Lo scippo, la droga, 100 euro e le coltellate: la ricostruzione dell’omicidio del carabiniere a Roma

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 27 Lug. 2019 alle 09:25 Aggiornato il 27 Lug. 2019 alle 12:57
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Immagine di copertina
Mario Cerciello Rega

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Per l’omicidio del carabiniere Mario Cerciello Rega, avvenuto nella notte tra il 25 e il 26 luglio a Roma, sono stati fermati due cittadini americani. Nella tarda serata di venerdì uno dei due ragazzi ha confessato di essere stato lui a uccidere con otto coltellate il vicebrigadiere.

Ora anche il secondo statunitense avrebbe ammesso le proprie responsabilità. A quanto ricostruito dagli investigatori, l’autore materiale del ferimento sarebbe il 19enne Lee Elder Finnegan.

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Secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, il presunto omicida e il suo amico avrebbero rapinato un pusher nel quartiere Trastevere per “vendicarsi” della truffa subita giovedì 25 luglio.

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I ragazzi sarebbero stati ingannati dallo spacciatore. I due erano in cerca di droga, ma la sostanza che hanno acquistato era aspirina tritata e non cocaina.

Dopo essersi resi conto di essere stati truffati, i due americani sono tornati indietro e hanno strappato la borsa al pusher per riprendersi i soldi e la droga. Nel borsello si trovava anche il cellulare dello spacciatore, quest’ultimo ha quindi chiamato il suo numero di telefono per mettersi in contatto con i due americani.

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Il pusher sarebbe riuscito quindi a mettersi in contatto con i ragazzi. I due avrebbero risposto al telefono, e avrebbero insistito sulla droga. Pusher e americani si sarebbero accordati per uno scambio: la borsa in cambio della droga “vera” e 100 euro. Si mette in atto il cosiddetto ‘cavallo di ritorno’. (Qui abbiamo spiegato in cosa consiste questa forma di ricatto).

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Il luogo di incontro stabilito dalle due parti è stato sotto l’albergo dove gli americani alloggiavano, a pochi passi da piazza Cavour, in via Pietro Cossa, nel quartiere Prati.

Lo spacciatore, però, decide di chiamare anche i carabinieri. Si presenta al telefono come vittima di un furto. Al 112 racconta anche dell’accordo che ha preso con i suoi “scippatori”. Omette la parte che riguarda la droga.

Agli agenti l’uomo dice che i rapinatori vogliono 100 euro in cambio della sua borsa.

A questo punto entra in scena Mario Cerciello Rega. Accompagnato dal collega Andrea Varriale, Rega si presenta all’appuntamento al posto del pusher. I due militari sono in borghese.

Sono più o meno le tre di notte, i due ragazzi consapevoli di incontrare uno spacciatore nel frattempo si sono armati di un coltello. I carabinieri si presentano all’appuntamento e si qualificano come forze dell’ordine. Chiedono i documenti ai ragazzi, ed è a quel punto che uno di questi estrae il coltello e infilza il vicebrigadiere Rega.

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I due erano stati sorpresi dai militari nella mattina di venerdì 26 luglio presso l’hotel Meridien di via Federico Cesi, a pochi passi dal luogo del delitto. Sono stati identificati grazie all’aiuto delle telecamere di video sorveglianza della zona.

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Tanti sono ancora i dubbi sulla dinamica dell’incidente. Gli inquirenti aspettano di approfondire per chiarire la vicenda.

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I funerali di Mario Cerciello Rega veranno celebrati lunedì 29 luglio alle 12 a Somma Vesuviana nella chiesa di Santa Croce in via Santa Maria del Pozzo 114, la stessa chiesa dove poco più di un mese fa il carabiniere si era sposato.

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“Sono stato io” avrebbe detto il ventenne statunitense con i capelli mesciati che viene da una famiglia facoltosa. Le indagini vanno avanti per chiarire alcuni nodi ancora da sciogliere come le modalità e le finalità del furto della borsa sottratta a un cittadino a Trastevere che ha innescato l’operazione in cui è morto il carabiniere Mario Rega Cerciello. (Qui una ricostruzione completa della vicenda).

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Ma ora c’è il fermo di due persone: si chiamano Christian Gabriel Natale Hjorth ed Elder Finnegan Lee, e sono i 2 americani responsabili dell’omicidio del vicebrigadiere . Hanno 19 e 20 anni. Il loro fermo per omicidio volontario e tentata estorsione è arrivato al termine di un lungo interrogatorio in cui uno dei due ha confessato di aver affondato per almeno 8 volte la lama di un coltello nel corpo del carabiniere di 35 anni nella notte a cavallo tra il 25 e 26 luglio scorsi in pieno centro.

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