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Coronavirus in Italia, ultime notizie. Cts, prorogare stato emergenza fino al 31 luglio. Mondiali Cortina a porte chiuse

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 12 Gen. 2021 alle 06:38 Aggiornato il 12 Gen. 2021 alle 20:49
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Immagine di copertina
Dosi di vaccino pronte all'uso Credits: ANSA

Coronavirus in Italia, ultime notizie

CORONAVIRUS ITALIA, ULTIME NOTIZIE – La pandemia di Coronavirus in Italia non accenna a placarsi: oggi si sono registrati 616 morti legati al Covd-19. Intanto prosegue la campagna di vaccinazione, ormai entrata nel vivo. Di seguito le ultime news sul Coronavirus in Italia di oggi, martedì 12 gennaio 2021, aggiornate in tempo reale (qui invece tutte le notizie sul Covid dal mondo).

CORONAVIRUS IN ITALIA: LA DIRETTA

Ore 19,40 – Cts, grande preoccupazione per riapertura impianti sci – “Grande preoccupazione” per la riapertura degli impianti sciistici. Lo avrebbero espresso gli esperti del Comitato tecnico scientifico sottolineando tra l’altro che molte delle regioni in cui si trovano gli impianti sono proprio quelle dove la pandemia sta colpendo più duramente.

Ore 19,00 – Vaccino, in Italia finora 752.608 somministrazioni – Sono 752.608 i vaccini anti-Covid somministrati finora in Italia, secondo quanto risulta dal dato ufficiale sul sito del commissario straordinario Domenico Arcuri.

Ore 18,55 –  Cts, Mondiali Cortina a porte chiuse – I Campionati mondiali di sci alpino in programma a Cortina d’Ampezzo dal 7 al 21 febbraio si svolgeranno a porte chiuse, quindi senza la presenza di pubblico. Lo ha deciso oggi il Cts. Gli organizzatori dell’evento iridato ai piedi delle Tofane sono in attesa della risposta in merito ai protocolli che sono stati inviati.

Ore 18,50 – Cts: Prorogare stato emergenza fino al 31 luglio. Prorogare lo stato d’emergenza fino al 31 luglio. È questa, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, l’indicazione che il Comitato tecnico scientifico riunitosi oggi ha dato al governo in vista del nuovo Dpcm. L’indicazione tiene conto dello scenario internazionale, della pressione ancora alta sulle strutture sanitarie e della necessità di proteggere la campagna vaccinale appena iniziata.

Ore 18,45 – Burioni: “In Israele vaccinato il 20% degli over 60. I casi gravi iniziano a calare”. Il professor Roberto Burioni, virologo dell’Università San Raffaele di Milano, ha sottolineato che in Israele sembra essersi piegata la curva dei casi gravi. “Occhi puntati su Israele, il vaccino fornisce lieve protezione dopo 2 settimane, 2 settimane fa il 20% degli ultrasessantenni era vaccinato”, scrive Burioni su Twitter. “La curva dei casi gravi si piega, speriamo che non sia una fluttuazione. Lo sapremo nei prossimi giorni. Dita incrociate”. Qui la notizia completa.

Ore 17,20 – Vaia: “Il vaccino Reithera disponibile a giugno-luglio. Renderà l’Italia autosufficiente”. “Siamo a buon punto, è probabile che sarà pronto a giugno-luglio, se si verificheranno due condizioni: la prima è che lo Stato italiano ci dia il suo sostegno in termini di finanziamento e questo lo do per scontato, la seconda condizione è che anche gli Stati latino-americani ci diano la possibilità di sperimentare fase 2 e fase 3”, a dirlo è Francesco Vaia, direttore sanitario dell’Istituto Spallanzani di Roma, ospite del programma ‘L’imprenditore e gli altri’ condotto da Stefano Bandecchi su Cusano Italia Tv. “È da poco iniziata la fase 2, poi ci sarà la fase 3. Immaginiamo che il governo, come già annunciato, calerà una fiche sul nostro vaccino che, con una produzione di 100 milioni di dosi, renderà l’Italia autosufficiente”, ha spiegato Vaia.

Ore 17,00 – Covid, 14.242 nuovi casi e 616 morti: il bollettino del 12 gennaio – Secondo il bollettino di oggi, martedì 12 gennaio, sul Coronavirus in Italia pubblicato dal Ministero della Salute e dalla Protezione Civile, sono 14.242 i nuovi casi, contro i 12.532 di ieri, e 616 i morti (ieri erano stati 448). Qui il bollettino completo.

Ore 16,35 – Medici famiglia Simg: prima dose a tutti e ritardare richiamo – Il presidente della Società italiana di Medicina generale (Simg) Claudio Cricelli ha lanciato una proposta che consentirebbe di “accelerare il processo di vaccinazione anti-Covid”. “Riteniamo che la prima prima dose debba essere somministrata a tutti per arginare gli effetti devastanti della terza ondata, mentre è possibile ritardare la seconda dose”, ha dichiarato Cricelli, sottolineando che “l’efficacia di una sola dose è del 50% circa, ma il dato più rilevante è che la copertura del vaccino resta molto elevata per gli effetti gravi”.

Ore 16.00 Nuovo Dpcm, domani alle 15 comunicazioni Speranza al Senato – Il ministro della Salute, Roberto Speranza riferirà domani alle 15 nell’aula del Senato sulle misure previste nel prossimo decreto del presidente del Consiglio. Dopo le sue comunicazioni, si passerà al voto delle risoluzioni. A riferirlo, il capogruppo del Pd a Palazzo Madama, Andrea Marcucci al termine della conferenza dei capigruppo che si è svolta al Senato.

Ore 15,46 – Renzi a Speranza: “Comunque vada domani Iv vota sì su Covid” – Matteo Renzi e Roberto Speranza hanno avuto un colloquio telefonico nel quale il leader di Iv ha assicurato al ministro della Salute che, comunque vada il dibattito in Cdm, domani in Parlamento Iv voterà le risoluzioni di maggioranza sullo stato di emergenza legato al Covid. Lo avrebbe spiegato, a quanto si apprende, il capogruppo di Iv al Senato Davide Faraone, in una riunione di maggioranza che precede la capigruppo.

Ore 15,00 – Iss: “Priorità vaccini Moderna a Regioni con over-80” – I primi 47mila vaccini anti-Covid di Moderna arrivati oggi all’Istituto superiore di sanità (Iss) saranno distribuiti nei prossimi giorni alle Regioni dando priorità a quelle con un maggior numero di abitanti sopra gli 80 anni. Lo rende noto l’Iss.

Ore 14,20 – Arcuri: “Iniziamo a vedere un po’ di luce in fondo al tunnel” – “Dopo quasi un anno di buio cominciamo finalmente a intravedere un po’ di luce in fondo al tunnel. L’arrivo del vaccino di Moderna dopo quello di Pfizer è un’altra bella notizia che ci consente di proseguire la campagna di vaccinazione, per la quale l’Italia è al primo posto in Europa”. Lo dichiara il commissario straordinario, Domenico Arcuri, commentando l’arrivo delle prime dosi del vaccino sviluppato da Moderna. “Ci auguriamo tutti che entro la fine di gennaio l’Ema autorizzi anche il vaccino di AstraZeneca, ma la strada per arrivare all’immunità di gregge è ancora lunga e impone a tutti di non abbassare la guardia” ha aggiunto Arcuri.

Ore 13,45 – Alto Adige: troppi obiettori, anticipati gli over 80 – L’Alto Adige visto l’alto numero di “obiettori” tra il personale sanitario e quello nelle rsa, inizierà da subito con la vaccinazione anti-Covid degli over 80 e di altre categorie a rischio. Lo ha annunciato l’assessore alla Sanità, Thomas Widman.

Ore 13,15 – Il piano B di Speranza: 100 giorni di zona rossa per scongiurare la terza ondata –  La modifica dei parametri punta a garantire “100 giorni di zona rossa” facendo rientrare quasi tutte le Regioni nella fascia più alta di rischio: solo così si potrà scongiurare la terza ondata. Il ministro Roberto Speranza avrebbe messo sul tavolo questo piano B dopo che il Cts ha sottolineato un aumento dell’incidenza su tutto il territorio nazionale in contro tendenza con le settimane precedenti (qui la notizia completa).

Ore 10,00 – Ricciardi: “Serve lockdown di un mese” – Serve un lockdown “subito, forte, di almeno un mese, per abbattere i contagi e riuscire a riprendere il tracciamento. Altrimenti si rischia di mettere a repentaglio la campagna vaccinale”. Lo dichiara Walter Ricciardi, consulente del ministro della Sanità Speranza, all’Agi.

Ore 07.00 – Arrivato in Italia il primo carico dei vaccini Moderna – E’ arrivato in Italia il primo carico di vaccini dalla casa farmaceutica Moderna. Un furgone partito dal Belgio è giunto al Brennero attorno alle 2 di notte, per poi raggiungere Roma, dove arriverà in mattinata, scortato dal settimo reggimento carabinieri di Laives.

Ore 06.00 – Vaccino, somministrate 701.623 dosi, il 76,4% del totale – Gli ultimi dati sulle vaccinazioni anti-Covid, aggiornati alla tarda serata di ieri, lunedì 11 gennaio, sono i seguenti: le dosi somministrate in Italia sono 701.623, il 76,4% del totale di quelle consegnate al nostro Paese (918.450). Hanno ricevuto il vaccino 558.155 operatori sanitari, 95.980 unità di personale non sanitario e 47.488 ospiti di Rsa.

CORONAVIRUS IN ITALIA: COSA È SUCCESSO IERI

Il bollettino dell’11 gennaio – Ieri, lunedì 11 gennaio, in Italia si sono registrati 12.532 nuovi casi di Coronavirus e 448 morti legati alla pandemia. Il consueto bollettino quotidiano diffuso da Ministero della Salute e Protezione Civile ha riferito di 91.656 tamponi effettuati, mentre i ricoveri in terapia intensiva sono aumentati di 27 unità. I casi di Covid-19 accertati in Italia all’11 gennaio sono 2.289.021, gli attualmente positivi sono 575.979. Il bollettino.

In Sicilia nuovi positivi aumentati del 66% e più 152% dei ricoveri – È sensibile il peggioramento dell’andamento della pandemia in Sicilia. Ieri, infatti, è emerso che rispetto alla settimana precedente sono aumentati i nuovi positivi (11.508, +66%), i ricoverati (+152), i ricoverati in terapia intensiva (+24), gli ingressi in terapia intensiva (+5,6%), i deceduti (+234). Il tasso di positività, il rapporto cioè tra i test eseguiti e i casi accertati, è il 19,8%, il più alto in Italia.

Speranza: “Ok modello fasce con abbassamento soglie” – “Conservare il modello per fasce” ma “con abbassamento delle soglie per entrare in una zona: RT 1 per quella arancione, 1.25 per la zona rossa”. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, durante il vertice con le Regioni e i Comuni sul prossimo Dpcm con le ulteriori misure per fronteggiare l’emergenza Coronavirus in Italia. “Pensiamo di intervenire anche sugli indici di rischio anche per facilitare gli ingressi in arancione, ad esempio per le Regioni a rischio alto”, ha aggiunto il ministro della Salute.

Trovato un nuovo paziente 1 di Covid-19 italiano risalente al 10 novembre 2019: si tratterebbe di donna milanese di 25 anni, cui era stata fatta una biopsia della pelle per una dermatosi atipica, prima quindi del bambino milanese, in cui era stata documentata la presenza del virus con un test fatto a dicembre 2019. La scoperta è stata pubblicata sul British Journal of Dermatology dai ricercatori guidati da Raffaele Gianotti, dell’Università Statale di Milano, in collaborazione con lo Ieo e il Centro diagnostico italiano. Leggi l’articolo integrale.

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