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Covid, Conte alla Camera: “Italia entrata in scenario di tipo 3: misure severe essenziali”

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 28 Ott. 2020 alle 16:14 Aggiornato il 28 Ott. 2020 alle 16:31
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Covid, Conte alla Camera: “Italia entrata in scenario di tipo 3”

L’Italia sta affrontando la seconda ondata di Coronavirus in uno “scenario di tipo 3“: a dirlo, oggi pomeriggio, il premier Giuseppe Conte, presentatosi alla Camera per il question time sull’ultimo Dpcm e sul decreto Ristori. Il presidente del Consiglio ha fatto riferimento a uno studio, elaborato dal Comitato tecnico scientifico, che ipotizza quattro scenari diversi a seconda della gravità della pandemia. Al momento, con un rapido aumento della curva dei contagi, ospedali e pronti soccorso allo stremo e lunghissime code per i tamponi, il nostro Paese sta attraversando la fase 3 in tutto il territorio nazionale, ma “con rapidità di progressione maggiore in alcune Regioni italiane”.

“In particolare, per lo scenario di tipo 3, lo studio del Cts – ha continuato Conte – tra le altre misure, indica le seguenti: possibilità di interruzione di alcune attività sociali/culturali maggiormente a rischio, quali discoteche e bar anche su base oraria; incentivazione del lavoro agile, al fine ridurre l’affollamento dei trasporti pubblici e delle sedi lavorative. Per quanto riguarda la scuola, tra l’altro: possibilità di attivare lezioni scaglionate a rotazione, mattina e pomeriggio; possibilità della didattica a distanza; chiusure temporanee in funzione del numero dei casi sospetti nella singola comunità scolastica. A tali misure, proprie dello scenario di tipo 3, si è attenuto il Governo nell’adozione del recente Dpcm. Siamo pienamente consapevoli che si tratta di misure severe, ma le riteniamo necessarie per contenere i contagi. Diversamente la curva epidemiologica è destinata a sfuggirci completamente di mano”.

“Il quadro europeo relativo alla diffusione dell’infezione da SARS-CoV-2 – ha detto ancora Conte – è molto preoccupante. E il Governo dalla prima ondata della pandemia non ha mai smesso di investire per rendere più resiliente l’intero sistema nazionale e potenziando in particolare il servizio sanitario e la scuola. Solo gli investimenti in questi due comparti dall’inizio dell’anno ammontano a oltre 17 miliardi di euro”.

Sul decreto Ristori, il premier ha spiegato di aver inserito nel provvedimento “un insieme di interventi volti a rafforzare la risposta sanitaria all’emergenza epidemiologica. Tra questi, sono stati stanziati 30 milioni di euro per favorire la somministrazione di tamponi rapidi presso i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta”. Conte è intervenuto anche sul tema dei trasporti, con i mezzi pubblici nelle grandi città che non permettono di rispettare il distanziamento perché sovraffollati: “E’ evidente che a dispetto degli investimenti e delle misure prese – ha detto il presidente del Consiglio – c’è una oggettiva difficoltà ad assicurare che le regole di distanziamento siano sempre rispettate da tutti gli utenti dei servizi di trasporto e per questo nell’ultimo Dpcm abbiamo deciso misure per alleggerire il trasporto” come la didattica a distanza, lo smart working, la chiusura di cinema, teatri, locali.

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