Garlasco, per la Procura Stasi non era sulla scena del delitto. E spuntano gli audio citati da Bruzzone
Attesa a breve la chiusura dell'inchiesta su Sempio: i pm di Pavia sarebbero orientati a chiedere la revisione del processo
La nuova inchiesta della Procura di Pavia sul delitto di Garlasco, quella che vede indagato Andrea Sempio per concorso in omicidio, dovrebbe essere chiusa a breve, nelle prossime settimane, in leggero anticipo rispetto alla scadenza dei 18 mesi (salvo eventuali proroghe) fissata dalla legge.
Secondo il Corriere della Sera e La Repubblica, dagli approfondimenti svolti dai magistrati non sono emersi elementi che collocherebbero sulla scena del reato Alberto Stasi, ad oggi unico condannato in via definitiva per l’omicidio. Al contrario, sarebbero stati trovati elementi in contrasto con quelli citati nella sentenza di condanna.
Se così fosse, la Procura di Pavia potrebbe trasmettere gli atti dell’inchiesta ai colleghi della Procura Generale di Milano, a cui spetterebbe poi la scelta sulla eventuale richiesta di revisione del processo (richiesta da formulare al Tribunale di Brescia, competente territorialmente).
Oggi, venerdì 24 aprile, a Milano, ci sarà un incontro previsto da tempo tra il procuratore di Pavia Fabio Napoleone e la procuratrice generale milanese Francesca Nanni.
L’indagine, come noto, verte sull’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 a 26 anni nella casa dove viveva con i genitori e il fratelli a Garlasco. Stasi, all’epoca fidanzato della vittima, si è sempre proclamato innocente. Sempio, amico del fratello di Chiara, è al momento l’unico indagato noto nel nuovo filone d’indagine.
Intanto, lo studio legale Gasperini-Fabrizi di Roma ha reso noto di aver depositato un esposto alla Procura Generale di Milano contenente una serie di file audio relativi a presunti tentativi di depistaggio nella nuova inchiesta. Si tratterebbe, in particolare, degli audio di cui ha parlato in televisione la criminologa Roberta Bruzzone
Lo studio legale non chiarisce se l’esposto sia stato presentato a nome di qualche persona e di chi in particolare. Il faldone, secondo quanto emerso, è stato presentato alla Procura generale di Milano poiché è l’autorità deputata a vigilare sulle attività delle Procure del distretto milanese, tra cui quella pavese.
Ospite di alcuni programmi televisivi, Bruzzone ha riferito di aver ascoltato quegli audio, che rivelerebbero interferenze e pressioni per indirizzare la nuova inchiesta su più persone, tra cui lo stesso Sempio. Nei giorni scorsi, intervenendo a FarWest, su Rai 3, la criminologa ha precisato che “in quegli audio” ci sarebbe “una ricostruzione che viene spacciata per certa in cui il delitto sarebbe stato commesso con tre soggetti sulla scena: Stefania Cappa (cugina di Chiara Poggi, ndr), Michele Bertani (amico di Sempio, successivamente morto suicida, ndr) e Andrea Sempio. Io – ha osservato Bruzzone – ritengo che siano farneticanti come informazioni, sconfessate da tutto quello che è emerso dall’inchiesta” e “ritengo che la persona che ha commesso il delitto sia già in carcere” (Alberto Stasi, ndr), “ma negli audio c’è chi alimenta quella pista in maniera estremamente determinata”.
Sul punto è intervenuto l’avvocato Antonio De Rensis, che fa parte del pool di legali di Alberto Stasi e che è stato indicato come uno dei presunti interlocutori in quelle conversazioni. “Questa volta chi ha presentato l’esposto ha toppato”, ha commentato il legale. secondo cui è “totalmente illogico pensare che un singolo individuo possa da solo orientare tutta la stampa italiana e le indagini”.