Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 04:44
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

“Entrai alla Casa Bianca e ci fu il panico”: le memorie presidenziali di Obama nel volume “Terra Promessa”

Immagine di copertina

“La mia semplice presenza alla Casa Bianca innescò una profonda ondata di panico, la sensazione che l’ordine naturale delle cose fosse stato demolito”, così Barack Obama in un passaggio dell’autobiografia “Terra Promessa“, in uscita in tutto il mondo il 17 novembre prossimo. All’interno del primo volume delle memorie presidenziali, Obama analizza la capacità comunicativa e le trovate mediatiche di Donald Trump, confessando di averle sottovalutate nel corso del suo doppio mandato. Il Tycoon era visto dallo staff del presidente come un buffone da non prendere sul serio, mentre nel frattempo contribuiva a radicalizzare i repubblicani e aizzare contro Barack e quello che simboleggiava il partito conservatore. L’ingresso traumatico di Obama alla Casa Bianca era stato in qualche modo un presagio di quello che sarebbe avvenuto nel corso dei due mandati: la polarizzazione del conflitto e l’avversione dei repubblicani verso l’elezione di un presidente nero, i continui tentativi da parte di Trump e molti altri, come Sarah Palin o alcuni insospettabili esponenti del Gop, di seminare ansia per la sua nomina.

“Un sentimento che si era trasferito dalle frange estreme del partito conservatore al suo centro, una reazione emotiva, quasi viscerale alla mia presidenza, un fenomeno che non aveva nulla a che fare con le differenze politiche e ideologiche”, scrive Obama in un altro passaggio riportato dal Corriere della Sera. Ricordando la campagna dell’imprenditore di New York contro il certificato di nascita di Obama, che secondo Trump era nato al di fuori degli Stati Uniti, l’ex presidente sottolinea che il panico seminato tra la destra per la sua elezione era “esattamente quello che Trump intuì subito quando cominciò a parlare della mia presidenza come illegittima. Il suo fu un elisir offerto a milioni di americani spaventati dall’uomo nero alla Casa Bianca”, scrive Obama.

Leggi anche: 1. La violenza di Minneapolis è anche la risposta ai mandati di Obama, il presidente nero che ha amplificato le paure dell’America bianca 2. Anche il marito di Kamala Harris entra nella storia: Doug Emhoff è il primo “second gentleman” degli Usa 3. Usa 2020: Biden è il 46esimo presidente

Tutte le ultime notizie di TPI sulle Elezioni in Usa

Ti potrebbe interessare
Esteri / Trump ai suoi elettori: "Potrei dirvi le cose più stupide e voi applaudireste lo stesso". E scatta l’applauso
Esteri / Gli osservatori dell'Osce non monitoreranno il corretto svolgimento delle elezioni di midterm negli Usa
Esteri / Trump: “Russia e Ucraina d’accordo per una tregua sui siti energetici”. Ma Kiev e Mosca non confermano
Ti potrebbe interessare
Esteri / Trump ai suoi elettori: "Potrei dirvi le cose più stupide e voi applaudireste lo stesso". E scatta l’applauso
Esteri / Gli osservatori dell'Osce non monitoreranno il corretto svolgimento delle elezioni di midterm negli Usa
Esteri / Trump: “Russia e Ucraina d’accordo per una tregua sui siti energetici”. Ma Kiev e Mosca non confermano
Esteri / Trump contro Navi Pillay: “Nobel vergognoso, odia l’America e Israele”
Esteri / L'Ice spara a un newyorkese mentre in auto c'è suo figlio di 5 anni
Esteri / La denuncia di Emergency a TPI: “Solo l’1% dei beni che entrano nella Striscia di Gaza sono materiali sanitari”
Esteri / Il puzzle insanguinato della Cisgiordania: così le colonie di Israele spezzano i Territori palestinesi
Esteri / La guerra a oltranza di Netanyahu: tutti i fronti dove Israele è in prima linea
Esteri / Chi resterà in Libano dopo il ritiro della missione Unifil?
Esteri / La grande illusione di Israele: "Le vittorie tattiche non bastano. Bisogna trasformarle in assetti politici stabili"