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Brexit, perché il confine irlandese è uno dei problemi più difficili da risolvere

Di Futura D'Aprile
Pubblicato il 19 Feb. 2019 alle 07:00 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 20:01
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Uno degli argomenti chiave nonché uno dei problemi più spinosi legati alla Brexit riguarda il confine tra Irlanda del Nord e Repubblica d’Irlanda.

Sulla base dell’accordo approvato a dicembre dall’Unione europea, i due paesi si sono impegnai ad evitare l’introduzione di barriere fisiche al confine, ma la questione resta controversa (qui tutti gli aggiornamenti sulla Brexit)

Il problema del confine irlandese ha preso il nome di “backstop”. Ma di cosa stiamo parlando?

Il backstop è una clausola di salvaguardia, la soluzione ultima a cui il governo May potrebbe ricorrere per risolvere momentaneamente il problema del confine irlandese: proposta dall’Ue, prevede che la situazione rimanga invariata in attesa di una risoluzione definitiva.

Quindi, se entro il 31 dicembre 2020 Regno Unito e Ue non dovessero trovare un accordo sulla frontiera irlandese il governo May ricorrerebbe al backstop per evitare la creazione di una frontiera fisica tra Repubblica d’Irlanda e Irlanda del Nord: in questo modo rimarrebbe in piedi l’unione doganale tra Regno Unito e Unione europea.

La clausola quindi impedisce che ci siano imposti dei controlli sui beni che attraversano il confine tra nord e sud e che sia eretta una barriera fisica tra le due parti.

Questa opzione, che dovrebbe servire ad evitare l’aumento della tensione tra i due territori, è fortemente osteggiata dai membri più conservatori del partito della May e dal Dup nordirlandese: l’accordo metterebbe repentaglio l’integrità del Regno Unito, dato che una sua parte rimarrebbe di fatto all’interno dell’Unione europea.

Inoltre per superare il backstop, il governo May potrebbe andare incontro a “protratti e ripetuti negoziati” con la Ue.

Il confine nel Mare d’Irlanda – Lo scenario più plausibile è che l’Irlanda del Nord, pur facendo parte del Regno Unito, rimanga all’interno dell’Unione doganale, dovendo però trattare Londra come un “paese terzo”.

La possibile reintroduzione di un confine fisico tra Irlanda del Nord e Repubblica d’Irlanda è uno scenario che l’Ue vuole evitare perché teme che possa portare a nuove tensioni etnico-religiose tra i due territori.

L’idea sarebbe quindi quella di lasciare che i confini restino fluidi anche conLondra fuori dall’Unione: i controlli doganali su merci e persone dovrebbero però essere effettuati nel Mar d’Irlanda, che divide l’Irlanda del Nord e il Regno Unito.

L’ipotesi però non è ben vista dal governo inglese, che teme una spaccatura tra Regno Unto e Irlanda del Nord.