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Covid, allerta in Lombardia: 1.844 nuovi casi, mille solo a Milano e 17 decessi

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 14 Ott. 2020 alle 17:59 Aggiornato il 15 Ott. 2020 alle 11:30
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Il bollettino di oggi 14 ottobre diffuso dalla Protezione civile restituisce un quadro allarmante:a fronte di 152.196 tamponi effettuati, l’incremento dei nuovi positivi tocca il picco di 7.332. Di questi, quasi duemila nuovi contagi riguardano la Lombardia: 1.844 positivi in 24 ore. Situazione critica a Milano: 504 i nuovi positivi in città. In tutta la Regione lombarda i morti sono stati 17. In Lombardia i tamponi effettuati sono stati 29.048. Il totale delle vittime da Covid-19 in Lombardia supera i 17mila (17.011).

I dimessi e guariti aumentano di 865 unità (84.415 il totale). Dei 1.844 nuovi positivi di oggi 189 sono debolmente positivi e 13 sono stati riscontrati a seguito di test sierologici. Per quanto riguarda le singole province, 1.032 casi a Milano (504 in città), 150 a Monza-Brianza, 110 a Varese, 101 a Pavia, 81 a Brescia, 67 a Como, 46 a Bergamo, 42 a Mantova, 30 a Cremona, 29 a Lecco, 23 a Lodi e 14 a Sondrio.

Ricoveri in terapia intensiva: allerta all’ospedale Sacco di Milano

“Ci sono elementi di forte preoccupazione. Non tanto legati al numero dei ricoveri in terapia intensiva, ieri in Lombardia avevamo 63 ricoveri nelle nostre rianimazioni, ma a preoccuparci è l’andamento dei ricoveri”. Lo ha detto a Buongiorno su Sky TG24 Emanuele Catena, direttore della terapia intensiva dell’Ospedale Sacco di Milano.

“Se immaginiamo di proiettare questo trend nei prossimi giorni – ha aggiunto – e nelle prossime settimane potremo trovarci dalle attuali poche decine di pazienti ricoverati alle centinaia. Questa situazione potrebbe potenzialmente diventare molto esplosiva e allarmante”.

“Secondo la mia opinione personale Milano rischia. A differenza della prima ondata, dove Milano in qualche modo era stata più o meno risparmiata, in questo momento Milano sicuramente è a rischio, come altre zone ad esempio Monza o Varese. Milano è da tenere sotto stretta osservazione”. “Ci rendiamo conto – ha spiegato – che le zone da cui vengono i pazienti sono zone della città, è importante monitorare anche il numero dei ricoveri nei reparti di degenza di malattia infettiva e nei reparti di terapia sub intensiva”. “Secondo me, – ha osservato Catena – se si dovessero verificare dei numeri molto allarmanti, gli ospedali non dovrebbero essere trasformati totalmente in ospedali Covid. Avere a disposizione i letti in Fiera è una fondamentale scialuppa di salvataggio e questi all’occorrenza vanno utilizzati”.

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