Calderoli a TPI: “La mancata zona rossa ad Alzano e Nembro ha determinato il disastro di così tante vittime in Italia”

Intervista del direttore di TPI Giulio Gambino al senatore della Lega Roberto Calderoli

Di Giulio Gambino
Pubblicato il 8 Apr. 2020 alle 13:21 Aggiornato il 8 Apr. 2020 alle 14:14
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Immagine di copertina
Illustrazione: Emanuele Fucecchi

Come sta?
Di salute sto bene, ma il periodo è quello che è…
Che idea si è fatto della mancata chiusura di Alzano e Nembro?
Il problema della mancata Zona Rossa è relativo all’ordine pubblico e alla sicurezza, che sono materia dello Stato. La mia sensazione è che qualcuno non volesse farla.
E chi, scusi: le aziende?
(Ride) Lo sta dicendo lei…. Costituzionalmente non ci troviamo di fronte alla tutela della salute.
Quindi?
Beh, era cosa di ore che sarebbe stata fatta quella Zona Rossa di Alzano e Nembro. Poi il governo ha esteso le restrizioni a tutto il Paese.
Di che giorni parliamo?
Non ricordo precisamente.
Chi è che ha fatto marcia indietro?
Io so che le forze dell’ordine erano state inviate sia dal ministero dell’Interno sia dal ministero della Difesa vicino a Bergamo in attesa della chiusura, la cui presenza era necessaria per fermare in entrata e in uscita gli spostamenti e poi sono state fatte tornare indietro. Addirittura erano state anche preparate le transenne per rendere quei comuni Zona Rossa.

Le risulta che era davvero tutto pronto, quindi…
Esatto. Questi hanno dormito lì due giorni e se ne sono andati. La provincia di Bergamo stava per essere chiusa. Poi dietro front clamoroso.
Come mai?
Per chiudere Codogno è stato fatto un decreto legge del governo. Se si dovevano chiudere Alzano e Nembro andava fatto un altro decreto legge governativo che entrasse subito in vigore, da far firmare a Mattarella, e inviare alle Camere.
Quindi la chiusura la doveva fare Conte e non il governatore Fontana?
Per me questi poteri li ha solo il presidente del Consiglio. Conte non ha agito su Alzano e Nembro…
Per Codogno e la Val Seriana sono stati usati due pesi e due misure?
Conte ha assunto poteri crescenti a suon di DPCM che, diversamente da un decreto-legge governativo, sono atti amministrativi che non passano in Parlamento e che, proprio per questo, talvolta rischiano persino di violare la Costituzione.
La Regione Lombardia avrebbe potuto chiudere. L’ha ammesso anche Gallera…
Doveva farlo il governo, ribadisco.

Si può dire che la mancata Zona Rossa ad Alzano e Nembro è fra le cause di un così alto numero di vittime in Italia?
Sicuramente della bergamasca, e visto che ha pesato così tanto sullo scenario italiano, per me la mancata chiusura di quei comuni ha determinato quello che oggi si è realizzato: il disastro.
Il presidente di Confindustria Lombardia, in un’intervista al nostro giornale, ha detto che lì non si poteva fermare la produzione…
Quando io chiedevo la Zona Rossa, lo facevo perché già conoscevo il risultato: se non ti fermi prima, poi non riparti più. È stata una valutazione sbagliata.
Un gruppo di senatori leghisti ha presentato un emendamento sullo Scudo Penale per l’emergenza Coronavirus. Perché siete tornati sui vostri passi?
Salvini ha fatto bene a ritirarlo. Perché si prestava a possibili mal interpretazioni.
Ha parlato con Salvini della mancata Zona Rossa ad Alzano e Nembro, cosa ne pensa lui?
Non ho mai parlato con lui di questa vicenda. Matteo sta cercando di avere polso con gli amministratori locali per dare loro una risposta.
E come procede il lavoro in Commissione Bilancio?
Beh, ho proposto un metodo perché i senatori potessero continuare a intervenire e votare in Aula, mantenendo la distanza di sicurezza. E per farlo oggi occupiamo anche gli spazi delle tribune, solitamente riservati agli ospiti. Abbiamo fatto le prove e funziona.

L’inchiesta di TPI sulla mancata chiusura della Val Seriana per punti:

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