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Cosa si può e cosa non si può fare dal 18 maggio

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Foto da Pixabay

Tutte le principali informazioni su attività aperte e spostamenti dentro e fuori regione

Cosa si può fare dal 18 maggio

Cosa si può fare e cosa non si può fare dal 18 maggio? Una risposta alle due domande è arrivata nella notte tra venerdì 15 maggio e sabato 16 maggio, dopo l’ultimo Consiglio dei Ministri sulla gestione della Fase 2. Sono state infatti fissate le linee guida dell’accordo tra governo e regioni per la fase 2 dal 18 maggio. Le novità principali riguardano la distanza minima interpersonale che scende a un metro (due solo durante l’attività fisica in palestra); i ristoranti che riapriranno, ma la prenotazione sarà sempre consigliata, i gestori potranno conservare per 14 giorni i nominativi dei clienti. E poi lo spostamento tra regioni consentito dal 3 giugno, unico caso in cui verrà mantenuta l’autocertificazione. (Qui il testo dell’accordo governo-regioni). Ma ecco nel dettaglio cosa si potrà fare dal 18 maggio e come bisognerà comportarsi nelle varie situazioni, secondo il decreto:

Cosa si può fare dal 18 maggio: Bar e ristoranti

Possono riaprire dal 18 maggio. Niente più buffet, per il resto i locali potranno riprendere il servizio purché sia sempre garantita la distanza di un metro tra clienti (ma su questo la Regione Campania intende essere più fiscale, imponendo la distanza di un metro tra i tavoli). Si consiglia di privilegiare la prenotazione e il servizio all’esterno, favorire il ricambio d’aria ed escludere la funzione di ricircolo dell’aria per i condizionatori. Mascherina obbligatoria sia per il personale che per i clienti, quando non sono seduti al tavolo.

Cosa si può fare negli stabilimenti e nelle spiagge

Anche al mare, la distanza minima tra le persone è sempre di un metro, ma intorno a ogni ombrellone dovranno esserci 10 metri quadri, all’incirca 3 metri lineari tra un ombrellone e l’altro. Tra lettini e sdraio, che dovranno sempre essere disinfettati a ogni cambio di persona e a fine giornata, il distanziamento deve essere di 1 metro e mezzo. Sì a racchettoni, nuoto, surf, mentre per gli sport di squadra come il beach volley sarà necessario rispettare le disposizioni delle autorità superiori (al momento sono ancora vietati). Per le spiagge libere, ci si affida alla responsabilità individuale, ma si suggerisce la presenza di addetti alla sorveglianza.

Cosa si può fare negli alberghi e agriturismi

Attenzione concentrata su aerazione e ventilazione: garantire periodicamente l’aerazione naturale, aumentare la manutenzione e sostituzione dei filtri, cambiare l’aria da un’ora prima a un’ora dopo l’accesso del pubblico. Nelle zone con minore ventilazione, come i corridoi, evitare lo stazionamento delle persone. Anche in ascensore sarà necessario mantenere la distanza interpersonale. Tutti dovranno usare sempre la mascherina.

Cosa si può fare da parrucchieri, barbieri ed estetisti

Sono tra gli esercizi più delicati, obbligando operatori e clienti alla prossimità. Obbligatorio dunque l’uso di mascherine senza valvola e visiere protettive per gli estetisti. Vietati l’uso di sauna, bagno turco e idromassaggio. Non sarà consentito trattenersi nei locali se non per il tempo necessario al servizio. Dunque, niente chiacchiere con il barbiere e gli altri clienti mentre si attende il proprio turno.

Cosa si può fare nei negozi di abbigliamento

Come in tutti i negozi, tutti a distanza di un metro e con la mascherina. Inoltre a tutti dovranno essere forniti guanti per toccare i vestiti da provare.

Cosa si può fare nelle piscine

Le norme si riferiscono alle piscine pubbliche, ai parchi acquatici e a quelle inserite in agriturismi e campeggi. Premesso che bisogna sempre garantire il distanziamento di 1 metro, negli spogliatoi gli indumenti e gli effetti personali vanno sempre chiusi nella borsa, evitando la promiscuità degli armadietti. Sia nelle aree solarium che in acqua si calcola un’area di 7 metri quadri a persona. Come in spiaggia, lettini, sdraio e ombrelloni vanno disinfettati a ogni cambio turno e a fine giornata. Le piscine finalizzate a giochi acquatici, come quelle degli acqua park, vanno riconvertite in vasche per la balneazione.

Cosa si può fare nelle palestre

La distanza interpersonale diventa di 2 metri durante l’attività fisica. Anche in questo caso, particolare attenzione all’aerazione e alla promiscuità negli spogliatoi.

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