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Zona Rossa in Lombardia, Fontana: “Da Conte uno schiaffo in faccia senza valida motivazione”. Ma i numeri dicono altro

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 5 Nov. 2020 alle 08:21
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“Comunicare ai lombardi e alla Lombardia, all’ora di cena, che la nostra regione è relegata in fascia rossa senza una motivazione valida e credibile non solo è grave, ma inaccettabile”, il presidente della regione Lombardia Attilio Fontana non ci sta e si oppone con forza alla decisione del governo di inserire la Lombardia nella zona rossa, determinata dall’ultimo Dpcm per contrastare la diffusione del Covid-19.

Ad individuare le “zone” con le maggiori restrizioni è il ministero della Salute con apposita ordinanza, emanata sulla base del documento scientifico intitolato “Prevenzione e risposta a COVID-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno invernale”, concordato con le Regioni l’8 ottobre 2020, nonché sulla base dei dati elaborati dalla cabina di regia del ministero. Nella zona rossa rientrano: Piemonte, Lombardia, Valle d’Aosta e Calabria.

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“A rendere ancor più incomprensibile questa decisione del Governo sono i dati attraverso i quali viene adottata: informazioni vecchie di dieci giorni che non tengono conto dell’attuale situazione epidemiologica”, ha proseguito il presidente della regione. “Le richieste formulate dalla Regione Lombardia, ieri e oggi, dunque – ha concluso Fontana – non sono state neppure prese in considerazione. Uno schiaffo in faccia alla Lombardia e a tutti i lombardi. Un modo di comportarsi che la mia gente non merita”.

Le restrizioni per le zone rosse sono simili a quelle del lockdown. Divieto di mobilità interna ed esterna, chiusura degli esercizi commerciali ad eccezione di alimentari, edicole, tabaccai, farmacie e parafarmacie. Restano aperti parrucchieri, barbieri e lavanderie ma non i centri estetici. Didattica a distanza e sospensione delle attività sportive.

Misure drastiche che, a differenza di quanto sostenuto da Fontana, si rendono necessarie con l’evidenza dei numeri. Nella sola giornata di ieri – quindi in 24 ore – la Lombardia ha fatto registrare 7.758 nuovi positivi. I 32 ricoverati in più in terapia intensiva rappresentano la metà dei ricoverati più gravi in tutta Italia. E soltanto nella giornata di ieri si sono registrati 96 decessi. L’area metropolitana di Milano è quella più colpita, lo stesso capoluogo di regione è in sofferenza (e presenta più contagiati che in diverse altre regioni italiane).

Il governatore Fontana nei mesi scorsi è stato al centro di un’aspra polemica per la mancata chiusura – a inizio pandemia – dei comuni di Alzano e Nembro, in Val Seriana.

Qui la ricostruzione completa dell’inchiesta di TPI sulla mancata Zona Rossa ad Alzano Lombardo e Nembro.

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