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Posted by TPI on Monday, 21 September 2020

Coronavirus, la seconda ondata colpisce i giovani: a Seul il 75% dei nuovi contagiati ha meno di 30 anni

Di Redazione TPI
Pubblicato il 14 Mag. 2020 alle 13:10 Aggiornato il 14 Mag. 2020 alle 14:44
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Immagine di copertina
Disinfezione nel quartiere di Itaewon a Seul. EPA/YONHAP SOUTH KOREA OUT

La seconda ondata colpisce i giovani: a Seul il 75% dei nuovi contagiati ha meno di 30 anni

Una nuova ondata di contagi ha colpito la Corea del Sud, ma stavolta i soggetti colpiti hanno al 75 per cento tra i 19 e i 29 anni d’età. Le autorità di Seul, che erano riuscite a contenere le conseguenze legate alla prima ondata pandemica grazie al ricorso alla tecnologia per la tracciatura dei contatti, hanno parlato di “un virus veramente crudele”, come riporta un articolo de La Stampa. La ragione per cui ad essere colpiti in questa seconda ondata sono i giovani è legata alla scelta di riaprire i locali notturni di Itaewon, cuore della movida sudcoreana. Il numero delle persone collegate ai contagi di Itaewon ha raggiunto i 133 contagi accertati in varie zone della Corea del Sud. Di questi, 73 sono nella capitale, secondo quanto riporta l’agenzia Yonhap. Dai dati diffusi dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Kcdc) emerge che 82 dei 133 casi riguardano persone che sono state a Itaewon, mentre le altre sono vittime della catena di trasmissione dell’infezione partita da lì.

“Dal 6 maggio scorso, quando emerse il focolaio di Itaewon sono stati effettuati 35 mila test per il Coronavirus connessi alla diffusione del contagio relativo al quartiere notturno, 15 mila dei quali solo ieri”, ha spiegato oggi un alto funzionario del Ministero della Salute di Seul, Yoon Tae-ho. Le autorità sud-coreane stanno incoraggiando i frequentatori della zona, dove ci sono anche diversi locali gay, a sottoporsi al test, ma molti sono riluttanti a uscire allo scoperto per il timore dello stigma sociale. Il vice ministro della Sanità, Kim Ganglip, ha promesso il rispetto della privacy, tramite test anonimi e una revisione della prassi di rendere pubblici gli spostamenti dei casi positivi al Coronavirus.

Intanto nella città di Incheon, vicino a Seul, sono stati rilevati 14 casi di persone positive al Covid-19 derivanti da una persona che aveva frequentato i locali coinvolti: attualmente, si stima che circa duemila persone abbiano frequentato la zona tra il 24 aprile e il 6 maggio scorso non si siano ancora sottoposte al test. Complessivamente, sono 10.991 i contagi registrati in Corea del Sud e il numero di morti sale a 260, dopo un decesso verificatosi ieri, secondo i dati dei Kcdc.

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