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Tra 30 anni Venezia, Londra, Giacarta saranno sommerse dall’acqua: 340 milioni di persone a rischio

Di Laura Melissari
Pubblicato il 31 Ott. 2019 alle 08:31
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Immagine di copertina

Tra 30 anni Venezia, Londra, Giacarta saranno sommerse dall’acqua: 340 milioni di persone a rischio

Fra trent’anni le case di 340 milioni di persone saranno sommerse dalle acque. A dirlo è uno studio di Climate Central, comparso su Nature. Le città più a rischio sono Giacarta, Venezia, Londra, Mumbai, Alessandria d’Egitto, Bassora, New Orleans, Bangkok che faranno i conti entro il 2050 con l’innalzamento del livello del mare, causato dai cambiamenti climatici.

Quella che rischia di più e nel più breve tempo è Giacarta, affacciata sul mare di Giava, nell’oceano Pacifico. Il governo indonesiano ha già annunciato che sposterà di 100 chilometri la capitale per salvarla dalle inondazioni e gli allagamenti. Benjamin Strauss, Ceo di Climate Central, ha affermato che potrebbe essere necessario che altri paesi seguano l’esempio dell’Indonesia a meno che le difese marittime non vengano rafforzate o le emissioni di carbonio ridotte.

In Italia le città a rischio sono Venezia, Rovigo, Jesolo e Caorle, che saranno sommerse dal mar Adriatico.

Un miliardo di persone sul nostro pianeta vivono a meno di 10 metri sul livello del mare, mentre 250 persone vivono sul livello del mare.

Lo studio di Climate Central, guidato da Scott Kulp e Benjamin Strauss, ha utilizzato strumenti moderni di intelligenza artificiale per mappare le altezze e la topografia dei luoghi costieri della terra.

Città sommerse e cambiamento climatico

Il fenomeno dell’innalzamento del livello del mare è strettamente connesso con il riscaldamento globale, che sta riscaldando i mari e sciogliendo i ghiacci immagazzinati in Antartide e Groenlandia. Se non saranno tagliate in maniera considerevole le emissioni di gas serra, dice lo studio su Nature, le conseguenze saranno disastrose.

Negli ultimi decenni i livelli del mare sono aumentati globalmente di oltre 3 mm all’anno, con un’accelerazione di questa tendenza ormai osservabile.

Il gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici (IPCC) ha dichiarato il mese scorso in un rapporto speciale sugli oceani che il livello medio globale del mare potrebbe salire fino a 1,1 metri entro il 2100, secondo lo scenario più pessimistico.

Il più grande cambiamento nelle stime è stato registrato in Asia, che ospita la maggior parte della popolazione mondiale. I numeri a rischio di inondazioni annuali entro il 2050 sono aumentati di oltre otto volte in Bangladesh, sette volte in India, dodici volte in Tailandia e tre volte in Cina. In Indonesia le persone a rischio sono 23 milioni, rispetto ai 5 milioni di uno studio precedente.

Gli autori della ricerca affermano che i calcoli potrebbero addirittura sottostimare i pericoli perché si basano su proiezioni standard di innalzamento del livello del mare in uno scenario noto come RCP2.6, che ipotizza tagli delle emissioni in linea con le promesse fatte in base all’accordo di Parigi. I paesi però sono ben lontani dal rispettare questi impegni.

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