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Messina, mamma e figlio scomparsi: ritrovato il corpo di Viviana Parisi, ora si cerca Gioele. Tutti i punti oscuri della vicenda

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 9 Ago. 2020 alle 09:45 Aggiornato il 9 Ago. 2020 alle 20:08
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Immagine di copertina

Mamma e figlio scomparsi: ritrovato il corpo di Viviana Parisi, ora si cerca Gioele. Tutti i punti oscuri della vicenda

Si infittisce il giallo della mamma e figlio scomparsi in provincia di Messina: nel tardo pomeriggio di sabato 8 agosto, infatti, è arrivata la conferma che il corpo ritrovato nel bosco di Caronia appartiene alla dj Viviana Parisi, mentre ora si cerca il bambino, Gioele, il quale sembra essere svanito nel nulla. La vicenda ha inizio lo scorso lunedì 3 agosto quando la 43enne Viviana Parisi (qui il suo profilo), dopo essere stata coinvolta in un incidente sull’autostrada A20 Messina-Palermo, all’altezza di Caronia, è scesa dall’automobile sulla quale viaggiava e si è allontanata a piedi nelle campagne circostanti, facendo perdere le sue tracce e quelle del figlio Gioele di 4 anni. A lanciare l’allarme era stato il marito della donna, che non aveva più avuto loro notizie. Dopo giorni di ricerche, ieri la triste conferma: Viviana Parisi è morta e il suo cadavere, reso riconoscibile dagli indumenti e dalla fede nuziale della donna, è stato trovato a circa 500 metri dalla strada dove è stata vista per l’ultima volta. Ma se Viviana è morta, che fine ha fatto il figlio Gioele?

La ricerca del figlio Gioele

È quello che si stanno chiedendo gli inquirenti sin da quando il corpo di Viviana è stato ritrovato. Accanto al cadavere di Viviana Parisi, infatti, non vi sono tracce del bambino di 4 anni, ma non ve ne sono neanche al momento in cui la donna ha avuto l’incidente, che poi ha innescato la sua fuga a piedi. Secondo gli operai che si trovavano a bordo del camioncino urtato dall’auto guidata da Viviana, a scavalcare il guardrail è stata solo la donna, mentre nelle loro testimonianze non si menziona nessun bambino. A dichiarare di aver visto una donna e un bambino scavalcare un guardrail sono stati altri due testimoni, che avrebbero riferito il fatto a un altro automobilista e che poi si sarebbero allontanati dal luogo dell’incidente. Dunque, Gioele era davvero con Viviana quando si è allontanata dalla macchina subito dopo l’incidente?

Le telecamere installate sull’autostrada a 30 chilometri dall’abitazione della donna rivelano che il bambino era in macchina con la mamma. Una delle ipotesi, dunque, è che la donna abbia ucciso il figlio e poi, sconvolta, abbia urtato il furgone e si sia allontanata per suicidarsi. A supportare questi c’è il mistero della bugia detta al marito. Viviana Parisi, infatti, esce di casa insieme al figlio Gioele per andare in un centro commerciale di Milazzo a comprare un paio di scarpe. Arrivata a Milazzo, però, ha imboccato l’autostrada in direzione di Palermo e, dopo averne percorso un pezzo, è uscita a Sant’Agata. Dopo venti minuti, trascorsi a Sant’Agata o nei suoi dintorni, Viviana ha rimboccato l’autostrada dove poi ha avuto l’incidente. Perché si è spinta così lontano? E cosa è successo in questi 20 minuti, definiti “un buco” nella ricostruzione della vicenda dal procuratore Angelo Cavallo?

Le cause della morte

La procura al momento non esclude nessuna ipotesi: dall’incidente all’atto estremo sino all’omicidio. A stabilire le cause del decesso di Viviana Parisi sarà l’autopsia. Di certo c’è che il suo cadavere, in avanzato stato di decomposizione, è stato trovato ai piedi di un pilone dell’alta tensione, a faccia in giù nel terreno. Una delle ipotesi è che la donna possa essersi arrampicata per poi buttarsi giù. “Mia figlia non si sarebbe mai uccisa, le hanno fatto del male. Adesso devo pensare a Gioele, non può essere sparito nel nulla” ha dichiarato il papà della vittima, Luigino Parisi, convinto che la figlia abbia incontrato qualcuno che le ha fatto del male. Di certo, oltre al fatto che la donna ha lasciato cellulare e documenti nell’automobile abbandonata in autostrada, c’è il fatto che Viviana da alcuni mesi soffrisse di depressione. Uno stato fisico aggravato dal lockdown imposto a causa dell’emergenza Coronavirus.

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