“Vi prego basta, non respiro più”: la testimonianza di una donna che ha visto morire Willy

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 7 Set. 2020 alle 13:17
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Immagine di copertina

Hanno smesso di picchiarlo solo quando Willy ormai non respirava più. Iniziano ad emergere nuovi particolari sul pestaggio mortale in cui è rimasto coinvolto Willy Monteiro Duarte (qui un suo profilo), il 21enne italo-capoverdiano ucciso da un gruppo di 4 ragazzi a Colleferro.

In base al racconto di alcuni testimoni, la furia con cui è stato picchiato Willy è stata inarrestabile e sconvolgente. È morto massacrato da calci alla testa, ginocchiate allo sterno, pugni ai fianchi. Una donna che abita vicino a dove è accaduta la tragedia racconta: “Non dimenticherò mai le grida di quel ragazzino. Diceva ‘basta, vi prego, basta, non respiro più’. Povera creatura. Quelli erano dei diavoli, non esseri umani, delle furie. Quando hanno finito di picchiarlo sono scappati su un Suv come niente fosse. Tutto quello che abbiamo potuto fare è stato prendere il numero di targa e chiamare i carabinieri “.

Willy ha pagato lo scotto di voler difendere un suo amico. Lo aveva notato dall’altra parte della strada uscendo da un locale. L’amico sembrava in difficoltà, coinvolto in una discussione che stava degenerando una rissa. Willy non ha esitato ed è corso ad aiutarlo.

“Erano appena usciti da un locale e stavano tornando alla macchina quando si sono accorti di una rissa in corso. Mio figlio e Willy si sono avvicinati per calmare gli animi ma quelle persone, delle bestie perché solo così si possono definire, hanno iniziato ad aggredire anche loro e quelli che erano intervenuti. Mio figlio ed altri sono riusciti a scappare, il povero Willy è rimasto a terra. Lo hanno pestato a sangue e preso a calci in testa. Cinque contro uno. Vigliacchi. Mio figlio era molto amico di Willy ed è sotto shock”, racconta il papà del ragazzo scampato all’aggressione. “Quel povero ragazzo è morto perché si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato”, ha concluso l’uomo.

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