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Come è cambiata la nostra spesa con il Coronavirus

Boom dell'Amuchina, ma non solo: ecco cosa mettiamo più spesso nel nostro carrello da due settimane. L'indagine Coop

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 13 Mar. 2020 alle 12:42
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Coronavirus in Italia, come è cambiata la nostra spesa al supermercato

In due sole settimane, l’Italia è precipitata nel baratro dell’emergenza Coronavirus: negozi chiusi, obbligo di stare a casa se non per motivi di necessità e urgenza, tra i quali rientra anche il bisogno di andare al supermercato per fare la spesa. Nonostante la psicosi post-decreto del 9 marzo, quando i negozi alimentari di tutti Italia sono stati presi d’assalto dalle persone, i supermercati rimangono infatti aperti. Un segnale di “normalità”, anche se di normale in questo periodo inedito per l’Italia non c’è nulla. E ce ne accorgiamo anche dai prodotti con cui riempiamo il carrello.

Come sono cambiate in due settimane di Coronavirus le abitudini sulla spesa degli italiani? A rivelarlo è un’indagine portata avanti dalla Coop, che ha analizzato gli acquisti effettuati dall’arrivo del Covid-19 in Italia (24 febbraio-8 marzo). Ovviamente, a guidare la classifica dei prodotti più venduti c’è lei, l’Amuchina, divenuta introvabile in pochi giorni in tutte le farmacie e nei negozi alimentari. A seguire le salviettine disinfettanti, ma anche quelle milleusi. E ancora termometri, alcol, guanti e candeggina: tutti prodotti fortemente sponsorizzati in questi giorni difficili per disinfettare case, oggetti, superfici e il corpo. L’Amuchina, come già anticipato, è il prodotto che ha registrato la crescita più alta nelle vendite: +547 per cento. A seguire le salviettine disinfettanti (478 per cento) e quelle classiche, umidificate (361 per cento).

Ma non mancano però, in questa speciale classifica, anche molti prodotti alimentari. Quello più in crescita è la farina (+80 per cento), seguito dalla carne in scatola (+60 per cento) e dai legumi in scatola (+55 per cento). E’ evidente, dunque, che la scelta degli italiani è quella di prediligere alimenti a lunga conservazione, per poter avere scorte che durino nel tempo. A seguire pasta (+51 per cento) e riso (+39 per cento), ma anche conserve di pomodoro (+39 per cento), zucchero (+28 per cento), olio d’oliva (+22 per cento), latte a lunga conservazione (+20 per cento), fette biscottate (+17 per cento), biscotti (+13 per cento) e confetture (+9 per cento). In crescita anche le vendite di pesce surgelato (+21 per cento) o in conserva come per esempio il tonno (+26 per cento). Gli italiani, in queste settimane, stanno dunque scartando gli alimenti che deperiscono in poco tempo: ortofrutta, latte fresco su tutti.

Un altro dato rilevato dall’indagine Coop sulla spesa degli italiani ai tempi del Coronavirus è la grande crescita degli acquisti online: +300 per cento. Si è triplicato, dunque, il numero degli italiani che ha iniziato a fare la spesa online. Secondo i dati Conad, le ordinazioni giornaliere sono passate da 3mila a 85mila: numeri che comprendono anche la spesa online gratis per gli anziani con più di 65 anni.

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