Covid ultime 24h
casi +26.323
deceduti +686
tamponi +225.940
terapie intensive -20

La delusione di Lino Banfi: “Dall’Unesco non mi hanno più cercato. Con Di Maio non ci siamo più sentiti”

Un mese fa l'attore è stato nominato dal ministro Luigi Di Maio come rappresentante italiano nella commissione dell'organizzazione

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 16 Feb. 2019 alle 17:45
0
Immagine di copertina

LINO BANFI UNESCO POLEMICA – A fine gennaio la decisione del governo giallo-verde aveva scatenato un fiume di polemiche: nel giorno della presentazione del reddito di cittadinanza, il vicepremier Luigi Di Maio aveva annunciato che Lino Banfi avrebbe rappresentato il nostro Paese nella commissione italiana per l’Unesco.

Quasi un mese dopo quel giorno, però, è direttamente l’attore pugliese ad aggiornare il popolo sullo stato dei suoi lavori. E le notizie non sono incoraggianti: Banfi non è ancora entrato nelle sue funzioni. “Per ora niente. Nessuno mi ha chiamato – ha spiegato il celebre attore in un’intervista al Corriere della Sera – e allora sono andato io. Il presidente della commissione Franco Bernabè mi ha detto che c’è stata una riunione nel 2017 e una nel 2018. Ce ne sarà un’altra nel 2019″.

Pochissime le informazioni fornite a colui che, nei piani del governo, dovrebbe rappresentare l’Italia all’interno dell’organizzazione dell’Onu che si occupa di educazione, scienza e cultura. “Porca puttena, ho pensato – ha continuato Banfi nel corso dell’intervista – si lavora tanto… Non dovrò fare nemmeno uno spot, nemmeno gli incontri nelle scuole coi ragazzi”.

LEGGI ANCHE: No, criticare Lino Banfi all’Unesco non è da radical chic, né da rosiconi

Le aspettative che l’attore si era creato erano dunque totalmente differenti. Banfi si aspettava di essere molto coinvolto e per questo aveva preso molto seriamente l’incarico, iniziando a studiare per farsi trovare pronto: “Ho fatto una full immersion e ho già ricevuto alcune richieste di tutela. Per ora mi associano a cose mangerecce. Non so perché, vista la mia silhouette da ballerina. Mi hanno chiesto di tutelare il radicchio dell’alto trevigiano e il prosecco”.

Ma battute a parte, l’amarezza di Banfi è palese. Soprattutto perché per spendersi per lui era stato il vicepremier in persona: “Di Maio? Non ci siamo più sentiti. Forse incontrerò il ministro Alberto Bonisoli (ministro dei Beni e delle attività culturali, ndr)”.

LEGGI ANCHE: La storia della laurea tarocca di Lino Banfi

L’attore, che ha assicurato che dal suo lavoro all’Unesco – quando e se inizierà – non prenderà nemmeno un euro, ha poi raccontato un aneddoto sulla moglie: “Lei è più sordarella di me – ha raccontato – ma sentiva questa storia del patrimonio dell’umanità, le polemiche. Mi chiedeva. Io rispondevo, ma è complicato. Alla fine mi ha detto: «Invece la nomina è proprio giusta. Bravo». Io un po’ meravigliato ho chiesto perché. E lei: «Siamo sposati da 56 anni, dopo 10 di fidanzamento. È proprio un Matrimonio dell’umanità»”.

0
Accesso

Se non ricordi la tua password o in precedenza usavi un account social (Facebook, Google) per accedere, richiedi una nuova password.