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Lino Banfi sulla nomina all’Unesco: “Spazio ai giovani? Non diciamo ‘stronzete'”

L'attore ha parlato anche dei rapporti con il ministro Di Maio e il premier Conte

Di Rossella Melchionna
Pubblicato il 23 Gen. 2019 alle 09:08 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 02:39
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Immagine di copertina
Lino Banfi

Toni ironici e toni polemici caratterizzano ancora il dibattito apertosi dopo la notizia lanciata dal M5S, ovvero che Lino Banfi rappresenterà l’Italia nella commissione per l’Unesco. L’attore pugliese – per molti conosciuto come Nonno Libero, per altri come Oronzo Canà – ha parlato del nuovo incarico in un’intervista al Corriere della sera del 23 gennaio 2019.

Lino Banfi e l’Unesco

Banfi ha ammesso che, non appena è stato informato della sua nuova “missione”, aveva pensato che si trattasse di uno scherzo. Poi, però, ha risposto alle critiche che sono piovute su di lui, su chi lo accusava di non essere formato per il ruolo: “Non sono laureato, ma il teatro è cultura. Al ministro ho posto solo una conditio sine qua non. Gli ho chiesto se c’è l’obbligo dell’inglese, perché non lo so parlare. Ho solo una laurea honoris causa in Scienze della comunicazione, ma non so se basta”.

Alla domanda di Monica Guerzoni – che ha realizzato l’intervista – se bisogna lasciare o meno spazio ai giovani, l’interprete ha ribattuto: “Non diciamo stronzete. In posti così ci si va gratis, sono tutti settantenni e ottantenni come me. Un giovane non lo farebbe volentieri”.

Lino Banfi su Luigi Di Maio e Giuseppe Conte

Banfi ha confermato di conoscere da tempo il ministro del Lavoro. “Lo avevo visto al Festival di Venezia e mi aveva detto: ‘Interrogami pure, conosco tutti i tuoi film a memoria’ – ha raccontato l’attore di Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio – Poi, per i miei 82 anni, mi ha portato un mazzolin di fiori nella mia orecchietteria. Questo ragazzo mi ha commosso dicendomi: ‘Non me ne frega niente per chi voti, mi stai simpatico e ti voglio bene'”.

Sul vicepremier e sul presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, Lino Banfi ha affermato: “Sono tutti e due di Bolzeno come me, ed essendo meridionali hanno una forza camaleontica che sta diventando capacità politica. Di Maio ha 32 anni, ma si fa valere come un cinquantenne”.

“Quando stanno insieme procedono in sincrono come le coppie affiatate, nella vita o in palcoscenico. Diamogli il tempo di fare e vediamo che succede”, ha continuato il comico.

E sul recente incontro col premier ha detto: “Gli ho dato del tu per pugliesità e per romanesità, lui si è messo a ridere e si è detto onorato”.

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