Coronavirus, dalle multe fino all’arresto: cosa rischia chi viola la quarantena in Italia

Fino a tre mesi di carcere e 206 euro di sanzione. E ai controlli è richiesta un'autodichiarazione per motivi di salute. Lo prevede l'ultima direttiva del Viminale

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 9 Mar. 2020 alle 09:13 Aggiornato il 10 Mar. 2020 alle 08:21
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Coronavirus, dalle multe all’arresto: cosa rischia chi viola la quarantena in Italia

Dopo l’annuncio del premier Conte, l’Italia intera è diventata “zona rossa” per l’emergenza Coronavirus, eppure in questi giorni c’è stato un vero e proprio esodo di cittadini da una regione all’altra: ma cosa rischia chi “scappa” dalla quarantena, mettendo in pericolo altri cittadini? Una direttiva del Viminale, firmata dalla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese e indirizzata ai prefetti, aiuta a fare chiarezza: nel documento, infatti, vengono descritte le sanzioni previste per chi viola le limitazioni agli spostamenti, ma anche delle indicazioni alle forze dell’ordine su come fare i giusti controlli.

La pena prevista per chi scappa dalla quarantena è quella prevista in via generale dall’articolo 650 del Codice penale, che stabilisce nell’arresto fino a tre mesi o nell’ammenda fino a 206 euro la sanzione per l’inosservanza di un provvedimento di un’autorità. “Salvo che – prosegue la direttiva del Viminale – non si possa configurare un’ipotesi più grave quale quella prevista dall’articolo 452 del Codice penale (delitti colposi contro la salute pubblica che persegue tutte le condotte idonee a produrre un pericolo per la salute pubblica)”. L’articolo 650, in questi giorni, è stato invocato anche da alcuni governatori del Sud Italia, tra cui il presidente della regione Puglia Michele Emiliano, infastiditi dall’arrivo in massa di cittadini dal Nord.

Le indicazioni nei confronti delle forze dell’ordine, invece, prevedono controlli a tappeto sugli spostamenti in entrata e in uscita dalle zone di quarantena. “Gli spostamenti dovranno avvenire solo se motivati da esigenze lavorative – si legge – o situazioni di necessità o per motivi di salute da attestare tramite autodichiarazione, che potrà essere resa anche seduta stante. Divieto assoluto, che non ammette eccezioni, è previsto per le persone per cui è stata disposta la quarantena per Coronavirus. I controlli sul rispetto delle limitazioni della mobilità avverranno lungo le linee di comunicazione e le grandi infrastrutture del sistema dei trasporti”.

Sulla rete autostradale, inoltre, “la polizia stradale procederà ad effettuare i controlli acquisendo le prescritte autodichiarazioni. Analoghi servizi saranno svolti lungo la viabilità ordinaria anche dall’Arma dei carabinieri e dalle polizie municipali”. Sul trasporto ferroviario, la ministra Lamorgese ha previsto che “la Polizia ferroviaria curerà, con la collaborazione del personale delle Ferrovie dello Stato, delle autorità sanitarie e della Protezione civile, la canalizzazione dei passeggeri in entrata e in uscita dalle stazioni al fine di consentire le verifiche sullo stato di salute dei viaggiatori anche attraverso apparecchi termoscan. Inoltre saranno attuati controlli sui viaggiatori acquisendo le autodichiarazioni”.

Negli aeroporti delle aree dei territori “a contenimento rafforzato”, i passeggeri in partenza saranno sottoposti al controllo, oltre che del possesso del titolo di viaggio, anche dell’autocertificazione. Controlli simili verranno effettuati nei voli in arrivo, esclusi i passeggeri in transito. Nei voli Schengen ed extra Schengen in arrivo, i passeggeri dovranno motivare lo scopo del viaggio all’atto d’ingresso. Come anche i passeggeri delle navi da crociera a Venezia, che non potranno sbarcare per visitare la città, ma potranno solo transitare per rientrare nei luoghi di residenza o nei Paesi di provenienza.

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