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Coronavirus in Italia, ultime notizie. Ordine dei medici chiede lockdown totale in tutto il Paese. Bollettino: 32.616 nuovi casi, 331 morti. Tutto l’Alto Adige diventa zona rossa. Altre Regioni a rischio

Di Antonio Scali
Pubblicato il 8 Nov. 2020 alle 08:05 Aggiornato il 9 Nov. 2020 alle 09:53
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Coronavirus in Italia, le ultime notizie di oggi

CORONAVIRUS ITALIA ULTIME NOTIZIE – Continua a crescere il numero dei contagi di Coronavirus in Italia. Finora l’epidemia ha colpito 935.104 persone, provocando 41.394 morti. Qui le ultime notizie sul Covid-19 nel mondo. Di seguito tutte le ultime notizie sul Coronavirus in Italia di oggi, domenica 8 novembre 2020, aggiornate in tempo reale.

Ore 19,56 – Ordine dei medici chiede lockdown totale in tutto il Paese – “Lockdown totale, in tutto il Paese”: a chiederlo, “alla luce dei dati, soprattutto quelli sui ricoveri in ospedale e nelle terapie intensive”, è il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, Filippo Anelli, sulla pagina Facebook dell’associazione.

Ore 17,30 – Il bollettino di oggi: 32.616 nuovi casi, 331 morti – Sono 32.616 i nuovi casi, con 331 morti. È di 558.636 persone attualmente positive (+26.100), 41.394 morti (+331), 335.074 guariti (+6183), per un totale di 935.104 casi (+32.616), il bilancio inerente all’epidemia di Coronavirus in Italia emerso dal consueto bollettino quotidiano diffuso dalla Protezione Civile e dal ministero della Sanità. Dei 558.636 attualmente positivi, 26.440 (+1331) sono ricoverati in ospedale, 2749 (+115) necessitano di terapia intensiva, mentre 529.447 (+24.654) si trovano in isolamento domiciliare. (I dati completi)

Ore 15,50 – Speranza: “Torni spirito di marzo, ridurre relazioni sociali” – Tra la gente “vedo ancora una consapevolezza che non è all’altezza del problema che stiamo vivendo”. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza a In mezz’ora in più su Rai3. “Ci sono le ordinanze dei ministri e dei presidenti di Regione, c’è il lavoro straordinario dei sindaci – ha insistito – ma deve tornare lo spirito di consapevolezza di marzo. Il virus circola dappertutto e stare in una zona gialla non significa stare in un porto sicuro, perché le difficoltà ci sono in tutti i territori. Se non invertiamo la curva – ha poi sottolineato – il nostro sistema sanitario andrà in crisi. Non possiamo dire che tra qualche settimana sarà tutto a posto se al contempo non rivolgiamo un messaggio molto forte alla responsabilità dei cittadini. Dobbiamo ridurre drasticamente le relazioni sociali”. A chi gli ha chiesto se si riuscirà ad evitare un lockdown a Natale, il ministro ha risposto ribadendo che “non è scritto nel cielo quel che avverrà nelle prossime giornate. Sappiamo che le misure che stiamo mettendo in campo, soprattutto nelle zone rosse, produrranno degli effetti di abbassamento del contagio, ma c’è una variante decisiva che è il comportamento delle persone. Questo può veramente cambiare le cose”.

Ore 15,30 –  Speranza, distribuzione massiva vaccino da marzo-aprile – La distribuzione massiva del vaccino “avverrà sicuramente alla fine del primo trimestre del 2021, o alla fine del primo quadrimestre, ma l’auspicio è che i controlli che l’Ema ha già avviato sulle sperimentazioni più avanzate possano avere un esito positivo anche prima”. Lo ha detto a In mezz’ora in più su Rai3 il ministro della Salute, Roberto Speranza.

Ore 14,45 – Tutto l’Alto Adige diventa zona rossa. L’intero territorio dell’Alto Adige diventa zona rossa. “L’andamento epidemiologico con i numeri in costante crescita e il sempre maggior numero di comuni dichiarati zona rossa lo impongono. E’ inutile ormai applicare due provvedimenti diversi”, ha detto all’Ansa il governatore Arno Kompatscher, che nelle prossime ore firmerà l’ordinanza. Spostamenti tra i comuni saranno solo più concessi per motivi di lavoro, salute, studio e urgenze inderogabili. Nelle ultime 24 ore si sono registrati 781 nuovi casi su 2998 tamponi e 4 decessi.

Ore 12,25 – Zuccatelli: “Mascherine fondamentali, ora lo sappiamo” – Il neo commissario della sanità in Calabria, Giuseppe Zuccatelli, con una nota afferma l’importanza fondamentale dell’uso della mascherina nel contrasto al Covid e replica alle accuse che gli sono state mosse dopo la pubblicazione di un video in cui invece la definiva inutile. “Le mie affermazioni errate, estrapolate impropriamente da una conversazione privata – spiega – risalgono al primo periodo della diffusione del contagio”. “Le mascherine sono parte della fondamentale strategia di contrasto al Covid 19 – afferma – Invito tutti ad utilizzarle, cosi’ come a rispettare il distanziamento fisico”. “Nella prima fase dell’epidemia – aggiunge – la comunità scientifica internazionale riteneva che l’uso delle mascherine fosse da riservare ai soli contagiati e ai sanitari. L’esperienza di questi mesi, tuttavia, ci ha insegnato che si tratta di un virus per molti versi ancora sconosciuto per evoluzione e modalita’ di diffusione. Le conoscenze si sono consolidate nel corso dei mesi, in accordo con gli studi scientifici condotti” (qui il video e la notizia completa).

Ore 10,55 – Dpcm, altre Regioni a rischio “zona rossa” – Con la nuova riunione della cabina di regia sul Covid, in programma per oggi, e l’analisi dei nuovi dati. probabilmente già da domani alcune regioni passeranno dalla zona gialla a quella intermedia, arancione, e alcune potrebbero diventare zona rossa, con conseguente inasprimento delle misure. Secondo quanto riporta il Corriere, le candidate a entrare nella zona arancione, se non addirittura rossa, sono Campania e Liguria, mentre qualche dubbio si avanza anche su Toscana, Emilia-Romagna, Veneto e Lazio. In Liguria, dopo l’inserimento in fascia gialla, la procura di Genova ha fatto sapere che sta “verificando se i dati inviati corrispondono alla realtà”. Il presidente Giovanni Toti si indigna: “È grottesco che qualcuno da Roma metta in dubbio i nostri dati” (qui la notizia completa).

Ore 11,10 Lega Piemonte, Ong mandino medici per aiutarci – Il presidente della commissione Sanità della Regione Piemonte, Alessandro Stecco, consigliere della Lega, professore universitario e medico presso l’ospedale di Novara, lancia un appello a tutte le Organizzazioni non governative: “Dirottate personale sanitario dai vostri ospedali all’estero verso il Piemonte. I posti letto e soprattutto il personale si stanno esaurendo. Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti”.

Ore 9,40 – Brusaferro: “Speriamo primi effetti misure in settimana” – Il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, in un’intervista a Repubblica afferma: “Già dalla prossima settimana speriamo di vedere miglioramenti negli indicatori dell’epidemia. Se rispettiamo i divieti, potremo ridurre la diffusione del virus e riaprire le attività commerciali”. Brusaferro specifica che “in genere a partire dalla terza settimana si apprezzano gli effetti” delle misure, ha ricordato. “Calcolando che il primo Dpcm è stato emesso nella seconda metà di ottobre, questa settimana ne valuteremo l’efficacia”, ha aggiunto. L’indice Rt “è il primo che ci aspettiamo di veder decrescere”, ha spiegato Brusaferro, “se lo portiamo sotto l’1, diminuirà anche il conteggio quotidiano dei nuovi positivi e poi si allenterà la morsa dei ricoverati. L’ultimo fattore che andrà a decrescere è quello dei decessi”.

Ore 8,55 – Zaia: “Sulle fasce nessuno contraddittorio, ora autonomia” – “Nate come strumento di analisi per le Regioni, le fasce sono diventate nottetempo un sistema di classificazione dei territori. Erano un aiuto, si sono trasformate in un giudizio, con un punto debole: manca il contraddittorio tra le parti. Da lì nasce il conflitto”: ad affermarlo è il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia che in un’intervista al Corriere della Sera ha rivendicato il diritto delle Regioni ad essere ascoltate. “Ciò detto, ripeto: l’autonomia è vera assunzione di responsabilità. Ce la diano, poi ciascun cittadino giudicherà”, ha aggiunto. “Vanno definite competenze certe perché la prima fonte di confusione sono proprio i Dpcm, che dove fa comodo impongono, dove non fa comodo delegano a governatori e sindaci”, ha osservato Zaia. In merito all’appello all’unità del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il governatore del Veneto assicura: “Sono sempre stato rispettoso del dialogo, anche quando questo era difficilmente sostenibile, per non dire imbarazzante. L’unità però non può prescindere dalla condivisione del percorso. Non è che uno indica la via e tutti gli altri devono accodarsi”.

Ore 7,00 – Zuccatelli nominato commissario Sanità Calabria – Il Consiglio dei ministri, riunito ieri sera a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Giuseppe Conte, ha deliberato la nomina di “Giuseppe Zuccatelli a commissario ad acta per l’attuazione del vigente Piano di rientro dai disavanzi del servizio sanitario della Regione Calabria”. Lo si legge nel comunicato del Consiglio dei ministri. Zuccatelli, 76 anni di Cesena, è stato anche presidente dell’Agenas e ha avuto anche incarichi manageriali in Campania e Abruzzo.

CORONAVIRUS, COSA È SUCCESSO IERI IN ITALIA

Il bollettino del 7 novembre: 39.811 nuovi casi e 425 morti – È di 532.536 persone attualmente positive (+33.418), 41.063 morti (+425), 328.891 guariti (+5.966), per un totale di 902.490 casi (+39.811), il bilancio inerente all’epidemia di Coronavirus in Italia emerso dal consueto bollettino quotidiano diffuso dalla Protezione Civile e dal ministero della Sanità. Dei 532.536 attualmente positivi, 25.109 (+1104) sono ricoverati in ospedale, 2634 (+119) necessitano di terapia intensiva, mentre 504.793 (+32.195) si trovano in isolamento domiciliare. (Qui i dati completi)

Viminale: possibile chiudere strade e piazze anche prima delle 21 – Con l’entrata in vigore del nuovo Dpcm ci sarà la possibilità di chiusura di strade o piazze anche prima delle 21. Lo scrive il Viminale in una circolare inviata ai prefetti che avrà una durata minima di 15 giorni, ma non superiore al periodo di validità del Dpcm, cioè il 3 dicembre. “La possibilità di disporre la chiusura di strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, già precedentemente prevista dopo le ore 21 – si legge nel documento -, viene espressamente estesa all’intero arco della giornata o comunque a specifiche fasce orarie non predeterminate, sempre fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private”. “Qualunque sia l’area territoriale di riferimento – prosegue la nota del Viminale – l’attuale andamento epidemiologico sollecita i cittadini ad osservare comportamenti responsabili, ispirati al principio di massima cautela, come, peraltro, si rinviene nella forte raccomandazione di limitare gli spostamenti personali nell’area gialla anche nelle fasce orarie della giornata non soggette a restrizioni della mobilità”.

Il commissario della Sanità calabrese Cotticelli si dimette, a breve nuova nomina. “Dovevo fare io il piano Covid? Non lo sapevo”, ha detto Cotticelli in un’intervista a Rai 3. Immediata la reazione di Conte: “Via subito”. Qui la notizia completa.

Conte: “Chi rifiuta le tre fasce ci porta al lockdown” – “Chi ora rifiuta le tre fasce ci porta a sbattere. Serve unità”. È fermo nelle sue convinzioni il premier Giuseppe Conte che in un’intervista al Corriere della Sera dice: “Nessuno ha mai messo in discussione, prima di adesso, questo meccanismo e rifiutarlo significa portare il Paese a sbattere contro un nuovo lockdown generalizzato” e sottolinea che “chi ci accusa di agire sulla base di discriminazioni politiche è in malafede”. Il premier aggiunge: “Non c’è nessuna volontà di penalizzare alcune aree a discapito di altre. Non c’è alcun margine di discrezionalità politica nell’ordinanza del ministro Speranza”. E reputa le Regioni “parte integrante di questo meccanismo” della divisione dell’Italia in tre fasce, sul quale giura “non torniamo indietro” perché “l’alternativa a questo sistema è chiudere ancora una volta il Paese con danni enormi per tutti” e in questo caso “mal comune non sarebbe mezzo gaudio, ma disastro per tutti”. Nell’intervista al quotidiano di via Solferino, Conte difende il criterio adottato delle tre fasce colorate in cui è stata suddiviso il Paese e si esprime contro un lockdown generalizzato, in quanto sarebbe una “ingiustizia imporre lo stesso regime di misure che stiamo applicando alle Regioni rosse anche a cittadini che vivono in territori in condizioni meno critiche”. E precisa: “Unità significa solidarietà, non omogeneità”. E poi Conte si chiede: “Perché una regione meno sofferente dovrebbe subire le medesime restrizioni applicate a una regione più sofferente?”” Alla domanda se c’è il rischio che le Regioni possano falsare i dati o trasmetterne solo una parte, il premier ribatte: “Non oso neppure pensarlo. Significherebbe mettere scientemente a rischio la vita dei propri concittadini, con condotte penalmente rilevanti”.

Cdm approva il decreto ristori bis. Il Consiglio dei ministri ha approvato nella notte il decreto legge ristori bis. Il decreto vale circa 2,5 miliardi, secondo quanto riporta Agi. “Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro dell’economia e delle finanze Roberto Gualtieri, ha approvato un decreto-legge che introduce ulteriori misure urgenti per fronteggiare le conseguenze dell’epidemia da COVID-19”, si legge nel comunicato stampa. “Il testo interviene con un ulteriore stanziamento di risorse, destinato al ristoro delle attività economiche interessate, direttamente o indirettamente, dalle restrizioni disposte a tutela della salute, al sostegno dei lavoratori in esse impiegati, nonché con ulteriori misure connesse all’emergenza in corso”. Qui cosa prevede il decreto

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