L’allarme dell’università di Yale: “Si può avere il Coronavirus e non guarire più”

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 14 Lug. 2020 alle 08:20 Aggiornato il 14 Lug. 2020 alle 13:29
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Credits: Ansa

Si può avere il Coronavirus e non guarire più: i casi che diventano cronici

Siamo abituati a identificare i malati di Coronavirus come tutti quei cittadini che sono stati costretti al ricovero in ospedale e, in qualche occasione, in terapia intensiva, tuttavia esiste anche un altro macro-gruppo di pazienti che ha sviluppato forme più lievi e moderate del Covid-19 ma che non per questo è meno in pericolo: anzi, molte tra queste persone rischiano di non guarire più. Il Coronavirus, infatti, in alcune forme può diventare cronico: ciò significa che se anche i pazienti, in questo momento, risultano negativi al tampone, può succedere che il virus non venga mai del tutto smaltito dal loro corpo e vi si “nasconda”. Facendo sì che in futuro, in determinate circostanze, il paziente possa tornare positivo e rischi di innescare nuovi focolai. A spiegare questo preoccupante fenomeno a Il Fatto Quotidiano è Alessandro Santin, oncologo della Yale University, che ha seguito centinaia di pazienti Covid-19.

“Tutto ciò che sappiamo fino ad oggi sul Coronavirus – spiega il professore – deriva dallo studio di quel 20 per cento di pazienti che ha sviluppato la forma severa ed è quindi stata ricoverata in ospedale. Non ci si è concentrati per niente su chi era malato a casa. Ma ora vediamo che c’è un numero di persone enorme fuori dagli ospedali che non guarisce e che non sappiamo ancora se guarirà mai. Lo sappiamo dalle chiamate che da mesi continuano a fare ai pronto soccorso, negli Usa”. In altre parole, ci si è concentrati troppo poco sull’80 per cento dei pazienti malati di Coronavirus, ovvero tutti coloro per cui non è stato necessario il ricovero. Persone giovani, sportive, che arrivano a non potersi muovere con naturalezza o addirittura a non potersi alzare dal letto per lungo tempo.

Una su dieci, tra queste persone, è apparentemente guarita dal Covid-19. Ma poi si è ammalata nuovamente: sono tornati i sintomi, anche se il tampone è negativo e il test sierologico sottolinea la presenza di anticorpi. Sintomi che possono durare anche mesi. Come è possibile? Il professor Santin afferma che sono le conseguenze della tempesta citochinica tipica delle forme severe di Coronavirus, quando cioè il sistema immunitario si attiva contro il virus, uccidendolo ma arrivando anche a distruggere i tessuti degli organi. Ci sono due possibili spiegazioni, continua l’esperto della Yale University: la prima è che il virus non sia più presente nell’organismo, ma il sistema immunitario continua a mantenersi attivato perché vede pezzetti residuali di virus, non più attivi, ma ancora in circolo. La seconda è che il virus ci sia ancora, ma nascosto in alcune cellule dei polmoni dette macrofagi alveolari. I tamponi risultano negativi, ma i sintomi non passano e potrebbero addirittura cronicizzarsi. “Alla prima influenza stagionale che abbassa la risposta del sistema immunitario – conclude il professor Santin – potrebbero tornare positivi, perché il virus rientrerebbe in circolo”.

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