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Fase 2, le attività che possono riaprire prima del previsto: il calendario delle riaperture anticipate

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 5 Mag. 2020 alle 09:34 Aggiornato il 5 Mag. 2020 alle 09:56
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Credits: Pixabay

Fase 2, calendario riaperture anticipate: palestre, parrucchieri e centri estetici

C’è un calendario ufficiale delle riaperture in Italia durante la Fase 2 della lotta al Coronavirusannunciato dal premier Giuseppe Conte in occasione della conferenza stampa sul Dpcm del 26 aprile, e un calendario che invece parla della possibilità di anticipare alcune delle date stabilite dall’esecutivo, tutelando comunque la salute dei cittadini. Ci sono infatti alcune attività che potrebbero riaprire un po’ prima del previsto: l’ultima parola, però, spetterà come sempre al governo, sentito il parere del Comitato tecnico scientifico. Le attività interessate sono principalmente le palestre, le piscine, i parrucchieri e i centri estetici.

Le palestre

Per quanto riguarda le strutture sportive, in questi giorni il ministro Vincenzo Spadafora – già nell’occhio del ciclone sul tema calcio, visto che le società sportive del nostro Paese spingono per una ripresa celere del campionato – ha chiesto un parere proprio al Comitato tecnico scientifico. L’intenzione, infatti, è di riaprire le palestre il 18 maggio 2020. Ciò che è certo è che, qualora questo scenario divenisse possibile, i titolari dovranno adeguarsi ad alcune severe regole.

Il protocollo dovrebbe essere molto simile a quello già in vigore per gli allenamenti individuali nelle società sportive: ingressi scaglionati, spogliatoi e aree comuni rigorosamente chiusi, distanza minima di due metri negli allenamenti con istruttore, guanti e mascherina obbligatori per gli insegnanti, attrezzi sanificati dopo ogni utilizzo, pulizia costante dei locali e delle postazioni degli impiegati, dispenser con disinfettante distribuiti in modo equo e addirittura misurare la temperatura prima dell’ingresso. L’assunto di base è che ogni persona dovrebbe avere a disposizione 7 metri quadri solo per sé.

La data del 18 maggio, per le palestre, potrebbe però slittare anche di una settimana per permettere ai gestori di adeguarsi a queste stringenti regole. E soprattutto non sarebbe uguale in tutte le Regioni: impensabile, infatti, che ad esempio la Lombardia (che registra circa il 50 per cento dei nuovi contagi quotidiani in Italia) possa garantire queste riaperture.

Fase 2, il calendario delle riaperture anticipate: le piscine

La vera sfida, nelle piscine, sarà invece non tanto quella di garantire le condizioni di sicurezza in acqua, ma subito fuori. Il ministro Spadafora, infatti, vorrebbe mettere a punto un sistema per cui i vari nuotatori non si incontrino mai fuori dalla vasca. Diventa quindi necessario creare dei percorsi, all’interno delle strutture, che impediscano a fine lezione qualsiasi contatto tra gli atleti. Al contrario delle palestre, poi, in piscina è impossibile chiudere gli spogliatoi. E’ qui che bisognerà fare attenzione, con ogni persona che necessita di almeno 5 metri quadri solo per sé. Più probabile, dunque, che venga permesso a un nuotatore per volta di fare la doccia. Prima che il successivo atleti possa entrarci, poi, bisognerà sanificare lo spogliatoio. Se sarà possibile mettere in piedi questo sistema nelle prossime due settimane, anche per le piscine la data da cerchiare in rosso sul calendario sarà quella del 18 maggio.

Parrucchieri e centri estetici

Il tema di parrucchieri centri estetici, invece, è un po’ più delicato. Le tabelle Inail sui lavori più a rischio in caso di ripartenza, infatti, inseriscono questi mestieri nella fascia medio alta. Per questo motivo, nelle intenzioni del governo, c’è di permettere la riapertura di barbieri, parrucchieri e centri estetici soltanto il primo giugno. Tuttavia, diverse Regioni spingono per anticipare i tempi, soprattutto quelle che registrano ogni giorno numeri bassi di nuovi contagi. L’obiettivo, per una generale riapertura anticipata, sarebbe quello di portare l’indice di contagio R0 a 0,2. Un valore che, però, al momento è ancora lontano.

Per stabilire quindi se centri estetici e parrucchieri potranno riaprire prima sarà importantissimo questo primo periodo di Fase 2. Studiare l’andamento della curva di contagio nelle prime due settimane di fine lockdown darà al governo un quadro più chiaro sul calendario delle riaperture. Certo è che alcune Regioni faranno di tutto per anticipare i tempi. E’ il caso del Lazio: “Non credo che Regioni come la nostra – ha detto il vicepresidente regionale Daniele Leodori – dovranno attendere il 1 giugno come da previsione iniziale del governo”. I criteri per la riapertura, però, saranno ovviamente stringenti per evitare il diffondersi di nuovi casi di Coronavirus: misurazione della temperatura a inizio turno per i lavoratori, mascherina obbligatoria per tutti (anche i clienti), guanti cambiati per ogni cliente, cambio divisa a ogni turno, igienizzazione frequente dei locali e delle postazioni, attività solo su appuntamento con un cliente per volta in reception. E in caso di trattamenti sotto il metro di distanza, obbligo di occhiali e visiera.

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