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Covid, cosa prevede lo “scenario 4”: l’Iss spinge per misure di contenimento più aggressive

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 30 Ott. 2020 alle 09:41 Aggiornato il 31 Ott. 2020 alle 08:54
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Scenario 4 del Covid in Italia, cosa prevede: ecco le misure contenimento

Il bilancio della pandemia da Covid-19 in Italia sta raggiungendo soglie mai viste prima: solo ieri sono stati registrati 31mila contagi, numeri che stanno facendo entrare il nostro Paese nel cosiddetto scenario 4, il peggiore di quelli ipotizzati dall’Istituto superiore di sanità. Qualche giorno fa, alla Camera, il premier Giuseppe Conte aveva spiegato che l’Italia è nello scenario 3, il penultimo, che nel documento dell’Iss denominato “Prevenzione e risposta a Covid-19” prevede come misure di contenimento proprio quelle contenute nell’ultimo Dpcm. Che, adesso, potrebbe già non bastare più, tanto che l’esecutivo sta valutando di emanare un nuovo provvedimento, settimana prossima, con nuove restrizioni. Si attende per oggi pomeriggio il report settimanale dell’Iss: è probabile che il valore dell’indice di trasmissibilità (Rt) abbia già superato o superi presto la soglia dell’1,5 registrata la settimana scorsa. Sancendo l’ingresso dell’Italia nello scenario 4.

Secondo l’Iss, un valore di Rt così elevato “potrebbe portare rapidamente a una numerosità di casi elevata e chiari segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali, senza la possibilità di tracciare l’origine dei nuovi casi”. In pratica, con l’aumento così vertiginoso dei nuovi contagi, salta totalmente il sistema del contact tracing – un allarme già lanciato nei giorni scorsi – e gli ospedali rischiano il sovraccarico, soprattutto per quanto riguarda i posti in terapia intensiva. L’Istituto superiore di sanità, dunque, per lo scenario 4 prevede “misure di contenimento molto aggressive”. Quali? Le decisioni finali del Governo dipenderanno da quanto durerà la nuova ondata e dal livello di rischio, ma si va verso la possibile chiusura delle attività commerciali a livello locale, nelle zone più colpite, come anche l’istituzione di zone rosse sempre su base territoriale. Escluso, al momento, un secondo lockdown generalizzato per le irrimediabili conseguenze sul sistema economico italiano.

Se il livello di rischio dovesse salire ulteriormente, le zone rosse potrebbero passare da locali a provinciali o regionali. In questo caso, ci si avvicinerebbe ai mini-lockdown imposti negli ultimi giorni in Francia e Germania. Lo scenario 4, ovviamente, coinvolgerebbe anche le scuole e le università: nella migliore delle ipotesi, si parla di didattica a distanza per gli studenti della scuola secondaria di secondo grado e dell’università, ma anche chiusure temporanee a seconda dei casi. L’unica speranza per non sovraccaricare gli ospedali e rendere la situazione ancora più grave, sarebbe che il Coronavirus si diffonda soprattutto tra i più giovani, come avvenuto la scorsa estate. Ma, al momento, l’Iss reputa improbabile questa eventualità.

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