in Italia: le ultime notizie di oggi in tempo reale

CORONAVIRUS ITALIA ULTIME NOTIZIE – In Italia ci sono più guariti da Covid-19 che attualmente positivi. È quanto emerge dagli ultimi dati forniti dalla Protezione Civile nel consueto bollettino, che parla di 89.624 persone attualmente positive, 96.276 guariti e 29.958 decessi per un totale di 215.858 casi accertati. Una notizia che fa ben sperare per il prosieguo della Fase 2, ma che al tempo stesso non deve far abbassare la guardia visto, comunque, il numero ancora elevato di persone contagiate. Qui le ultime notizie sul Covid-19 nel mondo. Di seguito, invece, le ultime notizie dall’Italia sul Coronavirus di oggi, giovedì 7 maggio 2020, aggiornate in tempo reale.

Ore 20,25 – Lombardia,da domani sì a sport individuale all’aperto. Il presidente della Regione Lombardia ha firmato oggi una nuova ordinanza per il settore sportivo. Da domani al 17 maggio sono permesse su tutto il territorio regionale le attività sportive individuali all’aria aperta. Le attività possono essere consentite nell’ambito dei rispettivi impianti sportivi, centri e siti sportivi, rispettando tutte le misure sanitarie già in vigore. I gestori che rendono accessibili le aree adibite alla pratica sportiva all’aria aperta non potranno aprire luoghi al chiuso o di assembramento come palestre, spazi di socializzazione, bar e ristoranti, docce e spogliatoi.

Ore 20 – Riapertura scuole a settembre, la bozza dei protocolli anti-Covid. Mascherine e ingressi scaglionati: così si pianifica riapertura scuole a settembre. Ecco le proposte nella bozza presentata dai sindacati alla ministra Azzolina.

Ore 19,30 – Tre calciatori della Fiorentina positivi – Tre calciatori della Fiorentina e tre persone dello staff sono stati trovati positivi al Covid-19. Lo comunica la società viola in un comunicato in cui non viene rivelata l’identità dei tre giocatori. “A seguito dei controlli di laboratorio effettuati nel pomeriggio di ieri, ACF Fiorentina comunica che sono stati identificati 3 atleti e 3 dello staff tecnico-sanitario positivi al Covid 19. La Società ha provveduto come da protocollo a proseguire l’isolamento delle persone coinvolte. Domani mattina sono previste per il resto del gruppo le viste medico sportive propedeutiche all’inizio dell’attività facoltativa sul campo”.

Ore 18,45 – “Nessun controllo supplementare per chi usa il Mes” – I Paesi che decideranno di utilizzare il nuovo Mes sanitario non verranno sottoposti a “nessun controllo complementare”: è quanto stabilito dalla Commissione europea in una lettera inviata ai governi e svelata dal quotidiano La Repubblica. Questi alcuni dei passaggi della missiva: “I rapporti fiscali trimestrali richiesti dall’articolo 3(2) del Regolamento sulla sorveglianza rafforzata si focalizzeranno sull’uso dei fondi per coprire i costi sanitari diretti e indiretti” della pandemia di Coronavirus, motivo per cui la Commissione non considera necessario attivare gli articoli relativi “all’attività di report e informazione sul sistema finanziario”. Inoltre “Non sarà attivato alcun programma di aggiustamento macroeconomico”, mentre la Commissione “non vede la necessità di attivare i meccanismi «relativi a un monitoraggio addizionale sul sistema finanziario e la necessità di adottare misure correttive”.

Ore 18,00 – Il bollettino della Protezione Civile – È di 89.624 (-1.904) persone attualmente positive, 29.958 (+274) decessi e 96.276 (+3.031) guariti, per un totale di 215.858 (+1.401) casi totali, l’odierno bilancio inerente all’emergenza Coronavirus in Italia, emerso dal consueto bollettino quotidiano diffuso dalla Protezione Civile. Dei 89.624 attuali positivi, 15.174 (-595) sono ricoverati in ospedale, 1.311 (-22) sono ricoverati nei reparti di terapia intensiva, mentre 73.139 (-1.287) si trovano in isolamento domiciliare. Anche oggi continua il decremento degli attuali positivi che già dalla giornata di ieri sono inferiori rispetto a coloro che sono guariti. Oggi si registrano 1904 attualmente positivi in meno rispetto ieri, quando era stata registrata la cifra record di -6.939 rispetto alla giornata precedente, mentre i guariti aumentano di 3.031 unità (ieri erano stati 8.014 in più rispetto all’altro ieri). Anche oggi si registrano purtroppo 274 morti, in leggera diminuzione rispetto a ieri quando erano stati 369. Continua, trend ormai consolidato da settimane, anche il decremento dei ricoverati. Per quanto riguarda i ricoverati con sintomi oggi si registra un -595 (ieri il dato era di -501), mentre cala di 22 unità il numero dei ricoverati in terapia intensiva (ieri erano stati -94). Diminuiscono anche coloro che si trovano in isolamento domiciliare (oggi -1.287, ieri -6.344). Per quanto riguarda i tamponi, invece, oggi sono stati effettuati 70.359 test a fronte dei 64.263 realizzati ieri e dei 55.263 dell’altro ieri. Il bollettino della Protezione Civile.

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Ore 17,00 – Calabria: tre casi tra i rientri – Sono tre le persone risultate positive al Coronavirus tra le oltre 7mila rientrate nella propria Regione a partire dal 4 maggio. Lo rende noto la Regione Calabria che aggiorna anche i dati dell’emergenza, che attualmente vedono 1.125 attualmente positivi e 89 decessi.

Ore 16,00 – Regioni chiedono di riaprire negozi da 11 maggio – “Poco fa la conferenza delle Regioni all’unanimità ha approvato un documento che chiede che fin da lunedì 11 maggio si possa riaprire il commercio al dettaglio e che dal 17, quando scadrà il Dpcm del 26 aprile scorso, questa norma decada e venga totalmente attribuito alle Regioni la responsabilità di elaborare un calendario completo di riaperture sin dal 18 maggio”: è quanto dichiarato dal presidente della Liguria Giovanni Toti in occasione della conferenza Stato-Regioni.

Ore 15,40 – Zaia: “Veneto pronto a riaprire tutto e subito” – Luca Zaia, governatore del Veneto, ha detto che la sua Regione è pronta ad “aprire tutto e subito”. “Dal 10 aprile continua il calo dei pazienti ricoverati e in terapia intensiva. Il quadro epidemiologico e sanitario è cambiato completamente – ha spiegato Zaia – E quindi oggi in Conferenza delle Regioni il Veneto chiederà l’autonomia per poter procedere alle riaperture prima possibile, ovviamente fatto salvo il giudizio del Comitato tecnico scientifico”. Zaia poi ha aggiunto: “Spero che dalla conferenza dei presidenti di Regione oggi esca una richiesta al governo di rivedere le date previste dal Dpcm: per noi il primo giugno è ‘un’era glaciale’: è assolutamente inopportuna. Tra i primi settori che devono riaprire c’è il turismo, che è uno di quelli che ha sofferto di più, e io credo che anche le spiagge, con le misure di sicurezza, possano essere riaperte”.

Ore 15,25 – Fase: al via incontro tra Conte e Iv – Ha preso il via a Palazzo Chigi l’incontro tra il premier Giuseppe Conte e una delegazione di Italia Viva. Diversi i temi sul tavolo: dal piano choc per le infrastrutture alla regolarizzazione dei lavoratori immigrati fino al tema della riaperture nella cosiddetta Fase 2. Per Iv sono presenti Maria Elena Boschi, Ettore Rosato, Davide Faraone e il ministro Teresa Bellanova.

Ore 15,00 – Riaprono noleggio autocarri e commercio biciclette – Vengono ampliate le attività che possono riaprire immediatamente in questa Fase 2. La Gazzetta Ufficiale, infatti, ha pubblicato un decreto del ministro dello Sviluppo economico che consente la riapertura di commercio al dettaglio di biciclette e accessori, servizi di tolettatura degli animali da compagnia, noleggio di autocarri e altri veicoli pesanti, noleggio di altre macchine, attrezzature e beni materiali, attività di conservazione e restauro di opere d’arte.

Ore 13,47 – Cei, firmato protocollo: dal 18 maggio messe con fedeli. È stato firmato questa mattina, a Palazzo Chigi, il Protocollo che permetterà la ripresa delle celebrazioni con il popolo. Entrerà in vigore dal 18 maggio. Il testo giunge a conclusione di un percorso che ha visto la collaborazione tra la Conferenza Episcopale Italiana, il Presidente del Consiglio, il Ministro dell’Interno e il Comitato Tecnico-Scientifico. Il Protocollo “indica alcune misure da ottemperare con cura, concernenti l’accesso ai luoghi di culto in occasione di celebrazioni liturgiche; l’igienizzazione dei luoghi e degli oggetti; le attenzioni da osservare nelle celebrazioni liturgiche e nei sacramenti; la comunicazione da predisporre per i fedeli, nonché alcuni suggerimenti generali”, fa sapere la Cei. “Le misure di sicurezza previste nel testo indicano le modalità più idonee per assicurare che la ripresa delle celebrazioni liturgiche avvenga nella maniera più sicura per la salute pubblica e per la tutela dei fedeli. Ringrazio la Cei per il sostegno morale e materiale che sta offrendo alla collettività nazionale in questo momento così difficile per il Paese”, ha dichiarato il premier Conte.

Ore 13,05 – Scarcerazione boss per Coronavirus, centrodestra presenta mozione sfiducia al ministro Bonafede – Il centrodestra ha presentato stamattina in Senato una mozione di sfiducia nei confronti del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia sono riusciti nuovamente a formare un fronte compatto contro il governo, stavolta a causa delle tante discusse scarcerazioni di diversi boss mafiosi avvenute in queste settimane a causa dell’emergenza Coronavirus negli istituti penitenziari. In mattinata, Bonafede aveva sottolineato che nel decreto Cura Italia “non c’è nessuna legge che porta alla scarcerazione di mafiosi e anzi i mafiosi sono preclusi dalla possibilità di accedere ai benefici penitenziari”, e che “la concessione della reclusione domiciliare” per alcuni detenuti condannati al carcere duro “è avvenuta per provvedimenti dell’autorità giudiziaria”. Duro, invece, il commento di Salvini: “Conto che anche dentro la maggioranza ci sia qualcuno che si sta ponendo le stesse domande. Perché non è una questione di destra o di sinistra: sono usciti dei delinquenti che dovrebbero stare in carcere a vita senza una motivazione plausibile e altri ne usciranno. Sono contento che si offra agli italiani la possibilità di andare oltre perché si è portata fin troppa pazienza”.

Ore 13,00 – Medico di una Rsa di Milano riceve biglietto dai vicini: “Non andare al lavoro, ci contagi” – “Qui abitano anziani, attento. Potresti prenderlo di nuovo, il Covid. Smettila di andare a lavorare”: è il contenuto di un biglietto lasciato nella cassetta della posta di un medico di Milano, che lavora in una Rsa e che è stato positivo al Coronavirus. Nei giorni scorsi, infatti, i vicini lo hanno visto con la moglie e i due figli nel cortile e hanno avuto paura di essere contagiati: “Tienili a casa i bambini, lontani dal cortile e dall’ascensore”, gli hanno chiesto in un altro biglietto. Lui, in un’intervista al Corriere della Sera, ha lanciato un appello all’unità: “Lo stigma sociale, se isola le famiglie, può tra l’altro comportare maggiori difficoltà a controllare il contagio. Potrebbe spingere le persone a nascondere la malattia o non chiedere subito aiuto per evitare possibili discriminazioni” (Leggi la notizia completa).

Ore 12,00 – Fontana: “Fiducia e attenzione in cura plasma” – “Orgogliosi dei nostri ricercatori, dei nostri ospedali, dei nostri operatori sanitari. Per questo siamo convinti che la cura sperimentale del plasma, che vede la Lombardia in prima fila, debba essere guardata con attenzione e fiducia”. Lo scrive sulla sua pagina Facebook il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, parlando della cura con il plasma contro il Coronavirus, sperimentata in alcune strutture lombarde. “Siamo stati i primi – prosegue Fontana – a fronteggiare l’emergenza Covid. Siamo stati i primi a suggerire al Governo tempi e modi della cosiddetta Fase 2. Ora lavoriamo per stroncare definitivamente il virus”.

Ore 10,50 – Messina, il sindaco propone un “Passaporto degli innamorati” per le coppie separate dallo Stretto – La Fase 2 della lotta al Coronavirus non ha permesso a tutte le coppie di ricongiungersi. Ne sanno qualcosa i cittadini di Sicilia e Calabria: le coppie separate dallo Stretto per motivi di lavoro o altro, infatti, non riescono ancora a ricongiungersi, complici anche le ordinanze restrittive dei governatori Musumeci e Santelli. Il sindaco di Messina, Cateno De Luca, ha scritto però una lettera alla governatrice calabrese, per chiederle di istituire un “Passaporto degli innamorati” e permettere così alle persone di spostarsi non solo per motivi di lavoro, ma anche per motivi di cuore (Qui tutti i dettagli).

Ore 10,25 – Il virologo Crisanti: “L’Oms ha sbagliato tutto ciò che poteva sbagliare” – Il virologo Andrea Crisanti, direttore del Dipartimento di Medicina molecolare dell’Università di Padova e del laboratorio di virologia e microbiologia dell’Università AO di Padova, nonché l’uomo che ha contribuito a portare il Veneto fuori dall’emergenza, ha risposto alle domande di alcuni giornalisti sul Coronavirus. La discussione ha riguardato anche il ruolo giocato dall’Organizzazione mondiale della sanità nel corso della pandemia, ma l’opinione di Crisanti è gelida: “In questa pandemia, l’OMS ha sbagliato tutto lo sbagliabile – ha dichiarato – perché si è completamente affidata ai dati forniti dalla Cina che è un Paese in cui la trasparenza non è un valore. Ma soprattutto, mi piacerebbe sapere che cosa hanno analizzato e ispezionato gli esperti dell’OMS quando sono andati in Cina. Credo che questa sarà una delle questioni alla quale l’OMS sarà chiamata a rispondere. Sono quindi d’accordo con coloro che ipotizzano che la posizione dell’OMS sia stata influenzata da considerazioni geopolitiche più che di sanità pubblica di interesse mondiale.

Ore 09,50 – De Donno e la cura con il plasma: “L’iter è perfetto” – Il dottor Giuseppe De Donno, direttore della Pneumologia dell’ospedale Poma di Mantova, sta sperimentando con risultati incoraggianti la terapia sui pazienti Covid col plasma dei pazienti guariti. In pochi giorni la sua sperimentazione è diventata famosa in tutta Italia e adesso attende anche una risposta per la pubblicazione dei suoi studi sul New England Journal. Alla Gazzetta di Mantova il medico ha dichiarato: “L’iter è perfetto. Se lo bocciano? Non so cosa farò, ma ho tante offerte dall’estero”.

Ore 09,00 – Le regole per la riapertura di asili nido e centri estivi – Il governo è al lavoro anche per organizzare l’estate dei bambini italiani. Che sarà un’estate senza precedenti non ci sono dubbi. Eppure, il gruppo di lavoro formato da Anci, ministeri della Famiglia, Istruzione, Salute, Lavoro e Sip, Società italiana di pediatria, ha elaborato un piano per la riapertura degli asili nido e dei centri estivi a partire dal mese di giugno. Le regole, ovviamente, saranno stringenti: all’ingresso ci saranno dei veri e propri triage dove a tutti, bambini e operatori, verrà misurata la febbre. Inoltre, dovranno tutti lavare le mani. Ci sarà poi obbligo di certificati medici per grandi e piccoli, mentre ai primi sintomi di febbre si dovrà tornare a casa. I bambini staranno all’interno dei centri in gruppetti molto piccoli e sempre con lo stesso operatore. Saranno previsti anche dei criteri di priorità per l’accesso alle strutture: avranno precedenza, infatti, le famiglie che hanno più difficoltà a conciliare il lavoro con la cura dei bambini. Ai nonni, inoltre, viene sconsigliato di accompagnare i bambini. Le mascherine, infine, saranno obbligatorie per gli operatori. Per i bambini, molto probabilmente, saranno solo fortemente consigliate.

Ore 08,30 – Il Comitato tecnico scientifico: “Bar e ristoranti? La data è il 1 giugno” – Mentre il premier Conte, su pressing delle Regioni, apre a una riapertura anticipata per bar e ristoranti in alcune zone d’Italia, ieri sera il Comitato tecnico scientifico ha ribadito che la data per la ripartenza di tali attività rimane il 1 giugno. Difficile, hanno fatto sapere gli scienziati, anticipare i tempi: le misure di sicurezza cui i gestori dovranno adeguarsi saranno strettissime e sarà necessario del tempo perché tutti possano mettersi in regola (Leggi la notizia).

Ore 07,20 – Conte adesso accelera sulla riapertura di alcuni negozi – Continua il pressing delle Regioni sul governo per anticipare la riapertura di alcuni negozi, visto che sono molte le categorie produttive in crisi nera che necessitano di ripartire al più presto. Il premier, Giuseppe Conte, sembra però essersi convinto a rivedere in qualche caso le date stabilite dall’esecutivo per le riaperture. “Continuando con il senso di responsabilità sin qui dimostrato, in molti territori si potranno anticipare le riaperture già nei prossimi giorni di maggio. Dal governo non c’è alcuna volontà di protrarre questo lockdown residuo”, ha dichiarato Conte all’Agi. L’attenzione è rivolta soprattutto a bar, ristoranti, parrucchieri e centri estetici. Negozi che in alcune regioni potrebbero rialzare le saracinesche il 18 maggio e non il 1 giugno. Anche i teatri, in base all’indice di contagio R0 e alle nuove tabelle di sicurezza Inail attese per metà mese, potrebbero riaprire prima i battenti.

Ore 07,00 – Le Regioni a contagio zero spingono per riaprire prima bar e ristoranti – Ogni giorno, le varie Regioni guardano al bollettino della Protezione civile con la speranza di arrivare al più presto ai fatidici contagi zero. Qualcuna ci riesce per qualche giorno, poi torna a registrare qualche nuovo caso, ma è ormai evidente che l’Italia va a due velocità con il Coronavirus. Ci sono la Lombardia, il Veneto, il Piemonte, l’Emilia-Romagna e la Liguria che fanno fatica a uscire dall’emergenza, mentre le altre regioni (soprattutto al Sud) vanno molto meglio e continuano la loro attività di pressione sul ministro Boccia per una riapertura anticipata di negozi come parrucchieri, estetisti, bar e ristoranti. Il ministro però tiene ancora botta: “Tutti noi vogliamo arrivare alle differenziazioni territoriali. Dal 18 maggio molte attività potranno riaprire, ma lo si dovrà fare in sicurezza, e le Regioni che decideranno di farlo senza il rispetto delle linee guida Inail se ne assumeranno la responsabilità” (Qui tutti i dettagli).

CORONAVIRUS ITALIA – COSA È SUCCESSO IERI

Dybala guarito dal Coronavirus – Dopo 46 giorni, il calciatore della Juventus Paulo Dybala è guarito dal Coronavirus. L’attaccante argentino, infatti, è risultato negativo al quinto tampone (gli altri 4 erano sempre risultati positivi). A comunicarlo è stato lui stesso attraverso un post pubblicato sul suo profilo Instagram.

Il bollettino della Protezione Civile – È di 91.528 (-6.939) persone attualmente positive, 29.684 (+369) deceduti e 93.245 (+8.014) guariti per un totale di 214.457 (+1.444) casi, l’ultimo bilancio inerente all’epidemia di Coronavirus in Italia emerso dal consueto bollettino diffuso dalla Protezione Civile. Dei 91.528 attualmente positivi, 15.769 (-501) sono ricoverati in ospedale, 1.333 (-94) sono ricoverati nei reparti di terapia intensiva, mentre 74.426 (-6.344) sono in isolamento domiciliare. I numeri di oggi certificano che attualmente in Italia vi sono più guariti da Coronavirus che attualmente positivi. Si tratta, inoltre, di una giornata record anche per quanto riguarda il decremento degli attuali positivi (-6.939 rispetto ai -1.513 di ieri) e per il numero dei guariti che oggi registra la cifra record di 8.014 (ieri erano stati 2.352). Risale, purtroppo, il numero dei decessi: oggi, infatti, si registrano 369 morti a fronte dei 236 registrati ieri (l’altro ieri erano stati 195). Anche oggi si conferma, trend ormai consolidato da settimane, il decremento dei ricoveri in ospedale (-501 oggi, ieri erano stati -553) e in terapia intensiva (oggi -94, ieri -52) e anche quello delle persone che si trovavano in isolamento domiciliare (-6.344 oggi, ieri -908). Per quanto riguarda i tamponi, invece, oggi sono stati effettuati 64.263 test a fronte dei 55.263 realizzati ieri e dei 37.631 dell’altro ieri. Il bollettino della Protezione Civile.

Boccia: “Possibili riaperture prima del 1 giugno” – “Tra il 14 e il 15 maggio arriveranno le linee guida su estetisti e parrucchieri ed entro il 18 maggio pensiamo che potranno cominciare ad aprire. In base ai nostri dati e al nostro monitoraggio qualcosa può riaprire anche prima la data del primo giugno. Escludo che possano aprire prima del 18 maggio, ma dal 18 è probabile che alcuni esercizi possano riaprire”: è quanto dichiarato dal ministro degli Affari regionali e delle Autonomie Francesco Boccia.

Il ministro dello Sport Spadafora: “Non c’è ancora certezza sulla ripresa del campionato” – Il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora è intervenuto alla Camera dei deputati e ha risposto ad alcune domande sulla tanto attesa ripresa del campionato di calcio: “Non c’è ancora una data, né certezza che possa riprendere il campionato”, ha detto il ministro rispondendo indirettamente alle tante società, che da poco sono tornate a far allenare individualmente i propri atleti e che aspettano novità sulla data di ripresa del torneo. “Non dimentichiamo – ha aggiunto Spadafora – che il nostro Paese era in lockdown fino a due giorni fa. Le prossime settimane saranno decisive per studiare l’andamento del contagio”.

Scarcerazioni, Bonafede pensa a intervento – Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede pensa a un intervento per stoppare le scarcerazioni sempre più numerose a causa dell’emergenza Coronavirus e rimandare in carcere i boss ai quali finora sono stati permessi gli arresti domiciliari proprio per i rischi derivanti dall’epidemia di Covid-19. Leggi la notizia completa.

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