Scuola, il ministero: “Corsi di recupero al via a inzio settembre”. Proteste dei presidi: “Non siamo pronti”

Di Angelica Pansa
Pubblicato il 29 Ago. 2020 alle 13:12 Aggiornato il 29 Ago. 2020 alle 13:17
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Scuola, il ministero: “Corsi di recupero al via a inzio settembre”. Proteste dei presidi: “Non siamo pronti”

Il recupero degli apprendimenti ci sarà. Comincerà dai primi di settembre (in alcuni casi in presenza, in altri, per il secondo grado, a distanza, a seconda dell’autonoma scelta delle singole scuole) e proseguirà anche durante i prossimi mesi, così come previsto dalle norme che regolano il nuovo anno scolastico, che sono il frutto della gestione del periodo di emergenza sanitaria vissuto dal Paese”. “Nessun allarme, dunque” fa sapere con una nota ufficiale il Ministero dell’Istruzione, a pochissimi giorni dalla data di riapertura della scuola, assicurando il via anche ai corsi di recupero.

Molti istituti stanno infatti muovendosi in questa direzione, e già pubblicato il calendario dei corsi. Istituti superiori, soprattutto, in pochi casi medie e, pochissimi, elementari. Manca una linea comune: alcuni ripartiranno dal primo settembre, chi online, chi in presenza, altri invece dal 7 settembre. E c’è chi rimanda il tutto a dopo l’avvio delle lezioni. Ma “i corsi ci saranno, malgrado le minacce di diffida” spiega il Ministero.

Non saranno come i vecchi corsi di recupero. Si chiamano Pai: piani di apprendimento individualizzato. Nuova sigla tra le tante spuntate nel mondo dell’istruzione in quest’anno di strane “novità”. E nonostante gli studenti siano stati tutti promossi quest’anno chi non è arrivato al 6 si porta dietro il “debito”, da recuperare obbligatoriamente. La prova finale, il classico “esame a settembre” non è obbligatorio: sta a discrezione delle scuole decidere se farla o meno.

“La precisazione – prosegue la nota arrivata da viale Trastevere  – si rende necessaria a causa di titoli di stampa che lasciano presagire il contrario, anche con riferimento al tema del pagamento dei docenti. Su quest’ultimo punto il Ministero ha solo ricordato, citando peraltro la normativa vigente, che dall’1 al 14 settembre si potranno avviare i corsi perché i docenti sono già a scuola per l’attività ordinaria”.

“Alimentare la narrazione del rifiuto dei docenti di svolgere alcune attività o addirittura di presentarsi al lavoro come sta succedendo in questi giorni, crea solo un danno di immagine alla categoria e turba il sereno avvio dell’anno scolastico già caratterizzato da numerose novità dovute all’emergenza sanitaria” conclude il comunicato.

Ma l’Associazione nazionale presidi del Lazio non è d’accordo e lancia un’allarme: negli istituti ci sono ancora i lavori in corso per allestire le aule secondo le norme sanitarie in vigore, mancano i bidelli per gestire gli ingressi e non si è pronti con le misure di sicurezza anti-Covid. “Stiamo dicendo ai nostri colleghi di farli slittare a dopo l’avvio della scuola” spiega Mario Rusconi, responsabile dell’Anp Lazio. “Non solo per evitare il contenzioso, ma anche perché gli istituti non sono pronti con il rientro in presenza degli studenti. Noi consigliamo di farli durante l’anno interrompendo le lezioni e dedicando una settimana al recupero delle carenze”.

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