Gioele, il padre ha riconosciuto le scarpine blu del figlio

Di Antonio Scali
Pubblicato il 20 Ago. 2020 alle 19:20
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Gioele, il padre ha riconosciuto le scarpine blu del figlio

Sono di Gioele Mondello le scarpine blu trovate vicino ai resti ossei e agli indumenti rinvenuti ieri, 19 agosto, grazie alla segnalazione di un uomo, Giuseppe di Bello, un ex carabiniere. La zona era battuta dalle forze dell’ordine da più di due settimane. A riconoscere quelle scarpette, trovate questa mattina tra i rovi della campagna di Caronia, è stato Daniele Mondello, il padre del bambino.

All’uomo sarà inoltre eseguito un prelievo per permettere un esame comparativo tra il suo Dna e quello dei resti del bimbo. Così si avrà la certezza che quei resti sono proprio di Gioele, anche se per gli inquirenti ormai ci sono pochi dubbi. Intanto l’ipotesi al momento più probabile resta quella dell’omicidio-suicidio: “Noi stiamo procedendo – ha detto il procuratore Angelo Cavallo – per questo tipo di reati; questi reati rimangono ancora iscritti, naturalmente a carico di ignoti, ma è chiaro che sono queste le ipotesi”. Il pubblico ministero ha aggiunto che nelle campagne di Caronia “c’è stato un intervento successivo degli animali sull’effetto dispersione, o al momento dei fatti o successivamente”.

“I consulenti ci hanno dato da subito delle indicazioni su cui stiamo lavorando. Noi non aspettiamo i 90 giorni per avere i risultati scritti della consulenza dei nostri periti. Loro ci dicono immediatamente quello che, secondo loro, è successo. Già ce lo hanno detto. E posso dire che loro delle certezze le hanno a loro modo comunicate, riservandosi all’esito di accertamenti, in particolare di quelli istologici. Ma una pista, una lettura chiara degli avvenimenti già c’è stata data”, ha aggiunto il pm.

“Il primo passo da fare è valutare i luoghi dove sono stati ritrovati i vari  resti che purtroppo erano sparsi”, ha affermato il procuratore di Patti Angelo Cavallo. “Si devono valutare – ha sottolineato il magistrato – i possibili tragitti della signora, del bambino, dei terzi, di animali. Oggi c’è questo lavoro iniziale le da fare. La zona dove abbiamo rinvenuti i resti percorrendo 50-60 metri di boscaglia si arriva ad un sentiero che potrebbe essere collegato al traliccio traliccio, ma è un’area vegetazione fitta. Trai due luoghi in linea d’aria c’è una distanza di circa 300 metri”.

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