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Acqua alta a Venezia, Conte: “Stato d’emergenza, ora completeremo il Mose”

Nella mattinata di mercoledì l'acqua è tornata a salire, ingenti i danni provocati

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 13 Nov. 2019 alle 09:58 Aggiornato il 13 Nov. 2019 alle 21:00
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Immagine di copertina

Acqua alta a Venezia: oggi, mercoledì 13 novembre 2019, prevista una nuova mareggiata

Un disastro con danni incalcolabili. Sono queste le parole pronunciate dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro mercoledì 13 novembre dopo un sopralluogo della città messa in ginocchio da un’acqua alta da record di 187 centimetri, seconda soltanto ai 194 centimetri raggiunti con l’alluvione del 1966. “Parliamo di centinaia di migliaia di euro” ha detto il primo cittadino che da giorni continua a monitorare la situazione.

Il comune veneto, dunque, si è ritrovato a fronteggiare una nuova crisi, mentre non è ancora iniziata la conta dei danni della mareggiata record che ha colpito la città nella giornata di ieri, martedì 12 novembre.

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La seconda mareggiata ha toccato il suo picco massimo alle 9,30 quando ha raggiunto i 144 centimetri, un numero inferiore a quanto inizialmente previsto dal Centro maree del comune, che aveva preannunciato una marea di 150 centimetri intorno alle 10,30.

Acqua alta a Venezia: le impressionanti immagini della mareggiata record | FOTO | VIDEO

Le strade del centro storico, intanto, sono quasi completamente deserte con la situazione che viene definita “spettrale”. Il livello eccezionale della marea, infatti, non ha permesso la posa delle passerelle per cui si addentrano tra le calle del centro solo coloro che hanno gli stivali o le galosce.

I telefoni sono in tilt, mentre i vigili del fuoco hanno già effettuato circa 170 interventi.

Acqua alta a Venezia, Vigili del Fuoco a TPI: “Cittadini arrabbiati per il maledetto Mose mai finito”

Il premier Conte dovrebbe raggiungere la città, così come il ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli, nel pomeriggio di mercoledì, intorno alle 17. Il presidente del Consiglio ha detto che dormirà “a Venezia per esprimere la sua vicinanza”.

Una delle situazioni più critiche si registra sull’isola di Pellestrina, che è stata completamente sommersa dall’acqua. Qui, inoltre, si registrano le uniche 2 vittime dell’ondata di maltempo che ha colpito la laguna.

Secondo una prima ricostruzione le vittime sono un uomo di 78 anni, morto fulminato a causa di un corto circuito provocato dall’acqua che è entrata nella sua abitazione, e un secondo abitante dell’isola, deceduto probabilmente per cause naturali.

Uno dei problemi principali al momento, infatti, è la fuoriuscita dell’acqua dalle prese elettriche, così come si può vedere anche in un video, tra i più condivisi su Twitter.

Il premier Conte a Venezia

Il premier Giuseppe Conte è giunto intorno alle ore 18:30 a Venezia, per partecipare a una riunione tecnica sull’acqua alta nella Centrale operativa comunale della città.

Accompagnato dal ministro delle Infrastrutture, Paola De Micheli, Conte ha incontrato il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, il comandante dei vigili del fuoco Fabio Dattilo e il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli.

“Non siamo in grado di quantificare i danni. Domani c’è un Consiglio dei ministri tecnico, molto limitato, che sicuramente prenderà in carico la
richiesta di stato di emergenza del presidente Zaia. Allo stato non ci sono ragioni per negare lo stato di emergenza e stanziare i primi fondi”, ha detto il premier a termine della riunione tecnica, e ha aggiunto: “Per il Mose siamo nella dirittura finale, siamo al 92-93 per cento dell’opera e guardando all’interesse pubblico non c’è che da prendere una direzione nel completamento di questo percorso”.

“Il governo è presente, siamo qui per dare il segno di una fattiva partecipazione del governo. Venezia è un patrimonio dell’Italia e dell’umanità che ha bisogno di risolvere una serie di problemi storici che si trascinano”, ha sottolineato poi il presidente del Consiglio.

“Come avviene sempre dopo un’emergenza, prima ci sarà un’istruttoria tecnica e successivamente verranno ristorati i danni, anche ai privati”, ha specificato dopo la riunione tecnica.

Insieme alla ministra delle Infrastrutture Conte ha poi annunciato che sarà presto convocato il ‘Comitatone’ per la salvaguardia di Venezia.

“Questo incontro – ha detto Conte – ha coinvolto il presidente Zaia, il sindaco e i rappresentanti istituzionali. Li metteremo intorno a un tavolo per le decisioni finali. Venezia ha bisogno di definire gli ultimi interventi e tracciare una riga finale in via strutturale delle emergenze, ma queste
richiedono un approccio strutturale di risoluzione”, ha concluso il premier.

Venezia, l’acqua alta danneggia San Marco e il teatro La Fenice

I concerti di stasera e di domani 14 novembre, alla Fenice sono stati annullati, dopo la grande acqua alta della scorsa notte. Lo annuncia il teatro veneziano su Twitter. “Registriamo inoltre un guasto ai servizi di biglietteria (anche on-line). Vi teniamo aggiornati”, prosegue la Fenice, che in precedenza, in un primo tweet, aveva scritto: “Vi daremo presto notizie sulle nostre attività per ora sospese”.

“Venezia è in ginocchio. La Basilica di San Marco ha subito gravi danni come l’intera città e le isole”: lo scrive su Twitter il sindaco della città veneta Luigi Brugnaro. Secondo quanto riferito dalla polizia municipale, che è riuscita a entrare all’interno della chiesa, la cripta della Basilica è completamente allagata, mentre il livello dell’acqua, all’interno della chiesa, avrebbe superato il metro.

Venezia: la basilica di San Marco ha subito gravi danni in seguito alla mareggiata record. Il Procuratore: “A un passa dall’apocalisse” | FOTO

L’acqua alta non ha risparmiato neanche il teatro La Fenice. L’acqua non ha intaccato la struttura interna, ha invaso le aree di servizio dello stabile rendendo inutilizzabile il sistema elettrico e quello antincendio.

🌧 È stata una notte buia e tempestosa e le previsioni non promettono nulla di buono per le prossime ore. Vi daremo presto notizie sulle nostre attività per ora sospese. In ogni caso siamo qui per cui buongiorno! 🌧#Venezia pic.twitter.com/Cb5DtCbTFv

— Teatro La Fenice (@teatrolafenice) 13 novembre 2019

Acqua alta a Venezia: numerosi danni nel centro storico

Secondo quanto dichiarato dalla Protezione Civile, inoltre, sono numerosi i danni provocati dall’alta marea che si è verificata ieri, martedì 12 novembre. Una sessantina di imbarcazioni, tra cui anche molti vaporetti, risultano danneggiati, mentre a Ca’ Pesaro si è verificato un incendio a causa di una cabina elettrica danneggiata.

Diverse gondole si sono staccate dagli ormeggi e sono state spinte sopra la Riva degli Schiavoni. Un pontile delle gondole, invece, è finito in piazza San Marco, mentre un pilone dell’illuminazione è stato piegato dal forte vento.

Tuttavia la conta dei danni è solamente provvisoria ed è resa ancora più difficile dalle avverse condizioni meteo, che perversano sulla città.

Il sindaco Brugnaro annuncia richiesta di crisi: “Danni per centinaia di milioni di euro”

“Tutti i cittadini e le imprese raccolgano materiale utile a dimostrare i danni subiti con fotografie, video, documenti o altro. Nei prossimi giorni comunicheremo le modalità precise per la richiesta di contributo”: sono state le parole del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, il quale ha annunciato che presenterà la richiesta di stato di crisi alla Regione Veneto, ai fini della successiva dichiarazione dello stato di emergenza da parte della presidente del Consiglio dei ministri.

Successivamente il primo cittadino ha tenuto una conferenza stampa insieme al governatore del Veneto Luca Zaia e al Patriarca Moraglia.

Brugnaro ha paragonato la mareggiata a quella del 1966 affermando che le stime dei danni sono molto ingenti. Si parla, infatti, di “centinaia di milioni di euro”. Il primo cittadino, poi, ha affermato che “Qui non muore una città, muore un intero Paese”.

Il sindaco ha poi ringraziato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dal quale ha ricevuto una telefonata, e invitato tutti a fare qualcosa al più presto perché “ci giochiamo la credibilità internazionale”.

Il riferimento di Brugnaro è ovviamente al Mose, il sistema che dovrebbe salvaguardare la laguna dalle maree,  che “è stato iniziato e mai finito”.

“Servono delle risorse e delle idee chiare – ha aggiunto il sindaco – In rappresentanza dei cittadini mi chiedo, è possibile che non ci siano le fognature? Che ci sia un sistema antincendio fatto a metà?”

“Se il Mose ci fosse stato – ha inoltre dichiarato il primo cittadino – avrebbe evitato questa marea eccezionale, ecco perché va finito”.

Acqua alta a Venezia, il sindaco Brugnaro in lacrime: “Dobbiamo dimostrare che ce la facciamo” | VIDEO

Anche gli ospedali colpiti dall’acqua alta

“La notte è stata segnata da una complessità eccezionale e purtroppo anche dal lutto, ma a questo non si sono aggiunti per fortuna altri significativi infortuni o incidenti collegati direttamente con il maltempo furioso”. Lo dice il Direttore Generale dell’Ulss 3 Serenissima, Giuseppe Dal Ben.”Attualmente la situazione è sotto controllo – rileva -. Il Suem 118 comunque continua a operare in protocollo meteo avverso con il dislocamento di idroambulanze per servire le varie parti della città, valutando di volta in volta l’ospedalizzazione dei pazienti a Venezia o Mestre. Si contano ora i danni a strutture, in particolare pontili sanitari messi a dura prova dalla nottata”.

Danni limitati ci sono stati all’Ospedale Civile di Venezia dove è finito sott’acqua il lungo corridoio San Domenico, al piano terra. L’eccezionale livello raggiunto ha fatto sì che l’acqua alta arrivasse a lambire anche i locali del Pronto Soccorso, normalmente non toccati dal fenomeno dove peraltro le attività sono proseguite senza interruzione. L’acqua alta ha invaso anche un’area vasta del piano terra della sede distrettuale all’ex Giustinian: anche qui sono state rimandate alcune prestazioni programmate”.

Acqua alta a Venezia oggi, le reazioni politiche Zaia: “Devastazione apocalittica”, Salvini: “Subito emendamento per Mose”

Il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, ha inviato al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e al Capo della Protezione Civile Nazionale, Angelo Borrelli, la formale richiesta di dichiarazione dello “Stato di emergenza a Livello Nazionale”, sulla base dell’articolo 24 del D.Lgs del 2 gennaio 2018. Nella richiesta, inviata a mezzo di posta certificata, il Governatore fa riferimento al disastro accaduto a Venezia e ai gravi danni subiti anche da altre parti del territorio.

Augurandosi una pronta risposta dal Governo, Zaia chiede anche “un primo sostanziale sostegno economico per le prime spese”; e “un successivo sostegno economico stante la difficoltà delle Amministrazioni Locali e della stessa Regione a fronteggiare la situazione con misure finanziarie ordinarie, al fine di assicurare le operazioni di soccorso alle popolazioni colpite, attuare gli interventi indifferibili e urgenti necessari a garantire la pubblica incolumità, ripristinare i danni subiti dal patrimonio pubblico e privato, e per la ripresa delle normali condizioni di vita della popolazione”.

A una trasmissione televisiva il governatore del Veneto Luca Zaia ha parlato di una “devastazione apocalittica”. “Abbiamo davanti una devastazione apocalittica e totale, ma non esagero con le parole, l’80 per cento delle città è sott’acqua, danni inimmaginabili, paurosi”.

Il leader della Lega Matteo Salvini ha commentato la vicenda chiedendo al governo di sbloccare subito 1 miliardo per l’emergenza. “Un patrimonio dell’umanità che il governo non può ignorare: per i danni provocati dal maltempo a Venezia si utilizzi subito uno dei tre miliardi che il governo vorrebbe regalare a chi paga con bancomat o carta di credito”.

L’ex ministro dell’Interno, poi, ha proposto un emendamento per il Mose. “Purtroppo ci sarà un’altra alta marea, a spanne mezzo miliardo di danni. Il Mose è pronto ad entrare in azione ma servono 100 milioni per la manutenzione annua. Uscito da qui andrò al Senato per un emendamento alla manovra per trovare questi soldi, per mettere in sicurezza un patrimonio non italiano, ma mondiale”.

Franceschini: “Situazione idescrivibile, è emergenza”

Il ministero della cultura “ha attivato sin dalle prime ore di allerta per l’acqua alta eccezionale a Venezia l’unità di crisi per la verifica e la messa in sicurezza del patrimonio culturale”. Lo ricorda il ministro Franceschini, che parla di ”emergenza” e sottolinea: “i tecnici della Soprintendenza di Venezia sono a lavoro in raccordo con la protezione civile, i carabinieri per la tutela del patrimonio e i vigili del fuoco”. Al momento non si registrano problemi per le collezioni museali, ma solo danni agli impianti elettrici e idraulici e alle superfici.

La notizia dell’acqua alta a Venezia su tutti i media internazionali

La notizia dell’acqua alta record a Venezia è rimbalzata in fretta sui media di tutto il mondo. “Inondazioni a Venezia, il cambiamento climatico dietro alla marea più alta degli ultimi 50 anni”, titola in apertura il sito della Bbc, citando le parole del sindaco Luigi Brugnaro che parla di un evento destinato a lasciare “segni indelebili” sulla città.

Anche la Cnn dà risalto alla “peggiore acqua alta degli ultimi 50 anni”, registrando le vittime e la richiesta dello stato di emergenza per la città, mentre un gran numero di media internazionali esprime preoccupazione per il destino dell’immenso patrimonio storico e artistico che la città custodisce. “Venezia colpita da una storica acqua alta, preoccupazione per mosaici e opere d’arte”, scrive Fox news. L’inglese Sun parla di situazione “apocalittica”, e si chiede se Venezia non stia progressivamente affondando. Moltissime le foto e i video che documentano queste ore sui mezzi di comunicazione di tutto il mondo, e i commenti sui social.

“È triste vedere di nuovo Venezia sott’acqua”, scrive un giornalista di Skynews, Mark Stone, “un caso di cattiva gestione cronica” analizzato in un loro servizio di qualche tempo fa. L’emittente sudcoreana Arirang parla di “siti turistici inondati”, il New York Post mette in evidenza attraverso una serie di foto gli stratagemmi dei residenti per difendersi dall’acqua e far sì, in qualche modo, che la vita vada avanti. “Venezia colpita dalla peggiore acqua alta dagli anni ’60”, sottolinea anche il Guardian.

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