Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 17:57
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Cronaca

Colleferro, 21enne interviene per difendere un amico: massacrato a morte dal branco

Immagine di copertina

Willy Monteiro Duarte, 21enne italo-capoverdiano è morto dopo essere stato massacrato di botte nella notte tra sabato 5 e domenica 6 settembre a Colleferro, vicino Roma. Secondo una prima ricostruzione, Willy era intervenuto per sedare una rissa in cui era coinvolto un amico. Nel tentativo di sedare gli animi Willy è poi divenuto l’oggetto su cui si è trasferita la violenza del branco. I quattro aggressori si sono accaniti sul ragazzo massacrandolo di botte e scappando subito dopo a bordo di un’auto di grossa cilindrata. Un pestaggio opera di un gruppo di coetanei, già noti alle forze dell’ordine e residenti nella vicina Artena.

Willy, figlio di una coppia di capoverdiani trasferitasi molti anni fa a Paliano e impegnata in una locale azienda agricola, era cresciuta nel piccolo centro della provincia di Frosinone ed era perfettamente inserita nel paese, dove giocava nella locale squadra di calcio.

Rintracciare i quattro aggressori è stato facile per le forza di polizia in quanto erano ben conosciuti nella zona. Hanno tutti precedenti: chi per lesioni, due per stupefacenti e non erano nuovi a risse, botte e minacce. Li avevano soprannominati la banda di Artena, paese nel passato era stato terra di briganti. Picchiavano, facevano paura, spavaldi e forti dei loro muscoli e tatuaggi.

Come riporta il Messaggero, i fratelli Gabriele e Marco Bianchi, 24 e 26 anni, sono patiti di arti marziali, campioni di Mma, una delle discipline più dure e violente del combattimento in cui si usano calci e pugni. Come quelli che hanno rifilato uno dopo l’altro, in una sequenza mortale, al giovane Willy. Incuranti che fosse caduto a terra, hanno continuato a infierire. Poi se ne sono tornati come se nulla fosse a bordo della Audi Q7 nera con cui erano andati a Colleferro, al Nai Bistrot di Artena, un locale di famiglia, a bere birra come al solito. Ed è lì che il comandante della stazione dei carabinieri di Colleferro è andato subito a cercarli sicuro di trovarli. Erano stravolti, come si dice nei verbali, apparivano in evidente stato di alterazione psicofisica.

“Erano appena usciti da un locale e stavano tornando alla macchina quando si sono accorti di una rissa in corso. Mio figlio e Willy si sono avvicinati per calmare gli animi ma quelle persone, delle bestie perché solo così si possono definire, hanno iniziato ad aggredire anche loro e quelli che erano intervenuti. Mio figlio ed altri sono riusciti a scappare, il povero Willy è rimasto a terra. Lo hanno pestato a sangue e preso a calci in testa. Cinque contro uno. Vigliacchi. Mio figlio era molto amico di Willy ed è sotto shock”, racconta il papà del ragazzo scampato all’aggressione. “Quel povero ragazzo è morto perché si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato”, ha concluso l’uomo.

Il sindaco di Colleferro, Pierluigi Sanna, ha annunciato che il comune si costituirà parte civile nel processo: “Perdere le parole per me è molto raro, eppure da questa mattina mi rimangono in gola senza riuscire ad arrivare alle labbra – ha scritto su Facebook – La nostra città e tutto il territorio sono abitati da gente per bene, da lavoratori e studenti; la nostra terra non può accettare la ferocia, la violenza ingiustificata, la sete di morte”.

“È un omicidio barbaro, un ragazzo che tenta di dividere non può morire in quel modo. A quanto pare un calcio sulla testa è stato fatale, Willy era esile, accanirsi in 4 significa non lasciargli scampo. Devo sentire il sindaco, ho sentito l’ambasciatore di Capoverde, la mia comunità, NiBi, stiamo cercando di capire cosa fare. Vogliamo organizzare un atto simbolico, non violento, perché tutto questo non deve più accadere. Siamo disposti a mettere a disposizione gli avvocati a supporto delle famiglie. Le pene dovranno essere esemplari. Lo Stato deve dimostrarsi forte”. Lo spiega a TPI Paolo Barros. Barros, 31 anni, madre capoverdiana e padre della Guinea, è consigliere comunale a Roma, ex M5S.

Ti potrebbe interessare
Cronaca / Guerra in Ucraina: ucciso in combattimento il contractor italiano Alex Pineschi
Cronaca / AIE – Associazione Italiana Editori: il libro di testo si conferma centrale nella didattica anche nell’era dell’IA
Cronaca / Modena, parla l’avvocato di El Koudri: “Il terrorismo non risulta, il disagio psichico va accertato”
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Guerra in Ucraina: ucciso in combattimento il contractor italiano Alex Pineschi
Cronaca / AIE – Associazione Italiana Editori: il libro di testo si conferma centrale nella didattica anche nell’era dell’IA
Cronaca / Modena, parla l’avvocato di El Koudri: “Il terrorismo non risulta, il disagio psichico va accertato”
Cronaca / Donnarumma, AD Fs Italiane: “Metà delle nuove nomine dirigenziali è al femminile”
Cronaca / Il messaggio di un albergatore a una turista israeliana: "Benvenuta se dissenti da Netanyahu"
Cronaca / Scatta l’allarme Ebola in Italia: “Due casi sospetti nel Comasco, rientravano dall’Uganda. Attivato il protocollo sanitario”
Cronaca / La difesa di Sempio deposita le consulenze su dna e impronta: "Andrea ha il 44 di piede"
Cronaca / Guerra e crisi energetica complicano i piani per le vacanze degli italiani
Cronaca / Torino, donna stacca a morsi un dito alla rivale in amore: denunciata
Cronaca / Neomamma si addormenta in pausa pranzo e viene licenziata: il giudice annulla il provvedimento