Giallo di Caronia, Viviana Parisi soffriva di “paranoia e crisi mistiche”: lo rivela un certificato medico ritrovato nell’auto della donna

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 19 Ago. 2020 alle 08:51 Aggiornato il 19 Ago. 2020 alle 10:52
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Giallo di Caronia: “Viviana Parisi soffriva di paranoia e crisi mistiche”

Si arricchisce di nuovi elementi il giallo di Caronia: uno di questi è un certificato medico, ritrovato nell’auto della donna, in cui vi è scritto che Viviana Parisi soffriva di “paranoia e crisi mistiche”. A rivelare questo nuovo dettaglio è stato Claudio Mondello, cugino del marito di Viviana nonché avvocato: “Un certificato dell’ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto, datato 17 marzo, dice che Viviana aveva paranoia e crisi mistiche. Era stato il marito a rivolgersi all’ospedale Covid, perché la moglie era agitata durante il lockdown”. Il certificato, sequestrato dalla polizia, è stato ritrovato all’interno dell’auto che la donna ha abbandonato il giorno in cui è scomparsa. Il documento avvalora la tesi dell’omicidio-suicidio anche se Mondello afferma: “Io non credo che possa aver fatto del male al bambino. Era molto protettiva nei suoi confronti”.

“Aveva uno sguardo assente quando è fuggita con il bambino oltre il guard rail” ha dichiarato il testimone lombardo che ieri ha affermato di aver visto la donna insieme al figlio Gioele subito dopo l’incidente. Che la donna abbia successivamente ucciso il figlio per poi suicidarsi gettandosi da un traliccio? È l’ipotesi a cui sta lavorando la procura, che continua comunque a non escludere nessuna pista, inclusa quella dell’aggressione. Ad alimentare i dubbi sul fatto che Viviana Parisi possa essere stata aggredita sono le parole dell’altro avvocato della famiglia, Pietro Venuti, che ha affermato: “Quassù, probabilmente, qualcuno sa e non parla”. Intanto emergono i primi dati dell’autopsia che parlano di “fratture costali anteriori e posteriori” e che evidenziano il fatto che Viviana Parisi è morta “per un’emorragia, in seguito alle pesanti fratture che erano sul corpo, ma non in testa”. Il che significa che la donna non è deceduta sul colpo, ma dopo diverse ore di agonia.

“E se Viviana è stata aggredita e poi qualcuno ha provato a simulare un suicidio sotto il traliccio?” si chiede uno degli investigatori impegnati nella ricerca del piccolo Gioele. Nella serata di martedì 18 agosto, intanto, nel corso di una puntata speciale di Chi l’ha visto? uno degli operai coinvolti nell’incidente con l’automobile guidata da Viviana Parisi ha raccontato come si sono svolti i fatti: “Mentre stavamo transitando abbiamo sentito una frenata di una macchina che ci è venuta a sbattere sul nostro mezzo. Le ruote posteriori si sono rotte con tutti i cerchi. L’urto è stato abbastanza forte. La macchina si è fermata 50 metri più avanti. Io sono sceso a vedere ma nella macchina non c’era nessuno. Non abbiamo visto il bambino, non sappiamo se c’era o no”.

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