La morte di Gaia e Camilla e il gioco del semaforo rosso

Spuntano diversi video sui social in cui dei ragazzi si sfidano, proprio nella zona di Ponte Milvio a Roma, in questo pericolosissimo gioco

Di Antonio Scali
Pubblicato il 28 Dic. 2019 alle 10:48 Aggiornato il 28 Dic. 2019 alle 11:03
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Immagine di copertina

Incidente a Roma, per la morte di Gaia e Camilla spunta il gioco del semaforo rosso

Un gioco pericolosissimo e macabro, particolarmente di moda tra gli adolescenti che frequentano la zona di Ponte Milvio a Roma. Il giorno dopo il funerale di Gaia e Camilla, le due 16enni travolte a Corso Francia da Pietro Calabrese, spunta un nuovo elemento che potrebbe fornire nuovi elementi per fare luce sul tragico incidente.

Come racconta un imprenditore al Messaggero, infatti, tra i giovani che soprattutto nel weekend pullulano in quella zona della Capitale, andrebbe di moda il cosiddetto gioco del semaforo rosso: i ragazzi si sfiderebbero ad attraversare la strada col rosso, passando tra le auto che in quel punto circolano a velocità sostenuta.

Un’autentica bravata, piuttosto pericolosa, che questi adolescenti condividono poi compiaciuti sui social. “Lo chiamano il giochino del semaforo rosso e quando mia figlia e la sua amichetta me lo hanno spiegato dopo la morte di Camilla e Gaia, mi sono venuti i brividi. Si tratta di attraversare le due carreggiate di Corso Francia veloci mentre per i pedoni è rosso e per le auto che sfrecciano è verde, sfidando la sorte. Un gioco folle del sabato sera e non solo, in voga tra i giovanissimi di Ponte Milvio. Lo fanno per farsi grandi riprendendosi anche con gli smartphone, creando storie sui social che poi si cancellano nel giro delle 24 ore”, ha raccontato l’imprenditore al Messaggero.

Ovviamente non ci sono ancora elementi che possano confermare che Gaia e Camilla in quella tragica notte avessero preso parte a questa sfida. Intanto in queste ore spuntano nuove testimonianze. Intervistata da Repubblica, Cecilia, amica di Gaia, ha dichiarato: “Anche io ho attraversato Corso Francia di notte, correndo, fuori dalle strisce pedonali e con il semaforo verde per le auto. Rischiando la vita”. La ragazza ha anche raccontato la dinamica: “Prendi la rincorsa, scavalchi il guardrail e corri più veloce che puoi dall’altra parte”. La giovane nega però che si possa trattare di un gioco: “No, è una leggerezza, un azzardo. Finora nessuno dei miei amici aveva avuto un incidente”.

Intanto un amico di Pietro Genovese, Davide, che quella sera era sull’auto che ha investito Gaia e Camilla, ha raccontato intervistato dal Messaggero: “Avevamo bevuto un paio di bicchieri quella sera, nessuna droga, ma era impossibile evitare le due ragazze. Quelle due ragazze sono sbucate all’improvviso, correvano mano nella mano. Mi creda, era impossibile evitarle. Pioveva, era buio, ma ricordo perfettamente cos’ è successo: ho visto due sagome apparire dal nulla e poi il corpo di una di loro rimbalzare sopra il cofano”.

E ancora, piangendo: “Non potevamo inchiodare in mezzo alla strada. Dall’incidente al momento in cui ci siamo fermati saranno passati 5-10 secondi. Io sono sceso di corsa dalla macchina e ho visto il corpo di una delle due ragazze per terra, mi sono avvicinato per sentire il battito, non si muoveva. Poco più avanti mi sono accorto che c’era anche l’altra ragazza sull’asfalto. Subito dopo di me sono scesi Pietro ed Edoardo. Le macchine continuavano a camminare, ricordo di aver visto una, forse due macchine investirle di nuovo”. Anche se l’autopsia ha escluso quest’ipotesi.

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