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Omicidio Colleferro, il racconto dei fratelli Bianchi: “Willy è caduto e si è rialzato. Nessuno di noi l’ha colpito”

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 16 Set. 2020 alle 13:31
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Immagine di copertina

Willy, fratelli Bianchi: “È caduto e si è rialzato. Nessuno di noi lo ha colpito”

“Non ho avuto nessun contatto con Willy, l’ho solo visto cadere in ginocchio e poi a terra, non ho visto chi lo ha colpito”: con queste parole i fratelli Bianchi, due dei tre ragazzi di Artena in carcere con l’accusa di omicidio volontario dopo il pestaggio in cui è morto il ragazzo italo-capoverdiano di 21 anni ha dichiarato la sua estraneità ai fatti nel corso dell’interrogatorio di garanzia. Ma sono sulla stessa linea anche le dichiarazioni del fratello, Marco Bianchi, e del loro amico Mario Pincarelli. Nessuno di loro, secondo la versione resa agli inquirenti, ha colpito Willy Monteiro Duarte durante quella che definiscono solo “una discussione”.

A pubblicare parte dei verbali degli interrogatori di garanzia è stata Repubblica. L’8 settembre scorso, a Rebibbia, Gabriele Bianchi – il maggiore dei due fratelli – ricostruisce così quella serata: “Io, mio fratello Marco e Vittorio Tondinelli andiamo al locale Duedipicche, poi ci allontaniamo con tre ragazze. A un certo punto Michele Cerquozzi (uno dei suoi amici di Artena) mi telefona e mi chiede di tornare là. Vediamo una rissa e ci dirigiamo verso la folla. Mentre cercavamo di capire, vedo Willy spostarsi come se fosse stato spinto. Accanto a Willy c’era un ragazzo che gesticolava e io l’ho spinto per paura che colpisse mio fratello. Non ho visto chi ha spinto Willy. La nostra macchina era a 15 metri dalla discussione”. Bianchi ha inoltre raccontato che intorno a Willy c’era anche Francesco Belleggia, il quarto ragazzo di Artena, oggi ai domiciliari. Nessuno di loro, ha assicurato, aveva bevuto o si era drogato.

Anche Marco Bianchi, il campione di MMA di 24 anni, racconta una versione simile. E spiega il motivo che ha spinto lui e il fratello a interrompere un rapporto sessuale con tre ragazze vicino al cimitero per raggiungere gli amici coinvolti nella lite: “Ci chiama Cerquozzi per aiutarlo a Colleferro. Ha chiamato Tondinelli e mio fratello dicendo che alcuni ragazzi discutevano. Dopo 15 minuti arriviamo là e vediamo una folla. Ho spinto Willy perché stava discutendo in gruppo, è caduto ma poi si è alzato e sono andato via. L’ho spinto con le mani, non gli ho dato un calcio al torace. Non ho dato nessuno colpo, Pincarelli e Belleggia non hanno dato colpi”.

Diversi testimoni oculari, tuttavia, sostengono il contrario e indicano proprio nei fratelli Bianchi gli assalitori di Willy. Molto più silenzioso è sembrato invece Mario Pincarelli: “Belleggia ha discusso con un ragazzo. Ero con lui e altre persone. I fratelli Bianchi intervengono per un passaggio. Scendono dalla macchina, dicono di andare via. Io non ho nemmeno parlato con Willy. I Bianchi non hanno toccato nessuno. Io stavo cercando di mettere pace tra Belleggia e l’altro ragazzo. Dopo ci siamo visti ad Artena al locale di Alessandro, il fratello di Gabriele e Marco”.

A rompere il patto del silenzio, siglato a bordo del suv nero subito dopo l’aggressione, è stato però proprio Belleggia: “Willy era a poca distanza da me e Federico Zurma, un ragazzo di Colleferro con cui avevo avuto un diverbio. Arrivano i Bianchi. Marco sferra a Willy un calcio sul petto, Willy cade indietro sulla macchina. Gabriele si dirige verso l’amico di Willy e lo picchia. A quel punto è iniziata la rissa con pugni e calci, io cerco di scappare per paura. Dicono che Pincarelli abbia dato colpi a Willy mentre era a terra, ma io non li ho visti. So solo che Pincarelli era accanto a me, e dopo l’arrivo dei Bianchi è intervenuto nella rissa. Willy? Willy non c’entrava nulla”.

Tutti gli approfondimenti di TPI sull’aggressione di Colleferro: 1. LA CRONACA: 21enne interviene per difendere un amico: massacrato a morte dal branco / 2. LA RICOSTRUZIONE: “Vi prego basta, non respiro più, così è morto Willy / 3. LA BIO: “Sognava di diventare come Totti”: chi era Willy / 4. I PROFILI: Dal culto per le arti marziali ai precedenti per spaccio: chi sono gli aggressori di Willy Monteiro / 5. LE INDAGINI: Colleferro, tre arrestati restano in carcere: Belleggia va ai domiciliari

6. Caso Willy, meno male che non lo avevate nemmeno toccato: l’autopsia rivela lesioni multiple sul suo corpo / 7. IL DETTAGLIO: Uno degli aggressori di Willy Monteiro insegnava arti marziali ai bambini / 8. LE OPINIONI: Willy ha pagato lo scotto più atroce, ma la sua morte può cambiare la percezione del razzismo in Italia (di G. Cavalli) / 9. Quel gesto vigliacco e codardo: infierire sul corpo di Willy quando era già in terra (di Lara Tomasetta) / 10. LA TESTIMONIANZA: “Per noi era come un figlio, sarebbe diventato un bravo chef”: parla il direttore dell’hotel dove lavorava Willy / 11. “Ha visto un amico in difficoltà e non si è girato dall’altra parte. Fiera di lui”: parla la madre di Willy

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