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Calabria, pazienti in terapia intensiva passati da 14 a 2 la notte prima del Dpcm: “Dati manomessi”

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 6 Nov. 2020 alle 08:28
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Calabria, pazienti in terapia intensiva passati da 14 a 2: “Dati manomessi”

La notte prima dell’entrata in vigore dell’ultimo Dpcm, quello che ha diviso l’Italia in zone rosse, arancioni e gialle, in Calabria sono stati modificati i dati relativi al numero di pazienti ricoverati in terapia intensiva per Coronavirus: il sospetto è che i dati siano stati manomessi. Un ultimo tentativo per evitare che la Regione finisse nella zona rossa e ripiombasse nell’incubo di un nuovo lockdown, seppure in una versione un po’ più leggera. I sospetti ruotano attorno ai numeri dell’ospedale Annunziata di Cosenza: nella notte tra il 3 e il 4 novembre, il numero dei ricoverati in terapia intensiva comunicati al Dipartimento Salute della Regione Calabria è passato da 14 a 2. E’ il Dipartimento, ogni giorno, insieme alle Aziende sanitarie regionali a trasmettere i dati al ministero della Salute, che elabora il bollettino quotidiano. Evidentemente, in questo modo, qualcuno pensava di risparmiare la zona rossa alla Calabria.

A raccontare cosa è successo è stato Pino Pasqua, il primario di rianimazione dell’ospedale Annunziata: “Martedì 3 novembre, come ogni pomeriggio – ha detto al Corriere della Sera – ho inviato all’Azienda sanitaria il numero dei degenti ricoverati nella mia Unità, in tutto 14 persone. Dieci erano in terapia intensiva, due in sub intensiva, quest’ultimi erano meno gravi perché hanno un fabbisogno diverso, collaborano, hanno una ventilazione meno invasiva”. Questi dati sono stati poi inviati all’Ufficio Unità speciale di continuità assistenziale, dove sono stati uniti ad altri numeri provenienti dal territorio e inviati al Dipartimento Salute della Regione Calabria, che ha elaborato il bollettino regionale. In serata, però, la Regione Calabria ha emanato un nuovo bollettino sui dati dei ricoveri in terapia intensiva dove ha cancellato il numero dei ricoverati per Covid giunti dall’ospedale di Cosenza, facendolo passare da 14 a 2. Una decisione del tutto autonoma, con l’Asp cosentina all’oscuro di tutto.

Non si sa chi sia stato a manomettere il dato. Ciò che è certo è che nella serata del 3 novembre la Regione Calabria ha comunicato un numero di pazienti in terapia intensiva decisamente più basso della realtà. Uno dei dirigenti del Dipartimento Salute, rimasto anonimo, ha detto al Corriere della Sera che la “manina” che ha manomesso i dati l’avrebbe fatto per evitare di aumentare il numero dei ricoveri in terapia intensiva allo scopo di evitare la zona rossa in Calabria. Alla fine, però, si è rivelato tutto inutile.

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