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Parla il proprietario del locale di fronte all’incidente di Corso Francia: “Auto fino a 100km/h, può accadere di nuovo”

"Pensavamo fosse l'ennesimo tamponamento: invece abbiamo visto Gaia e Camilla morte": parla Alessio Ottaviani, proprietario del locale T-bone di fronte al luogo dell'incidente del 22 dicembre

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 29 Dic. 2019 alle 16:17 Aggiornato il 31 Dic. 2019 alle 12:40
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Immagine di copertina

Incidente Roma, testimone a TPI: “A Corso Francia si va a 100 all’ora”

“Su Corso Francia si va troppo veloci, fino a 100 chilometri orari. Possono succedere altri incidenti come quello di Gaia e Camilla”. A parlare a TPI è Alessio Ottaviani, testimone dell’incidente della notte del 22 dicembre e proprietario del locale T-Bone che si trova a poche centinaia di metri da dove la macchina di Pietro Genovese ha investito e ucciso le due 16enni.

La sua testimonianza è importante per provare a capire la probabile dinamica e per avere un’idea su quanti sia pericolosa la zona per i pedoni.

Cosa ti ha spinto a uscire dal locale quella sera?

Ho sentito un boato fortissimo. E ho pensato fosse l’ennesimo tamponamento, come ne vediamo tanti. Sono corso in strada e non c’erano due macchine, ma una macchina e due corpi inermi.

Una volta giunti sul posto cosa vi siete trovati davanti?

C’erano le ragazze, Gaia e Camilla. Già senza vita. E c’erano altre persone dei locali intorno che si sono affacciate per capire cosa fosse successo.

Io ho raccolto una targa e l’ho poi consegnata alla Polizia.

Erano sulle strisce o no?

I corpi  non erano sulle strisce. In questi giorni ho sentito parlare dei “giochi” dell’attraversamento senza semaforo, o col rosso. Per delle ragazzine è un vero pericolo. Ma non posso confermare se fossero o no sulle strisce.

Quella sera sul posto sono giunti i genitori delle ragazze…

Sì, sono arrivati chiamati dai soccorsi. I genitori di Camilla, mamma e papà, sono venuti da noi per ripararsi dalla pioggia. Ho tenuto aperto il T-bone fino a tardi per dare assistenza a chi ne aveva bisogno quella sera maledetta.

Uno dei punti non ancora chiari dell’incidente riguarda gli effetti personali delle ragazze. Dove sono finiti?

Questo non lo so, sul luogo dell’incidente non c’era più niente.

Normalmente com’è il traffico su quel tratto di strada?

Corso Francia è pericolosissimo. Si tratta di una strada ad alto scorrimento, dove si corre troppo. Si arriva a cento all’ora. Le macchine sono portate a andare veloci.

Questo tragico incidente si poteva evitare: basterebbe mettere degli autovelox e un’illuminazione migliore.

Come è andata questa settimana? Com’è la situazione?

Non hanno mai smesso di venire amici e ragazzi. Portano fiori, striscioni, pensieri. Spero non succeda mai più una cosa del genere.

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