Dal culto per le arti marziali ai precedenti per spaccio: chi sono gli aggressori di Willy Monteiro

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 7 Set. 2020 alle 13:36 Aggiornato il 7 Set. 2020 alle 14:50
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Immagine di copertina

Una gang di quattro ragazzi, più un quinto complice, sono accusati di aver ucciso a calci e pugni nella notte tra 5 e 6 settembre il 21enne italo-capoverdiano Willy Monteiro Duarte (qui un suo profilo). Ma chi sono questi aggressori?

La “banda di Artena” dietro la morte di Willy

Marco e Gabriele Bianchi hanno rispettivamente 24 e 26 anni, sono fratelli e sono cultori di Mma (Mixed martial arts), una disciplina che mescola boxe e arti marziali che sarebbero abituati a esercitare anche fuori dal ring. Insieme a Mario Pincarelli e Francesco Belleggia sono indagati per omicidio preterintenzionale, mentre il quinto membro della gang, ora in stato di fermo, potrebbe dover rispondere di favoreggiamento in omicidio per aver fatto da autista nella spedizione contro Willy.

Fra loro c’è chi ha precedenti per spaccio, chi per lesioni e non è la prima volta che vengono coinvolti in risse notturne. I quattro attualmente si trovano nel carcere di Rebibbia e nei prossimi giorni ci sarà l’udienza di convalida. I carabinieri hanno impiegato poco tempo a rintracciarli, dal momento che sono ben conosciuti nella zona. Il Messaggero riferisce che venivano soprannominati “la banda di Artena”. Dopo aver colpito a calci e pugni il 21enne, lasciandolo in fin di vita a bordo strada, sono risaliti a bordo di una Audi Q7 nera e sono andati a bere una birra in un locale vicino.

Cosa è successo a Colleferro

Tutto comincia all’alba di domenica, quando sul corso principale di Colleferro si accende una rissa. Willy sta tornando a casa con altri amici ma assiste a una lite e vede che il ragazzo preso di mira è un suo ex compagno di classe. Decide quindi di intervenire.

All’inizio la situazione sembra calmarsi, ma gli aggressori si allontanano per qualche minuto solo per chiamare i rinforzi. Di lì a poco sono in quattro a prendere a botte il 21enne di origini capoverdiane. Un calcio lo prende in pieno alla testa. “Basta, vi prego, basta, non respiro più“, dice il giovane, in base a quanto riferito dai testimoni. Quando la furia della gang si placa, Willy è a terra quasi esanime, mentre loro vanno via in auto. In pochi minuti arriva l’ambulanza, poi la morte in ospedale.

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