Elezioni Regno Unito: trionfo dei Conservatori di Boris Johnson. Brexit ormai a un passo

Il partito guidato dal premier uscente ha ottenuto la maggioranza assoluta del Parlamento: male i Laburisti che perdono una cinquantina di seggi

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 13 Dic. 2019 alle 06:42 Aggiornato il 13 Dic. 2019 alle 11:13
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Elezioni Regno Unito, chi ha vinto tra Johnson e Corbyn: i risultati definitivi

ELEZIONI REGNO UNITO CHI HA VINTO – Boris Jonhson ha vinto le elezioni britanniche. Il leader dei Conservatori, infatti, ha ottenuto la maggioranza assoluta del Parlamento britannico.

Dopo 649 sezioni scrutinate su un totale di 650, infatti, i Conservatori, guidati dal premier uscente Boris Johnson (qui il suo profilo), hanno ottenuto 13,827,861 di voti, pari al 43,6 per cento.

Questo permette loro di ottenere 364 seggi, 35 in più della maggioranza assoluta richiesta. Brutta sconfitta per i Laburisti di Jeremy Corbyn, invece, che con 10,258,348 di voti, corrispondenti al 32,3 per cento, ottengono 203 seggi.

Il leader Labour dopo i risultati ha annunciato le sue dimissioni, affermando che non sarà lui a guidare il partito in un’altra elezione.

Soddisfatti anche i nazionalisti dello Scottish National Party, che ottengono 13 seggi in più rispetto alle ultime elezioni. Il partito guidato da Nicola Sturgeon, infatti, ha ottenuto 1,242,380 di voti, pari al 3,9 per cento. Un risultato che permette loro di ottenere 48 seggi.

Male i LibDem che ottengono 11 seggi a fronte dei 3,643,494 ottenuti. Il partito più radicalmente anti Brexit non riesce neppure a far eleggere la sua leader, la 39enne Jo Swinson, la quale si era addirittura proposta come rivale diretta di Boris Johnson e Jeremy Corbyn.

Successivamente la Swinson ha annunciato le sue dimissioni dal partito, che ora sarà guidato dalla presidente Sal Brinton e da Ed Davey.

Alle elezioni britanniche stati chiamati a votare circa 46 milioni di elettori, suddivisi in 650 collegi elettorali tra Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda del Nord.

L’affluenza alle urne è stata del 67 per cento.

Elezioni Regno Unito: i risultati definitivi

Conservatori – 43,6% (364 seggi)

Laburisti – 32,3% (203 seggi)

Scottish National Party – 3,9% (48 seggi)

LibDem – 11,5% (11 seggi)

Democratic Unionist Party – 0,8% (8 seggi)

Altri (15 seggi)

649 sezioni su 650 scrutinate.

Maggioranza assoluta richiesta: 326.

La nostra diretta delle elezioni in Regno Unito

Johnson: “Abbiamo provocato un terremoto”: le reazioni

È un Boris Johnson raggiante quello che commentato la vittoria dei suoi Conservatori. “Ho ricevuto un mandato straordinario. Voglio guidare un governo della nazione” ha dichiarato il premier uscente, che poi ha aggiunto: “Abbiamo provocato un terremoto e cambiato la mappa politica del Paese”.

Elezioni Regno Unito, le reazioni internazionali alla vittoria di Johnson. Trump e Salvini esultano: “Go Boris!”

Diverse le reazioni provenienti anche dal resto del mondo.

Matteo Salvini e Giorgia Meloni esultano per la vittoria di Johnson, con il leader della Lega che sui social ha scritto “Go Boris Go”, mentre il premier Conte si è già congratulato con il vincitore delle elezioni del Regno Unito.

Il presidente Usa Donald Trump ha invece affermato che “Adesso Gran Bretagna e Usa sono libere di mettere a punto un grande nuovo accordo commerciale dopo la Brexit”.

Proprio sul capitolo Brexit, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, invece, ha dichiarato: “Siamo pronti a negoziare ciò che sarà necessario e domani sarà importante ottenere un mandato dal Consiglio europeo per i prossimi passi”.

Elezioni Regno Unito, i sondaggi della vigilia

Ma come venivano previsti gli equilibri tra i vari candidati alla vigilia del voto di oggi in Gran Bretagna? Gli ultimi sondaggi pubblicati in Regno Unito davano il premier uscente Boris Johnson in netto vantaggio, con il 40 per cento delle preferenze. A seguire il leader laburista Jeremy Corbyn, con il 30 per cento dei voti.

Il quadro emerso dai sondaggi, dunque, restituiva l’idea che Johnson potesse vincere facilmente le elezioni, ma senza ottenere la maggioranza sufficiente a Westminster. Di conseguenza, secondo tutti gli analisti i Conservatori avrebbero avuto bisogno di un nuovo accordo di maggioranza, come quello che nel 2017 portò all’alleanza con il Partito unionista democratico (nordirlandese). Un’alleanza, in questo senso, potrebbe esserci soltanto in caso di convergenza sul tema più scottante dell’intera campagna elettorale: la Brexit.

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