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Emergenza Clima: a Venezia sta già succedendo quello che capiterà in tutto il mondo, quando centinaia di città saranno sommerse dall’acqua

Di Giulio Cavalli
Pubblicato il 13 Nov. 2019 alle 10:56 Aggiornato il 13 Nov. 2019 alle 10:56
Immagine di copertina
Credit: Ansa/ Luigi Brugnaro

Emergenza clima: Venezia sta anticipando ciò che succederà nel mondo

No. Non è solo acqua alta: a Venezia sta andando in scena la prova generale di futuro e sta accadendo ciò che c’è scritto su ogni libro di scienza, su ogni giornale informato e nel programma di qualsiasi politico responsabile ormai da una decina d’anni. Un gruppo di ricercatori italiani ha recentemente pubblicato uno studio in cui si prevede un innalzamento critico del livello del mare già a partire dal 2100 ed è normale che Venezia, magica proprio per quel filo sottile che la tiene in equilibrio sul mare, sia la città che più di tutte mostra le sue ferite. Molti siti patrimonio dell’umanità che si affacciano sul Mediterraneo sono a rischio di inondazione: in Italia sono 13 (lo studio è qui) e Venezia potrebbe subire un picco di marea di 2,5 metri con un’ampiezza dell’area eventualmente inondata che aumenterebbe in media del 14 per cento con punte massime del 24 per cento.

Stamattina Venezia si è svegliata sotto il suono delle sirene, dopo una giornata di difficoltà e di principi di incendi, ma quelle sirene dovrebbe svegliarci tutti: accade esattamente ciò che gli studiosi hanno detto che sarebbe accaduto. Chi si stupisce è poco informato, chi si è fatto trovare impreparato è un pessimo politico e chi minimizza è pericoloso. I due morti e i danni ingenti sono l’avvertimento (l’ennesimo e non l’ultimo) di una situazione che non si ferma con faraoniche opere pubbliche inefficaci (il Mose inerme di fronte al disastro è una vergogna nazionale, una statua all’inettitudine di certa politica) e che non si ferma nemmeno con qualche battuta simpatica sul freddo che non è caldo e sulle abitudini o sulle fattezze di una ragazzina.

Il problema climatico è già qui, ora, subito, molto più in alto di dove sia invece nelle agende della politica e non ha nulla a che vedere con le soluzioni tampone di chi affronta un’emergenza alla volta senza avere la responsabilità di guardare il quadro generale.

Venezia è anche un bigino per leggere il prossimo futuro: sotto l’acqua alta (o il caldo intenso che sarà, o la siccità, o la difficoltà di approvvigionamenti energetici) ci finiscono tutti, poveri e ricchi, barboni e signori, hotel da un milione di stelle e pescatori rintanate in cantine. L’emergenza ambientale ridisegna una democrazia tutta schiacciata verso il basso, appiattita, una livella, che dovrebbe vedere un’unione di intenti al di là delle posizioni e delle inclinazioni. Per questo la preoccupazione non dovrebbe essere solo per l’onda che arriverà oggi ma anche e soprattutto per le onde che ci porterà il futuro.