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Covid, il ministro Speranza: “Il 75% dei contagi da parenti e amici: stop a tutte le feste”

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 12 Ott. 2020 alle 11:29 Aggiornato il 12 Ott. 2020 alle 14:54
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“Negli ultimi giorni anche in Italia il numero dei contagi è significativamente cresciuto e questo ci porta a un cambio di fase. Dopo molte settimane in cui le misure del governo tendevano ad allargare le maglie della rete che avevamo costruito durante il periodo più difficile, marzo-aprile, ora siamo costretti, sulla base di quello che sta avvenendo, a restringere le maglie e quindi il prossimo Dpcm avrà questo significato, cioè un cambio di marcia e lo dovremo fare subito per non trovarci nelle condizioni di assumere misure ancora più dure. Proviamo a giocare d’anticipo”.

Lo ha detto il ministro della salute Roberto Speranza, collegato ieri sera con la trasmissione “Che Tempo Che Fa” di Fabio Fazio.

Divieto di organizzare feste private, ovunque sia e per tutti quindi. Una misura che ovviamente dovrà essere vagliata in sede di messa a punto – “spero già per domani sera” – del nuovo Dpcm. Speranza ha spiegato che ciò si impone anche perché “la gran parte dei contagi sta avvenendo in ambiti familiari o di relazioni interpersonali”.

“Abbiamo bisogno di un maggiore rigore da parte di tutti in questa fase – ha aggiunto il ministro – ciò che non è essenziale, prioritario, va gestito con assoluta attenzione. Ci sono i protocolli per tutta una serie di iniziative ma non si può avere un protocollo per una festa che viene fatta in una casa privata ed è evidente che lì c’è un divieto che scatta. Voglio dire una cosa molto importante, il 75% del contagio sta avvenendo nelle relazioni famigliari o nelle relazioni strette di natura personali. Dunque dobbiamo fare uno sforzo anche nelle relazioni più intime dove tendiamo ad abbassare la guardia. Non ce lo possiamo permettere”.

Il ministro ha annunciato anche interventi sugli orari dei locali “per evitare che in tarda ora, quando spesso si costruiscono assembramenti difronte ai locali – ha detto Speranza – ci possa essere un ulteriore rischio di contagio”. Confermato anche un intervento sugli sport di contatto. La quarantena durerà 10 giorni e non più 14 e sarà sufficiente un tampone solo negativo per uscire dall’isolamento.

Le misure che verranno adottate saranno valide su tutto il territorio nazionale.Le regioni avranno l’autonomia solo di inasprirle. “Nessuno ha la palla di vetro – ha ribadito il ministro – quello che sarà la diffusione del contagio fra 20 giorni, fra 1 mese, dipende da noi, da quello che faremo ora, dalle misure che assume il governo nazionale, dalle misure delle regioni e soprattutto dal comportamento delle persone che è e resta la cosa più importante e la vera chiave per provare a piegare la curva”.

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