Coronavirus in Italia, ultime notizie. Record di guariti, ricoverati al minimo dal 27 marzo. Fonti Palazzo Chigi: “Data inizio Fase 2 ancora al vaglio”

Tutte le ultime news sul Covid-19 in Italia

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 17 Apr. 2020 alle 06:34 Aggiornato il 17 Apr. 2020 alle 21:05
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Credits: Matteo Trevisan / ZUMA Wire

Coronavirus in Italia: le ultime notizie di oggi in tempo reale

CORONAVIRUS ITALIA ULTIME NOTIZIE – In Italia il bilancio di casi positivi al Coronavirus è pari a 106.962, mentre dall’inizio dell’epidemia sono stati 22.745 i morti e 42.727 i guariti. Il numero dei casi totali ammonta dunque a 172.434, in leggero aumento rispetto al giorno precedente (+3.786). Ma ci sono anche stati molti più tamponi effettuati (oltre 16mila in più). Prosegue il lento ma continuo calo dei pazienti in terapia intensiva, che non era così basso dal 21 marzo. Qui le ultime notizie sul Covid-19 nel mondo. Di seguito le ultime notizie dall’Italia sul Coronavirus, aggiornate in tempo reale, di oggi, 17 aprile 2020.

Ore 21,00 – Fonti Palazzo Chigi: “Data inizio Fase 2 ancora al vaglio” – “Il governo, coadiuvato dal comitato tecnico scientifico e dalla task force di esperti, sta lavorando per la fase due e solo quando avrà terminato i lavori comunicherà in maniera chiara i tempi e le modalità di allentamento del lockdown, così da dare agli italiani un’informazione certa”. Lo fanno sapere fonti di Palazzo Chigi. “In questi giorni e nelle ultime ore – precisano dal Governo – circolano numerose ipotesi, con tanto di date, sulle possibili riaperture nel Paese. In alcuni casi si tratta di ipotesi che non hanno alcun tipo di fondamento, in altri di ipotesi che sono ancora allo studio e quindi non possono essere in alcun modo considerate definitive”. Le fonti sottolineano che “anticipazioni, indiscrezioni e fughe in avanti, in questo delicato momento, rischiano di alimentare caos e confusione” e da Palazzo Chigi si invoca “la collaborazione responsabile di tutti”.

Ore 20,00 – Ricciardi (Oms): “In autunno è certa una seconda ondata di contagi” – “Non è solo un’ipotesi: una seconda ondata di contagi da Coronavirus in autunno è una certezza”: a dirlo è Walter Ricciardi, rappresentante italiano all’Oms e consulente del ministro della Salute, in un’intervista concessa al giornale ilcaffeonline.it. “Fino a quando non avremo un vaccino – ha continuato Ricciardi – ci saranno nuove ondate o, speriamo, tanti piccoli focolai epidemici che andranno contenuti. Per questo è molto importante non accelerare le riaperture: in caso contrario la seconda ondata invece di averla più avanti rischiamo di subirla prima dell’estate” (Leggi la notizia completa).

Ore 19,00 – Locatelli (Consiglio superiore della sanità): “Numeri confermano stop diffusione contagio al Centro-Sud” – Nel corso della conferenza stampa alla Protezione civile è intervenuto anche Franco Locatelli, direttore del Consiglio superiore di sanità, che ha voluto sottolineare un’importante evidenza che arriva dai dati di oggi. “Essere riusciti a impedire la diffusione del contagio nelle regioni del Centro e Sud  – ha detto Locatelli – è un dato ormai solidamente corroborato dall’evidenza dei numeri: anche oggi ben 13 tra Regioni e province autonome hanno un numero di decessi inferiore a due cifre, addirittura due Regioni senza casi fatali”.

Ore 18,30 – Borrelli: “Da settimana prossima conferenza stampa solo lunedì e giovedì” – Il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, ha annunciato in conferenza stampa che il quotidiano appuntamento con i dati della pandemia di Coronavirus in Italia dalla prossima settimana si terrà solo due volte: ogni lunedì e ogni giovedì. Nonostante ciò, ha assicurato Borrelli, i dati verranno comunque pubblicati quotidianamente sul sito della Protezione civile e saranno dunque disponibili per la stampa e per i cittadini (Qui tutti i dettagli).

Ore 18,00 – Il bollettino della Protezione civile – Il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, ha fornito come ogni giorno – nel corso della conferenza stampa delle 18 – gli ultimi dati aggiornati sulla pandemia di Coronavirus in Italia. Il bilancio del Covid-19 nel nostro Paese è di 106.962 attualmente positivi (ieri erano 106.607, +355), 22.745 morti (ieri 22.170, +575) e 42.727 guariti (ieri 40.164, +2.563). Il numero dei casi totali ammonta dunque a 172.434 (ieri 168.941, +3.493). In isolamento domiciliare ci sono invece 78.364 persone (ieri 76.778, +1.586); in terapia intensiva ci sono oggi 2.812 pazienti (ieri 2.936, -124); i ricoverati con sintomi sono invece 25.786 persone (ieri 26.893, -1.107). I tamponi effettuati oggi sono stati 65.705 (ieri 60.999, quindi oggi più di 4mila tamponi in più: record) (Qui tutti i dettagli del bollettino).

I casi totali diminuiscono leggermente rispetto a ieri (oggi +3.493, ieri +3.786): a questo leggero calo è corrisposto un leggero aumento di tamponi effettuati. Di conseguenza, cala la percentuale di tamponi positivi (che già nei due giorni scorsi era stata la più bassa di sempre, 6,2 e 6,1 per cento: oggi quella cifra si attesta al 5,3 per cento). Un dato certamente incoraggiante, come anche quello dell’ulteriore calo dei ricoveri in ospedale (dato più basso dal 27 marzo) e dei pazienti in terapia intensiva (rispettivamente -1.107 e -124 rispetto a ieri). Tornano a crescere i morti (575 oggi, 525 ieri) e i guariti/dimessi (2.563 oggi, 2.072 ieri. E’ il dato più alto di sempre). Per questo, il dato degli attualmente positivi è aumentato pochissimo, di “sole” 355 unità.

Ore 16,45 – De Magistris: “App per controllare cittadini? No a Stato di polizia” – “Per il tracciamento dei contagi attendiamo di capire nel concreto quali saranno i provvedimenti adottati dalle autorità di governo. Sicuramente nei prossimi mesi ci sarà una limitazione della privacy, ma questo si dovrà fare nella cornice di rispetto dei diritti costituzionali. Non bisogna consentire in alcun modo torsioni autoritarie da Stato di polizia, perché qualcuno potrebbe approfittarne per entrare nella vita degli italiani e fare un utilizzo diverso di questi dati”. A dirlo, il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, in una intervista per l’emittente televisiva locale Canale 9 – 7 Gold. “Bene il tracciamento ai fini del contenimento della pandemia, ma servono figure che ci garantiscano. Bisogna rispettare gli equilibri costituzionali e stare molto attenti all’opera del sistema criminale che si sta infilando in questi giorni in tante procedure. La criminalità purtroppo non è ferma, anzi ha liquidità e non ha burocrazia”.

Ore 16,00 – Campania, De Luca: “Chiudo i confini se al Nord allentano le misure” – Mentre la Lombardia continua a insistere su una graduale riapertura già dal 4 maggio, il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, avverte: “C’è chi preme per affrettare la ripresa di tutto, ma dobbiamo avere grande senso di responsabilità – ha detto oggi durante una conferenza – ma se dovessimo avere corse in avanti in regioni dove c’è il contagio così forte, la Campania chiuderà i suoi confini. Faremo un’ordinanza per vietare l’ingresso dei cittadini provenienti da quelle regioni” (Qui tutti i dettagli).

Ore 15,20 – Iss: “17mila sanitari contagiati: 43% infermieri” – Sono ormai 17mila (per l’esattezza 16.991) gli operatori sanitari contagiati dal Coronavirus in Italia, con un’età media di 42 anni e una forte prevalenza femminile (oltre due su tre). E’ quanto emerge dall’aggiornamento epidemiologico dell’Istituto Superiore di Sanità aggiornato a oggi e presentato in conferenza stampa. Tra gli operatori contagiati, ben il 43,2% sono infermieri e ostetrici, mentre i medici ospedalieri sono il 19%, il 9,9% sono operatori socio-sanitari e il 19,2% sono “altre professioni sanitarie”. Lo 0,8% sono medici di famiglia o pediatri di libera scelta, il 2,3% sono “altri medici” e il 4% riguarda il personale amministrativo. Il contesto, comunque, è in larga parte ospedaliero (70,9% del totale), mentre il 17,4% dei contagi è avvenuto nell’ambito del dipartimento di prevenzione/Ats, il 4,1% nelle residenze per anziani, l’1,3% nell’ambito dell’assistenza specialistica ambulatoriale e l’1,1% in quello dell’assistenza sanitaria distrettuale.

Ore 12,50 –  Spallanzani, 137 positivi, 20 più seri. “I pazienti Covid-19 positivi sono in totale 137. Di questi, 20 necessitano di supporto respiratorio”. Così si legge nel bollettino medico diramato oggi dallo Spallanzani. “I pazienti dimessi e trasferiti a domicilio o presso altre strutture territoriali sono a questa mattina 301”. Il nosocomio precisa che “in giornata sono previste ulteriori dimissioni di pazienti asintomatici o paucisintomatici”.

Coronavirus Italia | Ore 12,20 – Iss: “Se non stiamo attenti si ripeterà tutto”. “I dati dicono che le persone con sintomi stanno riducendosi, la curva è in fase decrescente. Mostrano un Paese con zone diverse, con intensità di circolazione diverse, e che il lockdown ha consentito di limitare la circolazione in molte aree del Paese. La Lombardia rimane la più colpita, ma la curva anche qui mostra un decremento. Il Veneto la stessa tendenza. L’Emilia anche. Altre regioni con circolazione più limitata”. ​ Lo ha detto il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, durante il punto stampa all’Iss sull’andamento dell’epidemia. “Dalla nostra analisi relativa alle zone rosse istituite nel Paese, emerge una forte reattività nel segnalare e circoscrivere i focolai”, ha aggiunto Brusaferro. “​Non raggiungeremo casi zero a maggio, il virus probabilmente continuerà a circolare, anche se a bassa intensità. Non abbiamo raggiunto un vero e proprio ‘picco’, non c’è una massa di popolazione che si è infettata sufficiente. Abbiamo solo abbattuto i contagi con il lockdown, ma la popolazione rimane ampiamente suscettibile e quello che è successo due mesi fa potrebbe riaccadere se non stiamo attenti”, ha detto il direttore del dipartimento malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità Gianni Rezza.

Ore 12 – A marzo a Bergamo aumento del 382% di morti rispetto al 2019, ad Alzano +1.020%: i numeri Istat – L’Istat ha aggiornato la sua stima del numero dei morti complessivi in Italia: questa volta il periodo di riferimento è dal 1 marzo al 4 aprile 2020. La rilevazione, che riguarda i decessi nel nostro Paese per qualsiasi causa e non soltanto per il Covid, fa poi il paragone con il dato medio relativo allo stesso periodo degli anni 2015-2019. Ed è in questo confronto che si manifesta, in tutta la sua drammaticità, l’impatto devastante del Coronavirus. Oltre la metà dei comuni del Nord hanno registrato almeno un raddoppio del numero dei decessi (per qualsiasi causa e non solo per il Coronavirus). A guidare questo triste elenco, per quanto riguarda le grandi città, è prevedibilmente Bergamo, con un +382,8 per cento (Qui tutti i dettagli).

Coronavirus Italia | Ore 10 – Lega: “Fake news M5s, con Eurobond aprono a troika e tasse” – “Ancora una volta, vergognosa strumentalizzazione dal M5s che, per distogliere l’attenzione dalle disastrose scelte del governo Conte in Italia e in Europa, se la prende con la Lega. L’accusa sarebbe quella di aver votato contro l’emendamento dei Verdi al Parlamento Ue sugli Eurobond: rivendichiamo che noi, a differenza del M5s e di Conte che cambiano ogni settimana idea sull’argomento, non siamo mai stati a favore dello strumento Coronabond, che corrisponderebbe alla totale cessione di sovranità all’Ue”. Così in una nota gli europarlamentari della Lega Marco Zanni, presidente gruppo ID, e Marco Campomenosi, capo delegazione della Lega al Parlamento Europeo.

“Anzi, indichiamo sin dal principio la proposta più semplice, ovvero un ruolo più attivo da vero prestatore di ultima istanza della Bce per comprare Btp. Una proposta che M5s e Pd, sostenitori della Von der Leyen, della Lagarde e sempre più inginocchiati al volere di Bruxelles e Berlino, colpevolmente non hanno mai voluto discutere, troppo impegnati a inseguire soluzioni inutili e dannose per gli italiani: Eurobond significa eurotasse, rinunciare alla sovranità fiscale, consegnare le chiavi di casa a Germania e Troika. Inoltre, che il sottosegretario Di Stefano e il vice presidente del Parlamento Europeo Castaldo accusino la Lega di aver affossato la loro soluzione con voto negativo a un emendamento di una risoluzione non legislativa, in un’istituzione che non ha potere di iniziativa legislativa, è a dir poco ridicolo ed evidenzia la loro preoccupante impreparazione. Dovevano dimostrarsi credibili sui tavoli internazionali, ma nelle discussioni che contano, in Eurogruppo e Consiglio Ue, prendono solo schiaffi, dimostrando tutta la loro incapacità. Spieghino agli italiani perché loro, dopo che Conte è andato in Europa a chiedere Qfp più ampio e recovery fund, ieri hanno votato proprio contro a questo”.

Ore 07.00 – Lega e Forza Italia votano contro l’emendamento dei Verdi sui Coronabond – Le delegazioni della Lega e di Forza Italia al Parlamento europeo hanno votato contro un emendamento presentato dal gruppo dei Verdi a una risoluzione sulla risposta dell’Ue alla pandemia del Coronavirus che chiedeva la creazione dei Coronabond per condividere il debito futuro degli Stati membri. E’ quanto emerge dalla lista dei voti nominali del Parlamento Europeo. Le delegazioni del Movimento 5 Stelle e del Partito Democratico hanno votato a fa favore, mentre quella di Italia Viva si è astenuta. Il testo dell’emendamento dei Verdi prevedeva di condividere a livello Ue una quota consistente del debito che sarà emesso dagli Stati membri. “Per preservare la coesione dell’Ue e l’integrità della sua unione monetaria, una quota sostanziale del debito che sarà emesso per combattere le conseguenze della crisi del Covid-19 dovrà essere mutualizzato a livello Ue”, diceva il testo. L’emendamento è stato bocciato con 326 voti contro, 282 a favore e 74 astenuti. Con il voto positivo di Lega e FI l’emendamento sui Coronabond sarebbe passato.

CORONAVIRUS, COSA È SUCCESSO IERI IN ITALIA

Vittorio Colao ha elaborato una tabelle per valutare il livello di rischio sul lavoro. La task force guidata dall’ex manager sta valutando quali sono i settori e le attività a basso, medio o alto rischio, a seconda delle aggregazioni di persone che ne conseguono. E ha elaborato una tabella proprio a tale scopo (Qui tutti i dettagli).

Riapertura in Lombardia, Sala a Fontana: “Collaboriamo, ma sul 4 maggio nessuna chiamata ricevuta”. Salvini: “Segnale di concretezza”. “Ribadisco la mia disponibilità a condividere un percorso chiaro di pianificazione per permettere il ritorno al lavoro dei nostri cittadini”. ha dichiarato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, in una lettera inviata al presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e letta durante il consiglio comunale digitale. “Pur confermando le critiche che ho mosso alla Regione Lombardia relativamente all’idea di ‘riapertura’ del 4 maggio, intendo manifestarti e confermarti la disponibilità mia e dell’amministrazione comunale a collaborare. Sala ha anche sottolineato che riguardo alla proposta di ripartenza il 4 maggio si sarebbe “aspettato dalla Regione Lombardia almeno una chiamata”. Salvini invece ha dichiarato che riaprire il 4 maggio sarebbe “un grande segnale di concretezza e speranza per tutta Italia”.

Coronavirus Italia | Le prime parole di Mattia, il 18enne di Cremona guarito dal Coronavirus: “Ho lottato per mia madre”. Dopo 27 giorni in ospedale è stato dimesso Mattia, il 18enne di Cremona finalmente guarito dal Covid-19 e la cui storia aveva commosso l’Italia. “Sin dall’inizio – ha dichiarato – ho promesso di lottare e rimanere qua. Avevo sottovalutato la malattia, non pensavo che potesse arrivare a questi livelli. Adesso invece me ne rendo conto e spero che presto facciano lo stesso quelle persone che continuano a uscire senza mascherine, magari per cose inutili”, ha detto il giovane (Qui l’articolo completo).

Zampa, dai primi di maggio via a test sierologici. “Saranno 150mila i test che verranno effettuati e si partirà dai primi giorni di maggio”. Lo ha detto il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa a Circo Massimo su Radio Capital a proposito dei test sierologici. “Siamo molto avanti. Il comitato tecnico-scientifico ha già selezionato un certo numero di test su base di criteri che diano il massimo della sicurezza, anche se resta un margine di errore. Sarà il commissario Arcuri a sceglierne uno solo, ne serve un solo tipo per avere uniformità di dati”.

Ursula von der Leyen: “Giusto che l’Europa chieda scusa all’Italia”. La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, nella plenaria del Parlamento Europeo a Bruxelles si è scusata con l’Italia: “È vero che nessuno era davvero pronto per questo. È vero che molti non erano lì quando l’Italia aveva bisogno, alle prese con la pandemia di Covid-19. Per questo è giusto che l’Europa offra le sue più sentite scuse” all’Italia. Non si può superare una pandemia di questa velocità e di questa dimensione – ha aggiunto von der Leyen – senza dire la verità. La verità su tutto: i numeri, la scienza, le prospettive, ma anche sulla nostra azione”.

Coronavirus Italia | Sul sito dell’Inps sono arrivate 4,7 milioni di domande. Catalfo: “Tutelati 19 milioni di lavoratori”. Diciannove milioni di lavoratori tutelati e 4,7 milioni di richieste per le prestazioni Inps previste dal decreto Cura Italia. Sono i dati diffusi dalla ministra del Lavoro e delle Politiche sociali Nunzia Catalfo nel corso dell’informativa urgente sull’emergenza Covid-19 in Aula alla Camera. “Con il decreto Cura Italia, abbiamo tutelato quasi 19 milioni di lavoratori”, spiega Catalfo. Le domande per le prestazioni Inps previste dal decreto Cura Italia, pervenute telematicamente fino alle 16 di ieri, sono oltre 4,7 milioni (4.709.097) per più di 8,8 milioni di beneficiari. La ministra ha spiegato che del totale per le indennità da 600 euro le domande sono 4.108.000; per i congedi parentali 205.716; per il bonus baby sitting 47.481; per la cig ordinaria 230.900 domande per 3.200.000 beneficiari; per l’assegno ordinario 117.000 domande per 1.920.000 beneficiari.

Il bollettino della Protezione civile di giovedì 16 aprile – Il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli ha fornito, nel corso della conferenza stampa delle 18, gli ultimi dati aggiornati sulla pandemia di Coronavirus in Italia. Il bilancio del Covid-19 aggiornato al 16 aprile è di 106.607 attualmente positivi (ieri erano 105.418, +1.189), 22.170 morti (ieri 21.645, +525) e 40.164 guariti (ieri 38.092, +2.072). Il numero dei casi totali ammonta dunque a 168.941 (ieri 165.155, +3.786). In isolamento domiciliare ci  76.778 persone (ieri 74.696, +2.082); in terapia intensiva 2.936 pazienti (ieri 3.079, -143); i ricoverati con sintomi sono invece 26.893 (ieri 27.643, -750). I tamponi effettuati fino a giovedì sono stati 60.999 (più di 16mila tamponi in più rispetto al giorno precedente). Qui il bollettino completo.

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