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Coronavirus in Italia. Scuole, ufficiale la riapertura il 14 settembre. Il bollettino: 259 nuovi casi e 30 morti

Le ultime notizie sul Covid-19 nel nostro paese

Di Giulia Angeletti
Pubblicato il 26 Giu. 2020 alle 09:23 Aggiornato il 26 Giu. 2020 alle 22:16
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Immagine di copertina
Credit: ANSA / FUSCO

CORONAVIRUS ITALIA ULTIME NOTIZIE – È di 18.303 persone attualmente positive, 34.678 morti e 186.725 guariti, per un totale di 239.706 casi, il bilancio relativo all’epidemia di Coronavirus in Italia secondo l’ultimo bollettino della Protezione Civile. Qui le ultime notizie sul Covid-19 nel mondo. Di seguito le ultime notizie dall’Italia sul Coronavirus di oggi, venerdì 26 giugno 2020, aggiornate in tempo reale.

Ore 22 – Merkel: “Italia usi il Mes”. Conte: “A fare i conti sono io” – “Il fondo di solidarietà, il Recovery Fund, non può risolvere tutti i problemi, ma non averlo rafforzerebbe il problema. Una disoccupazione troppo forte in un Paese può avere un effetto esplosivo. I pericoli per la democrazia sarebbero a quel punto maggiori”. Quindi “l’Italia pensi ad attivare il Mes”. A dirlo in un’intervista a La Stampa è stata la cancelliera tedesca Angela Merkel. Pronta la risposta del premier italiano Conte: “Rispetto alle sue opinioni, non è cambiato nulla. Ma a fare i conti sono io, con il ministro Roberto Gualtieri, i ragionieri dello Stato e i ministri”. E aggiunge: “Ci stiamo predisponendo per un Recovery Plan italiano che presenteremo a settembre”.

Ore 19,20 – In tre Regioni l’indice Rt sopra l’1 – Sono tre le regioni con indice di contagio Rt sopra 1: il Lazio (1,24), che era già sopra la soglia la scorsa settimana, l’Emilia Romagna e la Lombardia, che salgono a 1,01 rispettivamente da 0,62 e 0,82. È quanto emerge dal report settimanale di monitoraggio di ministero della Salute e Iss. In generale, sono diverse le regioni con un Rt in salita: la Toscana sfiora l’1 a 0,96 (era a 0,74 una settimana fa), sale la Sicilia a 0,83 (da 0,72) e il Veneto è a 0,81 contro lo 0,69 di sette giorni fa. Rimane a zero l’Umbria, mentre la Calabria schizza da 0,04 a 0,43. In calo invece il Molise, da 0,35 a 0,09. Il Piemonte è a 0,69 (da 0,56), le Marche a 0,86 (da 0,59). La situazione continua a essere buona e l’indice Rt è sotto 1 su scala nazionale. Naturalmente persistono differenze nell’incidenza tra regione e regione. Sono presenti dei focolai anche di una certa rilevanza, che indicano che il virus in determinati contesti è in grado di circolare rapidamente. Ciò induce a mantenere i comportamenti adeguati e soprattutto identificare e contenere prontamente i focolai che dovessero insorgere come attualmente si sta facendo”. Così Gianni Rezza, direttore generale Prevenzione del ministero della Salute, commentando i dati del monitoraggio settimanale di ministero e Iss.

Ore 18,10 – Conte: “Un miliardo per la scuola. Basta classi pollaio” – “Abbiamo un ulteriore miliardo che stanziamo per ulteriori investimenti sulla scuola, che ci dovrà consentire di avere una scuola più moderna, sicura e inclusiva. E nel Recovery Fund un importante capitolo sarà dedicato proprio agli interventi sulla scuola”. Lo dice il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi.

“Dopo questa emergenza che ci ha provato, ora abbiamo l’opportunità di investire in percorsi di formazioni per i ragazzi e contrastare la povertà educativa e la dispersione scolastica. Vogliamo anche una migliore formazione digitale per il personale scolastico e vogliamo classi meno affollate, le cosiddette classi pollaio non ci piacciono affatto e non le tolleriamo più. “Vogliamo anche percorsi personalizzanti per ragazzi in modo che si possano immettere nel mondo delle imprese con maggiore rapidità e competenze”.

A illustrare le linee guida poi la ministra Azzolina e che sono immediatamente operative: un miliardo di euro in più, che la titolare di viale Trastevere ritiene sia un grande traguardo, insieme ai 4,6 miliardi stanziati da gennaio per la scuola: “La scuola non ne ha mai visti. Non è stato facile stanziare questo miliardo in più, ma è fondamentale – e ha continuato – gli studenti torneranno in classe il 1° settembre, vale a dire coloro che hanno avuto maggiori difficoltà e poi torneranno tutti il 14.”

Ore 18,00 – Il bollettino della Protezione Civile – È di 17.638 persone attualmente positive (-665) 34.708 morti (+30) e 187.615 guariti (+890) per un totale di 239.961 casi (+259) il bilancio aggiornato dell’epidemia di Coronavirus in Italia secondo l’ultimo bollettino diramato dal ministero della Salute, che da ieri sostituisce quello della Protezione Civile. In crescita dunque la curva epidemica in Italia, con i nuovi casi che sono schizzati dai 190 di ieri ai 259 di oggi.

Prosegue il calo dei ricoveri: meno 156 in regime ordinario (1.356 totali) e meno 2 terapie intensive, scese a 105. I pazienti in isolamento domiciliare sono 16.177. Infine, sono stati effettuati 52.768 tamponi contro i 56.061 di ieri. Qui il bollettino 

Ore 16,15 – Scuole, ufficiale la riapertura il 14 settembre – Regioni ed enti locali hanno espresso un parere positivo sulle linee guida del Ministero dell’Istruzione per la ripresa dell’attività scolastica a settembre. Lo confermano fonti del ministero. Le lezioni riprenderanno, in particolare, il 14 settembre.

Ore 14,50 – Oms: “Come la Spagnola, giù in estate e poi ripresa feroce a settembre e ottobre”- Il comportamento tra l’andamento della pandemia di Coronavirus e quello della Spagnola secondo Guerra (Oms) è sostanzialmente identico finora: “Si sta comportando come avevamo ipotizzato” e “il paragone è con Spagnola che si comportò esattamente come il Covid: andò giù in estate e riprese ferocemente a settembre e ottobre, facendo 50 milioni di morti durante la seconda ondata”. E questa è la risposta alla lettera di esperti che hanno parlato di “emergenza finita”.

Ore 14,30 – Infettivologo, ci saranno altri focolai in Italia. “Il virus circola molto meno di prima ma continua ad esserci. Dobbiamo evitare che faccia tanti focolai insospettati”. A dirlo è stato il direttore delle malattie infettive del policlinico S. Orsola di Bologna, Pierluigi Viale, interpellato sul focolaio registrato all’interno della Bartolini. “La domanda è quando e non se ci sarà un nuovo focolaio. Era scritto nella pietra che ci sarebbero stati focolai in giro per l’Italia in questa fase. Il virus è sempre qui. È una leggenda quella che il virus sia diventato più buono”, ha spiegato.

Ore 11,45 – Il viceministro Sileri: “Un errore il bollettino contagi ogni giorno. Non chiamerei malati tutti i positivi” – “Potessi tornare indietro non darei i dati sul contagio giorno per giorno e non chiamerei malati tutti coloro che sono stati testati positivi”. È quanto afferma il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri, che in un’intervista al gruppo dei quotidiani Nazione-Carlino-Giorno afferma che “l’epidemia per come l’abbiamo conosciuta non c’è più” anche se il Coronavirus “sarà sconfitto quando avremo un vaccino che dovrà essere sicuro ed efficace”.     Poi aggiunge: “Il virus c’è ma circola meno” e “io ho parlato di tornare a vivere, sempre con la consapevolezza che il virus esiste”, ma “se si mantiene la distanza tra le persone si può stare senza mascherina”. Anche in spiaggia, mantenendo la distanza tra gli ombrelloni “come indicato dalle norme”. “È utile”, dice Sileri che dice che il ritorno alla circolazione “non si è trattato di un via libera, ma di una considerazione di buon senso”. Così come il decadimento del divieto di baciarsi per i ragazzi. E Sileri si chiede: “Come si fa a vietare a due ragazzi di socializzare, anche con un bacio? E quanto dovrebbe durare questo divieto?”.

Ore 11,25 – Il virologo Crisanti: “L’Italia rischia nuove chiusure” – “La malattia si diffonde rapidamente e l’Italia rischia nuove chiusure”: è l’avvertimento del virologo Andrea Crisanti, direttore della microbiologia all’Università di Padova, in un’intervista rilasciata a Repubblica in cui fa il punto sull’epidemia di Coronavirus nel nostro Paese e nel mondo. Sull’Italia, che non ha chiuso rapidamente, Crisanti dice: “Forse potevamo farlo prima, ma abbiamo agito bene sul lockdown. Per questo ora siamo in una situazione migliore di molti Paesi”. Da noi si rischia di dover prendere decisioni come in Germania? “Nessuno può dirlo ma ovviamente è nelle probabilità che succedano cose di questo genere”. Leggi la notizia completa

Ore 11,00 – Garante: in Rsa rischio focolai ancora reale – “La gravità delle conseguenze della diffusione del virus nelle Residenze sanitarie assistenziali per anziani (Rsa) è un dato di cronaca”. Lo scrive il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà, nella sua relazione al Parlamento, in cui sottolinea che “il lavoro di monitoraggio sulla diffusione del Coronavirus all’interno della molteplicità delle strutture socio-sanitarie assistenziali non è ancora concluso e che il rischio di nuovi focolai al loro interno è tuttora reale”. A tali strutture il Garante ha voluto dedicare una specifica attenzione collaborando alla Survey nazionale sul contagio Covid-19 nelle strutture residenziali e sociosanitarie dell’Istituto superiore di sanità: dall’indagine emerge come il 41,2 per cento dei decessi abbia riguardato persone risultate positive al Covid o con sintomi simil-influenzali o respiratori. Nella Provincia di Trento si registra il tasso di mortalità per Covid-19 più alto (2,7 per cento), mentre in Lombardia esso è pari all’1 per cento a fronte di un tasso del 6,5 per cento di decessi con sintomi simil-influenzali e respiratori”.

Ore 10,30 – Mondragone: ancora tensioni nella notte, incendiata un’auto – C’è stata ancora tensione nella notte a Mondragone, in provincia di Caserta, nell’area dei palazzi ex Cirio, che da lunedì è zona rossa a causa di una cinquantina di contagi da Coronavirus, diffusi in particolare nella comunità bulgara che abita in quell’area. Verso le 2 i vigili del fuoco sono intervenuti per l’incendio di un furgoncino in viale Margherita, a ridosso dei palazzi. Secondo le prime informazioni il mezzo dovrebbe essere di proprietà di un bulgaro. Dai primi accertamenti sembra che la causa sia dolosa e che sia stata usata una bottiglia incendiaria.

Ore 9,05 – Nuovi focolai in Piemonte, tra frontalieri ossolani con la Svizzera – C’è preoccupazione per due nuovi focolai di Coronavirus scoperti in Ossol0a, Piemonte. Entrambi sono riconducibili al mondo dei frontalieri. A confermarlo è l’Asl del territorio Verbano-Cusio-Ossola (Vco). Si tratterebbe di 13 persone contagiate in tutto. A trasmettere la malattia sembra siano stati due lavoratori a loro volta contagiati oltre confine: uno lavora in Vallese, l’altro in Ticino. “Nel caso del frontaliere impiegato in Canton Vallese – spiegano dall’Asl – ci sono tra i contatti due persone con sintomi lievi e 6 asintomatici, mentre per il frontaliere del Canton Ticino abbiamo una persona ricoverata in ospedale con condizioni non gravi del quadro clinico e i contagi sono in tutto 5”. Dall’Asl Vco fanno anche sapere che per circoscrivere i due focolai si stanno eseguendo numerosi tamponi sia sui familiari sia sui contatti delle persone interessate.

Ore 09.00 – Salvini: “Sui vitalizi su segnale disgustoso. Zone rosse? Le fa solo il governo” –  “Abbiamo votato contro, mi spiace che non sia stato sufficiente. La posizione della Lega era e rimane coerente. Faremo tutto quello che è possibile. In un momento come questo, è un segnale disgustoso e vergognoso ma non è di tutta la politica. Spero si trovi il modo di tornare indietro”. Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, ad Agorà su Rai 3, commentando il voto della commissione contenzioso del Senato di ieri sera sui vitalizi che ha ripristinato i vitalizi. Il leader della Lega ha parlato anche dell’istituzione di nuove zone rosse: “Se ci sono dei focolai è giusto chiudere. Se il governatore della Campania chiede l’esercito e le zone rosse, vuol dire che la zona rossa la può fare soltanto il governo”.

Poi una battuta sull’ipotesi di uno scostamento di bilancio: “Votare un nuovo scostamento di bilancio? Assolutamente, il primo è passato grazie alla Lega e al centrodestra. Se c’è l’interesse degli italiani e i soldi per le famiglie, la Lega e il centrodestra ci sono. Siamo arrivati a fine giugno, il decreto che stiamo discutendo ora in aula all’inizio si chiamava decreto aprile e verrà approvato a luglio. Gli altri paesi europei stanno correndo. Noi ci siamo ma sembra che questo governo non sia più in grado di gestire questa fase e sarebbe meglio lasciar fare ad altri”.

CORONAVIRUS ITALIA – COSA È SUCCESSO IERI

Mondragone, tensione nella zona rossa: arriva l’esercito – Si aggrava il bilancio del focolaio di Coronavirus scoppiato a Mondragone, in provincia di Caserta, nel complesso residenziale ex-Cirio, abitato da una comunità di braccianti bulgari: sono 49 i nuovi positivi rilevati nella cittadina della Campania (e l’impatto di questi numeri si vede anche nel bollettino di oggi sul Covid-19). I tamponi effettuati, al momento, sono poco più di 700. Ma mentre le autorità sanitarie si impegnano ad arginare la nuova ondata di contagi, per le strade di Mondragone scoppiano tensioni e proteste, soprattutto ai confini della zona rossa istituita dalla Regione lunedì 22 giugno e valida fino a giorno 30. Al punto da spingere la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, a mobilitare l’esercito per calmare gli animi e garantire la sicurezza di tutti (Qui tutti i dettagli).

Bartolini: tamponi a 370 lavoratori – Nella sola giornata di oggi sono stati sono stati sottoposti a tampone “altri 170 lavoratori, tutti i drivers ed i dipendenti operativi della filiale” bolognese della Bartolini dove si è registrato un focolaio di Coronavirus: a comunicarlo è la stessa azienda di trasporti merci e consegne di Bologna. A questi 170 si aggiungono altri 200 tamponi fatti nei giorni scorsi che portano, quindi, ad un numero complessivo di 370 lavoratori sottoposti al test. Brt Corriere Espresso “sta seguendo e gestendo con estrema attenzione l’evolversi della situazione legata al cluster Covid-19 verificatosi nel proprio magazzino di Bologna Roveri, e originato da lavoratori di servizi logistici di magazzino gestiti da una società esterna. L’azienda – si spiega in una nota – si è prontamente attivata in stretta collaborazione con l’Azienda sanitaria locale in via precauzionale, al fine di contingentare e razionalizzare le attività operative e contemporaneamente per la verifica della diffusione del contagio, in rigorosa conformità al Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro’”. Sono state dunque “prontamente attuate le necessarie misure di sicurezza a tutela degli operatori e dei dipendenti e di verifica di diffusione del contagio”. L’azienda rende noto che “è stato effettuato lo screening attraverso tampone naso-faringeo dei circa 200 lavoratori, che attualmente ha evidenziato la presenza di alcuni positivi asintomatici”. Inoltre per tutti i lavoratori coinvolti “è stato disposto l’isolamento domiciliare, come previsto dai protocolli sanitari nell’ambito della emergenza Covid”.

Studio Iss, zanzare non possono trasmettere virus. Sia la zanzara tigre (Aedes albopictus) che la zanzara comune (Culex pipiens) non sono in grado di trasmettere il virus SARS-CoV-2. Lo dimostrano i dati preliminari di uno studio condotto da un team di entomologi e virologi dell’Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, proprio per valutare, attraverso prove di infezione sperimentale, la competenza vettoriale delle due specie di zanzare. La ricerca ha mostrato che il virus, una volta penetrato all’interno della zanzara mediante un pasto di sangue infetto, non è in grado di replicarsi e quindi di essere successivamente inoculato dalla zanzara attraverso una puntura. I risultati definitivi, che saranno pubblicati a breve dall’ISS e dall’IZSVe, forniranno quell’evidenza sperimentale, finora teoricamente ipotizzata, che permetterà di escludere in modo scientifico il coinvolgimento delle zanzare nella possibile trasmissione del COVID-19, rispondendo in modo chiaro e definitivo alle legittime preoccupazioni legate al ruolo delle zanzare nella trasmissione di numerose malattie. Preoccupazioni rese ancora più attuali dall’emergenza COVID-19 e dall’inizio della stagione calda.

Scontro tra esperti, Clementi: “Crisanti? Si occupava di malaria…” –  “Ormai ci sono pochi sintomi”, e il rischio di aggravarsi è basso: fa ancora discutere il documento sul Coronavirus firmato da dieci scienziati, fra cui Alberto Zangrillo, Giorgio Palù e Massimo Clementi. Clementi, direttore del laboratorio di microbiologia e virologia dell’Ospedale San Raffaele di Milano, a Circo Massimo, su Radio Capital, ha spiegato: “Ho firmato insieme ad altri nove colleghi una valutazione dell’attuale situazione, che non vuol dire che l’emergenza è finita ma che, grazie anche alle misure che sono state prese, in questo momento gli ospedali si stanno svuotando, le terapie intensive non ricoverano più, i pazienti sono quasi tutti asintomatici e il numero delle infezioni si sta riducendo. Tutto questo è positivo, ma è ovvio che non significa liberi tutti, perché se così fosse rischieremmo di riprecipitarci. Non c’è polemica, c’è maggiore sensibilità nei confronti della situazione anche in base a quello che ciascuno vede nello svolgimento della propria attività”.

Ma la polemica invece c’è. Ci sono tanti esperti in disaccordo, e tra loro c’è Andrea Crisanti dell’Università di Padova, per cui quel manifesto “invia alle persone un messaggio incoerente e incoraggia comportamenti non in linea con la strategia prudenziale adottata finora. Quando mi vengono a dire che gli asintomatici non trasmettono l’infezione mi cadono le braccia”. “Crisanti – ha commentato Clementi – fino a qualche tempo fa si occupava di malaria, ora è stato catapultato in questo problema, e lo inviterei anch’io alla prudenza, perché non parliamo di malaria ma di altro. Ognuno di noi ha una storia, io sono trent’anni che faccio il virologo”.

La protesta di Salvini di fronte al ministero dell’Istruzione – Il leader si è scagliato contro la ministra Lucia Azzolina e contro il Piano Scuola: “Sono qui da genitore e non da senatore. C’è un ministro non in grado di gestire la situazione, non c’è certezza per i presidi, i genitori, i sindaci e i nostri figli: non si sa quando si riparte, dove e come si riparte, chi mette la mascherina, chi mette il plexiglas. Chi paga non si sa, chi sanifica nemmeno. Un governo che mette la scuola in fondo a tutto non fa il bene del Paese”. Qui la notizia completa

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