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I giovani lanciano gli Stati Generazionali: “Diamo voce a chi voce non ha”

Sabato 12 dicembre la Rete Giovani 2021 presenta gli Stati Generazionali, un grande evento digitale con l'obiettivo di rimettere i giovani al centro dell'agenda politica.

Di Redazione TPI
Pubblicato il 11 Dic. 2020 alle 15:23
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“Per raggiungere questo obiettivo, vogliamo contribuire in modo costruttivo e concreto a realizzare un futuro migliore portando all’attenzione del Governo e delle istituzioni il nostro progetto dai giovani per il Paese”, spiegano i rappresentanti della Rete Giovani 2021, che conta tra i suoi partner associazioni che dal primo momento hanno promosso gli Stati Generazionali fondando la loro ragion d’essere sulla necessità di dare voce ai giovani, tra cui: *Siamo Presente, AssembraMenti, Europa per l’Italia, Europiamo ETS, Generazione zero, The Gig Generation, Junior Enterprises Italy, Officine Italia, Orizzonti Politici, SecoPOT, Serve the City Roma, Young Pathways, Associazione Venti.*

Dopo gli Stati Generali a Villa Phampili e gli Stati Popolari in piazza San Giovanni, dopo mesi di riunioni, lavoro e discussioni, è stata comunicata la data ufficiale degli Stati Generazionali: sabato 12 dicembre. Durante i mesi di lockdown, è nata una mobilitazione giovanile mirata a porre l’attenzione delle Istituzioni sulle difficoltà dei giovani e sulla loro invisibilità dinanzi alla politica. Un percorso cominciato prima dell’estate, che ha coinvolto decine di associazioni e realtà e che ha visto concretizzarsi il sogno di centinaia di ragazze e ragazzi. Circa 1000 under 35enni si sono uniti per presentare al Governo, ai partiti e agli attori istituzionali, il Piano Giovani 2021: 35 proposte rivolte all’intero sistema Paese per riaccendere il motore economico della nazione.

La Rete Giovani 2021, composta da oltre 79 associazioni giovanili, ha deciso di organizzare questo evento in streaming, con l’obiettivo di arrivare ad “un momento di incontro e condivisione per provare a discutere del Presente e del Futuro delle nuove generazioni, per creare uno spazio di confronto in cui proporre soluzioni, mettersi in discussione, e provare a rappresentare tutte le contraddizioni di una generazione da troppo tempo non sufficientemente ascoltata”, come spiegano le rappresentanti di Siamo Presente – Vera Lazzaro e Soraya Avinotti –  e Riccardo Testa di Europa per l’Italia.

L’evento di sabato pomeriggio discuterà – con il contributo di numerosi ospiti tra cui la professoressa Nadia Urbinati, il Professor Alessandro Rosina, la Sottosegretaria al Mise Alessandra Todde, il professor Enrico Giovannini, l’ex segretario della Fim Marco Bentivogli – del Piano Giovani 2021, settanta pagine di testo in cui vengono raccolte un insieme di proposte affinché le risorse europee del Recovery Fund vengano utilizzate prendendo in considerazione anche le esigenze delle nuove generazioni. “Sono estremamente entusiasta di essere stata invitata a partecipare agli Stati Generazionali dei giovani questo sabato”, dichiara la Sottosegretaria al Ministero dello Sviluppo Economico Alessandra Todde, che tra le varie deleghe si occupa anche di Energia e Smart Cities. “Considero questa occasione un’opportunità importante per discutere e confrontarsi con l’Italia di domani, impegnandomi personalmente ad organizzare da gennaio incontri periodici al MISE per continuare il dialogo con le realtà giovanili”.

Il documento si articola in 5 grandi battaglie e una serie di indicatori a cui fare riferimento per monitorare l’andamento dei progressi. Battaglie che si concentrano su temi cruciali per i giovani e il Paese: istruzione, inclusività, sostenibilità ambientale, coinvolgimento dei giovani nelle scelte politiche e attrattività dell’Italia. Inoltre, il Piano Giovani 2021 utilizza 90 indicatori che misurano l’impatto delle proposte e quindi la loro fattibilità e utilità per il Paese, un elemento importante che dona autorevolezza. L’approccio metodologico, che è stato utilizzato per l’elaborazione del piano d’azione, ricalca la struttura degli obiettivi di sviluppo sostenibile per il 2030 delle Nazioni Unite, documento sottoscritto da tutti i paesi membri dell’Onu. Infatti, la maggior parte delle proposte è stata fatta con l’intento di fornire una visione a lungo periodo con una progettualità nell’affrontare le nuove sfide della nostra epoca.

L’obiettivo della rete è di assicurarsi che i progetti per il Paese, a partire da Next Generation EU, prevedano politiche ambiziose e lungimiranti che consentano di realizzare i 17 Obiettivi dell’Agenda 2030 e di rendere l’Italia un Paese inclusivo e sostenibile a livello sociale, ambientale ed economico.  “L’Italia, e il suo Governo, dovrebbero far arrivare ai giovani – essere giovani non significa avere vent’anni, la gioventù è un modo di vivere le cose, una maniera alternativa di vederle, è l’opposto del lasciarsi andare, dell’arrendersi – un’effettiva chiamata a farsi parte attiva della costruzione di un nuovo modello sociale e di sviluppo. Soltanto uniti saremo in grado di incidere sul presente e cambiare il sistema di cose presenti”, spiegano Jacopo Gasparetti e Sofia Torlontano di Siamo Presente.

Gli Stati Generazionali – l’evento verrà condiviso in diretta streaming sul canale Youtube della Rete Giovani 2021 https://www.youtube.com/channel/UCCmv0fkfkyC-B5DpVn_d6Vw – inizieranno sabato pomeriggio intorno alle 15 con una introduzione della Rete Giovani 2021. Intorno alle 15.15 spazio alla prima battaglia, “Avere accesso a strumenti e competenze per poter costruire un percorso professionale soddisfacente”. Intorno alle 16.00, secondo panel “Realizzarci nella nostra sfera privata, senza dover scendere a compromessi”, con il Professor Alessandro Rosina, Maria Francesca Silva e Sergio Urbani. Subito dopo terza battaglia “Ridurre il nostro impatto sull’ambiente e migliorare la gestione delle risorse naturali e/o rinnovabili” con la Sottosegretaria al MISE Alessandra Todde e il Professor Enrico Giovannini.  Alle 17.30 “Essere sistematicamente coinvolti nelle scelte politiche ed essere cittadini attivi”, con Marco Bentivogli e la Professoressa Nadia Urbinati. Prima delle conclusioni, spazio alla quinta battaglia, “Vivere in un paese punto di riferimento internazionale che guarda al futuro e attrae talenti”.

“Mentre le solite narrazioni davano una certa visione dei giovani durante la pandemia, in parallelo cresceva una rete di organizzazioni giovanili per progettare la ripartenza del Paese. Partiti in poche associazioni, nel giro di qualche mese siamo arrivati a 80, è tutto questo è nato online”, spiegano Ygnazia Cigna e Federico Brignacca di Siamo Presente.

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