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Federico Quaranta aggredito da tre ragazzini: “A Milano è fallita un’idea di convivenza”

Immagine di copertina
Credit foto: Instagram e AGF

Il conduttore Rai è riuscito a sventare una tentata rapina. La riflessione sui social: "Una società è povera non quando produce molti poveri, ma quando genera sempre più persone convinte che l’unico modo di esistere sia togliere qualcosa a qualcun altro". Molti commenti da altre figure dello spettacolo

Il conduttore Rai Federico Quaranta è stato aggredito in strada a Milano da tre giovani che hanno tentato di rapinarlo: è riuscito a mettere in fuga i criminali e ne è uscito illeso, ma l’episodio lo ha spinto a condividere sui social una riflessione sulla frammentazione sociale che attraversa il capoluogo lombardo. Il messaggio è diventato in poche ore virale ed è stato commentato da diversi volti noti del mondo dello spettacolo.

L’aggressione è avvenuta nella notte tra lunedì 6 e martedì 7 luglio. Quaranta – 59 anni, una lunga carriera tra radio e tv in programma come Linea Verde, Decanter e Il Provinciale – stava rientrando a casa dopo un viaggio, quando è stato avvicinato da tre ragazzi “giovanissimi” che hanno tentato di derubarlo de puntavano di zaino, valigia e orologio.

“Ho reagito, probabilmente non se lo aspettavano, ho rischiato grosso, è andata bene”, scrive la vittima dell’aggressione. “Forse sarebbe stato meglio mollare il bottino. Poteva andare molto peggio. Ma tornando a casa ho continuato a farmi una domanda: Che città stiamo costruendo?”.

“Milano, così come molte altre città italiane, ormai, assomiglia sempre più a una moderna Commedia di Dante”, osserva Quaranta: “Solo che abbiamo invertito l’Inferno. Al centro ci sono i recinti dorati. Le vetrine blindate. Le case che costano quanto una vita. I quartieri dove il lusso non è più un privilegio ma un sistema di difesa. Poi, cerchio dopo cerchio, la metropoli cambia pelle. I marciapiedi si consumano. Le serrande si abbassano. I servizi scompaiono. Le scuole arrancano. Le occasioni diminuiscono. E la distanza fra chi ha tutto e chi pensa di non avere più niente diventa un abisso”.

“L’antropologia – prosegue il conduttore – ci insegna che ogni comunità ha bisogno di sentirsi parte di un destino comune. La sociologia ci ricorda che, quando quel destino si spezza, nasce la frammentazione. Prima il quartiere. Poi la banda. Poi il branco. Infine il nemico: un uomo che torna a casa da sua figlia, con uno zaino pieno di esperienze, una borsa di vestiti da lavare ed un vecchio orologio, ricordo del suo amatissimo padre. E il nemico diventano tre ragazzi giovanissimi, tappezzati di brand, divorati dalla rabbia sociale e dalla vendetta. É così che il marchio sostituisce l’identità. La griffe diventa appartenenza. La violenza diventa linguaggio. Il furto diventa riscatto. Ma non è reale. È soltanto una sconfitta. Così come la mia reazione insensata. Di tutti”.

“La città – conclude Quaranta – smette di essere comunità quando i suoi cittadini non condividono più lo stesso spazio. Soltanto la stessa paura. E una società è povera non quando produce molti poveri. Ma quando genera sempre più persone convinte che l’unico modo di esistere sia togliere qualcosa a qualcun altro. Quella non è criminalità. È il fallimento di un’idea di convivenza, che riguarda tutti”.

Il post ha ricevuto decine di migliaia di commenti, tra cui quelli di alcuni personaggi del mondo dello spettacolo. Jovanotti e Frankie hi-nrg mc si sono limitati all’emoj del cuoricino, mentre Anna Falchi scrive: “Mi dispiace! Tutto corretto e l’importante è che tu stia bene”. “Non si può convivere con la paura, per noi e per le persone che amiamo. Non è vita”, commenta Alessia Mancini. Il pasticciere Sal De Riso aggiunge: “Siamo messi veramente male. Bisogna agire subito e seriamente contro questi delinquenti”.

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