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Acqua alta a Venezia: città sommersa da una nuova marea, chiusa piazza S. Marco. Il sindaco Brugnaro nominato commissario per l’emergenza

Continuano i disagi nella Laguna con una nuova marea da codice rosso che ha invaso la città

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 15 Nov. 2019 alle 07:51 Aggiornato il 15 Nov. 2019 alle 11:50
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Immagine di copertina

Acqua alta Venezia: oggi, venerdì 15 novembre 2019, la città sommersa da una nuova marea

Continua l’emergenza acqua alta a Venezia: oggi, venerdì 15 novembre 2019, infatti, la città è stata sommersa da una nuova marea, che ha toccato il suo picco massimo alle 11,30 circa quando ha raggiunto il livello di 154 centimetri per poi iniziare a scendere lentamente.

L’arrivo di una nuova mareggiata era stato notificato dal Centro maree di Venezia, che su Twitter ha anche diffuso il bollettino relativo alle giornate di sabato 16 e domenica 17 durante le quali il livello dell’acqua dovrebbe raggiungere rispettivamente i 110 e i 120 centimetri.

La stima iniziale era di 160 centimetri di picco massimo, un numero che fortunatamente si è poi rivelato essere leggermente inferiore.

venezia acqua alta oggi

Il ministro per i Rapporto con il parlamento D’Incà, nel frattempo, ha ufficializzato su Twitter che il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro è stato nominato commissario per l’emergenza.

Anche per la giornata di oggi è stata disposta la chiusura delle scuole sia nella città che nelle isole, così come in molte altre regioni d’Italia dove è previsto un peggioramento delle condizioni meteo.

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Le sirene d’allarme sono risuonate sia alle 6,30 che alle 8,30, mentre intorno alle 9 piazza San Marco risultava già allagata con i dipendenti del comune che hanno rimosso le passerelle. A causa della marea, i vaporetti sono stati costretti a variazioni di percorso.

Alle 9,20 il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro ha disposto la chiusura di piazza San Marco per non mettere a rischio l’incolumità delle persone.

Acqua alta a Venezia: le impressionanti immagini della mareggiata record | FOTO | VIDEO

Intanto continua la conta dei danni dopo la marea record che nella serata di martedì 12 novembre ha toccato il livello record di 187 centimetri, seconda soltanto ai 194 centimetri raggiunti con l’alluvione del 1966.

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Secondo quanto dichiarato dai Vigili del Fuoco, che hanno effettuato oltre 500 interventi da quanto è iniziata la crisi, la situazione è in miglioramento, ma le operazioni di smaltimento dei detriti accumulati a causa della mareggiata vanno comunque a rilento a causa dell’acqua che si accumula a quella precedente.

Diversi i disagi per i cittadini, specialmente quelli del centro storico e dell’isola di Pellestrina, tra le zone più colpite dall’acqua alta, alle prese con numerosi problemi, che vanno dalla chiusura dei supermercati alla malfunzionamento dei bancomat sino ai disguidi elettrici.

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Continua, inoltre, la messa in sicurezza del patrimonio artistico della città, parzialmente danneggiato dall’arrivo dell’acqua alta. In particolare, preoccupano le condizioni della basilica di San Marco, la cui cripta è stata completamente allagata nella serata di martedì 12.

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Il Cdm dichiara lo stato di emergenza e stanzia i primi 20 milioni di euro

Dopo aver effettuato un ulteriore sopralluogo nella mattinata di ieri, giovedì 14 novembre, il premier Conte è rientrato a Roma dove, nel primo pomeriggio, si è tenuto un Consiglio dei ministri.

Il Cdm ha dato il via libera alla dichiarazione dello stato di emergenza per Venezia e stanziato i primi 20 milioni di euro “a sostegno della città e della popolazione”.

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Marea a Venezia: continuano le polemiche sul Mose

Non si arrestano, invece, le polemiche sul Mose, l’opera ingegneristica progettata per bloccare le mareggiate ma non entrata ancora in funzione nonostante i miliardi spesi fino ad ora. Il premier Conte ha assicurato che l’opera verrà completata, mentre il ministro delle Infrastrutture De Micheli ha affermato che serviranno ancora 400 milioni di euro per completare l’opera.

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Nella giornata di ieri, intanto, è stata nominato il nuovo super commissario al Mose: si tratta di Elisabetta Spitz (qui il suo profilo), ex direttore dell’Agenzia del Demanio.

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