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Conte ha firmato il nuovo Dpcm. Lockdown, chiusure, coprifuoco: ecco tutte le nuove misure

Di Anna Ditta
Pubblicato il 4 Nov. 2020 alle 06:42 Aggiornato il 4 Nov. 2020 alle 15:32
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Immagine di copertina

Nuovo Dpcm 4 novembre, cosa prevede: Italia divisa in 3 zone | Covid

Nella notte è arrivata la firma del premier Giuseppe Conte sul nuovo Dpcm con le nuove restrizioni anti-Covid, che sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale stamattina, mercoledì 4 novembre 2020: ma cosa prevede il nuovo provvedimento? Sono stati necessari giorni di trattative serrate tra le forze di maggioranza, le Regioni e gli amministratori locali. I governatori chiedevano regole nazionali, mentre Conte ha spinto per la creazione di “zone rosse” regionali in base alla diffusione territoriale del virus indicata dall’indice Rt. Il nuovo provvedimento dispone “un lockdown light“, come anticipato dalla sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa, nelle Regioni inserite nella zona rossa. Dal 5 novembre al 3 dicembre l’Italia sarà dunque divisa in tre aree: zone rosse (ad alto rischio), arancioni (intermedio) e gialle (più sicure). In un primo tempo il terzo colore era il verde, poi il Governo ha preferito il giallo per non far passare il messaggio che ci fossero zone esenti da rischi. Ognuna avrà regole e divieti diversi: nelle prossime 24 ore si saprà in quale zona è stata collocata ogni Regione, in base all’indice Rt e altri 21 criteri “oggettivi”, come spiegato da Conte.

Ma nella notte, dopo la firma, è scoppiata la polemica tra il Governo e i presidenti delle Regioni. “Destano forti perplessità e preoccupazione le disposizioni che comprimono ed esautorano il ruolo e i compiti delle Regioni e delle Province autonome”, si legge nel documento firmato dal presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini. “Le Regioni – continua il documento – chiedono di varare il provvedimento Ristori insieme al Dpcm”, e “ribadiscono la richiesta di univoche misure nazionali e, in via integrativa, provvedimenti più restrittivi di livello regionale e locale”. Da chiarire, infine, ”chi può e deve disporre la chiusura al pubblico di strade e piazze nei centri urbani”. Ecco quali sono nel dettaglio le nuove restrizioni.

Dpcm 3 novembre – TestoDpcm 3 novembre – Allegati 1 e 2

Dpcm 4 novembre | Il coprifuoco alle 22

Il nuovo Dpcm prevede che i cittadini non possano più uscire di casa dopo le 22 e fino alle ore 5. In questa fascia oraria sono consentiti esclusivamente “gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute”. Nel Dpcm, inoltre, è “in ogni caso fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche, per tutto l’arco della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi”.

L’intesa sul coprifuoco sembrava essere stata raggiunta per le 21, ma oggi il governo ha optato per rinviare di un’ora. Parte del Comitato tecnico scientifico spingeva già da qualche giorno per un coprifuoco ancora più restrittivo, che partisse cioè alle ore 18. Dopo le 22, sarà dunque possibile uscire da casa solo in caso di necessità e urgenza, muniti di autocertificazione.

Le tre aree di rischio

Nelle Regioni saranno prese delle misure mirate sulla base dei livelli di rischio. Infatti, il Paese sarà diviso in tre aree a seconda dell’indice di contagio (Rt) e di altri 21 parametri di rischio – che monitorano lo stato delle strutture ospedaliere e altri fattori – calcolati per ogni Regione. Significa che saranno previste limitazioni “base” per tutte le Regioni, contenute nel Dpcm, e altre più stringenti man mano che si sale nella scala del rischio – basso, intermedio o alto – le quali entreranno in vigore con un’ordinanza del ministero della Salute. Qui i dettagli sui parametri.

Nelle zone rosse (secondo le indiscrezioni dovrebbero essere Lombardia, Piemonte, Calabria, Alto Adige, Valle d’Aosta e forse Campania) è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori, e perfino gli spostamenti all’interno del territorio, salvo che per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute. La didattica a distanza in queste regioni scatterà già dalla seconda media. Resteranno chiusi bar, pasticcerie, ristoranti, e tutti i negozi che non vendono beni essenziali. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio e – fino alle 22 – la ristorazione con asporto, con divieto di consumare sul posto o nelle vicinanze. Restano aperti i negozi di alimenti e bevande nelle aree di servizio e rifornimento carburante lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti. Come anche le industrie. Salvi parrucchieri e centri estetici. Per quanto riguarda l’attività motoria, “è consentita in prossimità della propria abitazione purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie; è altresì consentito lo svolgimento di attività sportiva esclusivamente all’aperto e in forma individuale”.

Nelle zone arancioni istituite dal Dpcm del 4 novembre bar, ristoranti, gelaterie e pasticcerie resteranno chiusi sempre e non più solo dopo le 18. Salvi parrucchieri e centri estetici. Dovrebbe essere vietato ogni spostamento in un Comune diverso da quello di residenza o domicilio, salvo comprovate ragioni di lavoro, studio, salute. Sui mezzi pubblici la capienza sarà al 50 per cento, alle scuole superiori ci sarà didattica a distanza al 100 per cento, stop ai musei e coprifuoco dalle 22.

Nelle zone gialle, oltre al solito coprifuoco dalle 22 alle 5, ci sarà la didattica a distanza al 100 per cento alle superiori, sui mezzi pubblici la capienza sarà al 50 per cento, centri commerciali chiusi nei weekend e nei giorni festivi, chiusi anche musei, mostre e sale bingo. Bloccate le crociere. Sospesi i concorsi pubblici, anche quello della scuola, tranne quelli che riguardano il personale sanitario. Consentito l’accesso ai parchi, sempre rispettando la regola del distanziamento di un metro.

Lockdown regionali e limiti agli spostamenti tra Regioni

Nelle Regioni che, sulla base dei parametri individuati, sono ritenute più a rischio, il ministro della Salute Roberto Speranza di concerto con i governatori, potrebbe decidere il lockdown regionale. Sono in particolare tre le Regioni che rischiano un lockdown totale a causa dei troppi casi da Coronavirus: Lombardia, Piemonte e Calabria (qui i dati delle tre regioni). Il Dpcm prevede inoltre l’imposizione di limiti agli spostamenti da e per le Regioni a rischio, salvo esigenze di lavoro, studio e salute.

Possibile chiusura strade o piazza se assembramenti

Può essere disposta per tutta la giornata o in determinate fasce orarie la chiusura al pubblico di strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento. Nel provvedimento è fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private.

Riduzione degli orari per le attività commerciali e chiusura dei centri commerciali nei weekend

Il nuovo provvedimento del governo prevede una riduzione degli orari per le attività commerciali e la chiusura dei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi, per ridurre le occasioni di assembramento ed evitare che queste provochino la diffusione del virus. Chiudono anche i negozi per le scommesse sportive. Sono sospese le mostre e i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura.

Dpcm 4 novembre | Più didattica a distanza nelle scuole

Nel Dpcm anche la previsione dell’obbligo di didattica a distanza integrale per le scuole secondarie di secondo grado, ovvero per le scuole superiori. “Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica” in modo che “il 100 per cento delle attività sia svolta tramite il ricorso alla didattica digitale integrata”, si legge nella bozza del Dpcm. “Resta salva – si legge nella bozza – la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia richiesto l’uso di laboratori o sia necessaria in ragione della situazione di disabilità dei soggetti convolti e in caso di disturbi specifici di apprendimento e di altri bisogni educativi speciali, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata, in modo che sia garantita una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione”. Nel provvedimento del 25 ottobre, il governo aveva previsto l’obbligo della didattica a distanza per una percentuale pari ad almeno il 75 per cento, per questo tipo di istituti.

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