“Viviana Parisi era in cura, prendeva psicofarmaci”: l’avvocato del marito non esclude l’omicidio-suicidio

Continuano le indagini dopo i primi risultati dell'autopsia, e il pm Angelo Cavallo lancia un appello ai due testimoni che avrebbero visto la 43enne insieme al figlio Gioele: "Si facciano vivi"

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 12 Ago. 2020 alle 14:30 Aggiornato il 12 Ago. 2020 alle 14:41
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Viviana Parisi, l’ipotesi di omicidio suicidio e la ricerca dei testimoni

Continuano le indagini sulla morte di Viviana Parisi, la dj siciliana trovata senza vita sabato 8 agosto nel bosco di Caronia (Messina) a circa 500 metri dal luogo dove era scomparsa cinque giorni prima. In seguito ai primi risultati dell’esame autoptico effettuato ieri, martedì 11 agosto, il medico legale ha affermato che per il momento non è possibile escludere “nessuna pista”, e che cioè bisogna considerare ancora tutte le ipotesi messe in campo dagli inquirenti sulla morte di Parisi e sulla scomparsa del figlio di 4 anni, Gioele. La prima è quella di un incidente sulla strada rupestre che la donna ha percorso dopo lo scontro con un furgone sull’autostrada Messina-Palermo, la seconda è quella di un omicidio e la terza è che quella di un suicidio: la 43enne potrebbe aver affidato il figlio a una terza persona per poi suicidarsi.

Come riporta il Corriere della Sera, in ballo ci sarebbe anche la possibilità che si sia trattato di un omicidio-suicidio, e cioè che Parisi abbia ucciso il figlio per poi suicidarsi. A sottolineare la validità di questa ipotesi al quotidiano, i legali del marito di Parisi, Davide Mondello, i quali hanno raccontato che la dj era sotto psicofarmaci. “L’omicidio-suicidio è fra gli scenari, anche se naturalmente si spera sempre di ritrovare il bambino in vita”, ha detto l’Avvocato. “Viviana è stata con noi tre mesi durante il Covid. Era molto turbata e l’hanno anche ricoverata. Ma era dolcissima e brava e non abbandonava mai il figlio. Non lo dava a nessuno, nemmeno a mia moglie”, ha raccontato invece il suocero di Viviana, Letterio Mondello.

Considerando la versione del nonno di Gioele e secondo i legali di Mondello, dunque, potrebbero essere stati i disturbi di cui la dj 43enne soffriva, esplosi durante i mesi di lockdown, ad aver motivato un possibile gesto di follia nei confronti del figlio. In tal caso qualsiasi speranza di rivedere il piccolo ancora in vita sarebbe vanificata. Ma del corpo non vi è nessuna traccia, né alcuna prova che si sia trattato di omicidio-suicidio. Per questo, il pm di Patti che indaga sulla vicenda e che ha aperto un fascicolo per omicidio e sequestro di persona – che tuttavia non esclude l’ipotesi di suicidio e incidente – Angelo Cavallo, ha lanciato un appello per trovare i testimoni. “Chi ha soccorso Viviana Parisi dopo l’incidente ha compiuto un’opera meritoria a fermarsi, mi sembra strano che non si siano fatti vivi. Vengano a raccontarci quello che hanno visto”, ha dichiarato il magistrato.

Due persone, un padre e un figlio, avrebbero riferito a chi è giunto sul posto di essersi fermati in una piazzola di sosta poco distante dal luogo dell’incidente e aver visto Parisi scavalcare il guard rail dell’autostrada dopo lo schianto con il furgone, con il figlio Gioele tra le braccia. “È strano che nonostante il clamore mediatico non si siano ancora presentati o non ci abbiano contattati. Questa testimonianza è importante per chiarire una volta per tutte se Gioele era con la madre o no. Un elemento troppo importante per le indagini”, ha sottolineato il procuratore.

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